L’uomo, il divino, il sacro

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Fotografia Silvio VenieriSAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’associazione culturale I Luoghi della Scrittura ha organizzato per il settimo anno consecutivo Piceno d’Autore. All’interno dell’evento, nella sezione L’uomo, il divino, il sacro insigni personaggi rifletteranno su varie tematiche religiose. Già il 12 luglio, il filosofo Massimo Cacciari ha riflettuto sul concetto di sacro. Fra gli altri segnaliamo Vito Mancuso, che il 18 luglio presenterà Dio e il suo destino; il vaticanista Andrea Tornielli che presenterà il 19 luglio il libro-intervista a Papa Francesco Il nome di Dio è Misericordia; il genetista Edoardo Boncinelli che presenterà il suo volume Contro il Sacro. Perché le fedi ci rendono stupidi. Per conoscere meglio finalità e obiettivi del ciclo L’uomo, il divino, il sacro, abbiamo intervistato l’Avv. Silvio Venieri, Segretario de I Luoghi della Scrittura.

Come mai la vostra associazione ha scelto di proporre quest’anno un tema così impegnativo in piena estate?

L’atteggiamento rilassato che è permesso vivere durante la stagione estiva può costituire una condizione propizia per dedicarsi all’approfondimento di temi impegnativi, che rischiano di essere trascurati a causa degli affanni quotidiani. Ritengo che non sia concepibile definire un’antropologia dell’uomo senza considerare la dimensione del divino e del sacro, con una valenza pregna di implicanze anche nella nostra contemporaneità; allora, si potrebbe ribaltare la domanda: perché mai non occuparsi del rapporto che l’uomo vive con il concetto del divino e del sacro ?

La prima serata che ha visto come protagonista il Prof. Cacciari è stato un assoluto successo con una straordinaria partecipazione di pubblico. Secondo lei è stato un nome così importante a richiamare così tante persone o c’è un reale interesse verso il tema del sacro e della religiosità?

Sicuramente il Prof. Massimo Cacciari costituisce una personalità di grande richiamo, ma, a parte la folta partecipazione di pubblico, quello che più conta in termini di soddisfazione per noi organizzatori dell’Associazione I Luoghi della Scrittura è aver riscontrato un clima di grande attenzione e concentrazione nell’uditorio. Raccogliendo le impressioni dei presenti, mi ha colpito la capacità di penetrazione che hanno avuto soprattutto le considerazioni svolte in riferimento alla figura di Gesù, trattata dal prof. Cacciari partendo dall’ottica storico-filologica e non su presupposti di fede, come ha spiegato lo stesso.

Scorrendo i nomi degli invitati sembra che ci sarà sul tema una polifonia di voci…

Abbiamo riscontrato che gli autori in questione, di sicuro spessore e con una fama già diffusa, avevano avuto modo nei loro ultimi lavori di trattare argomenti collegabili al tema della rassegna, non solo Mancuso, Tornielli, Boncinelli, con i loro saggi, ma anche Paolo Di Paolo, che, con la sua opera di narrativa Una storia quasi solo d’amore, ha modo di delineare la figura di una donna, co-protagonista del romanzo, che vive la sua esperienza di fede all’interno della Chiesa Cattolica all’epoca di Papa Francesco. Lo stesso scrittore ha riconosciuto che il tema prescelto si attagliava benissimo alla storia narrata nel suo libro.

Si parla di Sacro, ma non c’è una figura religiosa. Si tratta di una scelta mirata?

Il nome di Dio è Misericordia di Andrea Tornielli, come è noto, è un intervista a Papa Francesco sulla misericordia, per cui l’opera si dipana intorno al pensiero del Sommo Pontefice.
Non può disconoscersi che la teoria e la pratica della religione non possano ritenersi monopolio esclusivo dei religiosi appartenenti agli ordini ecclesiastici, ma che siano sicuramente patrimonio anche del cosiddetto “mondo laico”. Così come non si può negare che vi sia una religiosità popolare che bordeggia tra il sacro e il profano, come ci spiegherà, in relazione alle esperienze che fanno capo al nostro territorio, la prof.ssa Benedetta Trevisan in un altro incontro previsto in programma.

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