COSSIGNANO – Il 10 agosto, a Cossignano, il medico e artista Luciano Capriotti ha tenuto una conversazione dal titolo “San Lorenzo e le stelle. San Lorenzo raccontato dalla storia dell’arte”.
Hanno partecipato all’incontro l’arcivescovo delle Diocesi del Piceno Gianpiero Palmieri, il parroco mons. Federico Pompei, il viceparroco don Claudio Capecci, il neoeletto sindaco Angelo Carlini, don Lorenzo Bruni, parroco in solido di Centobuchi, Rosina Bruni e Alessandro Ciarrocchi della Pro Loco di Grottammare, oltre ad altre autorità e a numerosi cittadini.
L’arcivescovo Gianpiero Palmieri: “Ringrazio Luciano Capriotti per questa splendida carrellata sulle opere che ci parlano di Lorenzo e anche per averci parlato delle stelle, del cammino, della ricerca dell’uomo.
Grazie, perché abbiamo bisogno di momenti così, che ci permettono di vivere con profondità la nostra vita, custodendone un senso profondo, poetico e spirituale, che ci permette di vivere con maggiore consapevolezza l’esistenza di tutti i giorni. Le opere d’arte diventano un canale di grande comunicazione di tutto questo.
Volevo sottolineare un aspetto che, nella liturgia di Lorenzo, emerge in modo particolare. Lorenzo ha vissuto la carità. A Roma il Papa aveva organizzato l’attenzione e la cura dei poveri attraverso sette diaconi, così come erano sette i diaconi negli Atti degli Apostoli, al capitolo 6. A ognuno di loro aveva affidato una chiesa, che si chiamava diaconia, e Lorenzo era il protodiacono, colui che custodiva la carità.
Immaginate di avere un incarico come questo, che ti porta a uscire da te stesso e a servire gli altri, ad averli presenti tutti, millecinquecento, e a vedere chi ha più bisogno. Devi pensare a come organizzarti e a come stare vicino a ciascuno di loro.
Lorenzo è martire. Il martire non è solo chi compie un gesto eroico perché è coerente: questo lo fa diventare un eroe solitario. Dobbiamo pensare ad almeno altri due aspetti del martirio. Nel martirio di Gesù sono evidenti entrambi: “Padre, nelle tue mani metto la mia vita” e poi: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”.
Il primo sottolinea l’aspetto della fede: io muoio, ma so che la mia vita è raccolta nelle mani di Dio e quindi ho fiducia nella resurrezione. Nel martire è profondissima questa considerazione. Il martire muore nel dolore, pensando di essere ucciso dai suoi fratelli e dalle sue sorelle, ma lo accetta come forma di servizio agli altri. Mentre muoio, dico parole di perdono e quindi testimonio il perdono del Padre.
Ecco che il martirio diventa “Sangue di martiri, seme di nuovi cristiani” e quindi questo gesto, che testimoniava i due aspetti essenziali della fede, cioè la fiducia nella resurrezione e la misericordia che avvolge tutti, anche i carnefici, è stato proprio quello che ha fecondato la Chiesa.
Lorenzo, durante il martirio, attraverso l’arte, guarda in alto, quindi non guarda a se stesso. Penso che Lorenzo e le stelle abbiano tanto in comune e saper rappresentare tutto questo è davvero da grandi artisti! Grazie per questo incontro”.
Mons. Federico Pompei, dopo aver ringraziato i presenti, soprattutto il Vescovo, e ricordato che con Luciano Capriotti si sono conosciuti grazie a Santa Lucia di Grottammare, dando un input incoraggiante per la sua riapertura e donando alla chiesa la sua mostra su Sisto V, dedicata alla mamma Concetta di don Federico, ha sottolineato:
“‘In occasione della festa di San Lorenzo martire, il medico e artista Luciano Capriotti ha scelto Cossignano per presentare e dare rilievo al Santo del 10 agosto. Capriotti è molto legato al paese di Cossignano ed è venuto più volte per trascorrere alcune ore in questo paese, chiamato l’ombelico del Piceno.
In questo anno particolarmente significativo, Capriotti ha inaugurato il bassorilievo dedicato a San Giorgio, patrono del paese, ha illustrato la mostra Pinocchio e, infine, ha tenuto una profonda e interessante conversazione sul tema “Volgeranno lo sguardo su Colui che hanno trafitto”.
Aver partecipato stasera, nello scenario della nuova piazza intitolata a Emidio Mercuri, un generoso cittadino che ha donato questo spazio alla comunità, è un’ulteriore occasione per incontrarci e riflettere su un testimone della fede, il diacono Lorenzo, che ha preferito donare la vita a Cristo piuttosto che negare e rifiutare Colui che ha dato senso alla sua vita…”.
Il sindaco Angelo Carlini:“Porto i saluti della comunità al Vescovo, ringraziandolo per la sua presenza qui a Cossignano. Ringrazio l’amico artista Luciano Capriotti, che conosco da tempo. Il suo contributo è importante: abbiamo una traccia di Luciano presso il torrione, che vi invito a vedere, nel bassorilievo di San Giorgio.
Ringrazio il nostro parroco e grazie a voi qui presenti. Una serata molto interessante, fresca e gradevole, che ha spaziato su varie tematiche dell’arte e sul nostro territorio. Grazie a tutti!”.
Luciano Capriotti, il relatore: “La giornata del 10 agosto coincide con la data del martirio di San Lorenzo, diacono di papa Sisto II, sottoposto al martirio durante la persecuzione di Valeriano nel 252 d.C.
In questa relazione vengono presi in esame i dati storici e spirituali e, soprattutto, la grande tradizione della storia dell’arte, che si è molto ispirata alla figura di San Lorenzo e al suo martirio.
Le stelle cadenti di questa notte sono tradizionalmente correlate con le lacrime del Santo o con le scintille e le braci del suo martirio.
Nella relazione verranno illustrati anche i cieli stellati più affascinanti e iconici della storia dell’arte: dai mosaici ravennati ai cieli fosforescenti e turbinosi di Van Gogh.
E poi tutti col naso all’insù, a scorgere una stella cadente e ad esprimere segretamente il nostro desiderio”.
Capriotti si è avvalso di diapositive artistiche, commentate attraverso le diverse interpretazioni degli autori, mostrando opere raffiguranti San Lorenzo e i “cieli”, da Van Gogh ad altri protagonisti della storia dell’arte.
Grazie infinite per la collaborazione giornalistica e le foto a Rosina Bruni e Alessandro Ciarrocchi, dirigenti della Pro Loco di Grottammare Lido degli Aranci, sempre attivi nel territorio Piceno quando si parla di arte e cultura, già “Angeli custodi di Santa Lucia”, il gruppo di volontari che garantisce le aperture della storica chiesa di Santa Lucia, dove è allestita una mostra permanente dell’artista Capriotti, dedicata a Sisto V.

















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