Festa Beato Pier Giorgio Frassati, Padre Botta: “Il segreto della felicità… è accontentarsi di ciò che si ha”

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BottaDi Mario Vagnoni

GROTTAMMARE – Continua con successo la festa del Beato Pier Giorgio Frassati, animata da incontri interessanti di carattere religioso, culturale e sociale.

Facciamo un riassunto delle conferenze già svolte. Il 23 giugno Giulia Ciriaci e Ascenza Mancini hanno presentato il libro “ L’amore che guarisce” dedicato all’esperienza di vita e di fede di Don Francesco Vittorio Massetti. Dopo gli anni di università al Politecnico di Torino, dove ha conosciuto il nostro patrono Pier Giorgio Frassati, anche per questa amicizia con questo santo giovane morto prematuro ha scelto di diventare sacerdote. In seguito ha fondato l’Istituto Santa Gemma che ha fatto tanto del bene ai bisognosi sambenedettesi. E’ intervenuto anche don Gianni Anelli che insieme alla Ciriaci e alla Mancini ci ha ricordato dell’esperienza evolutiva per la chiesa dei tempi dei Cenacoli: sacerdoti che vivano insieme condividendo tutto. Nei cenacoli vi era una bella partecipazione del laicato. Purtroppo questa esperienza finì perché per quei tempi non era visto di buon occhio che sacerdoti e laici, anche donne, si frequentassero in riunioni anche se per pregare. Oggi alla luce del Vaticano II ciò è usuale, ma per quei tempi era inaccettabile. Sicuramente l’invidia e la cattiveria di alcuni hanno contribuito a far naufragare i Cenacoli e molti ne soffrirono tra cui Don Francesco Massetti che con obbedienza e umiltà accettò tutto per amore di Gesù. Alla fine della vita disse: “ Gesù sono stato peccatore, ma non ti ho tradito mai, Gesù Cristo mio”.

Il 25 giugno è intervenuto John Kanu direttore della Chesterton Center di Freetown della Sierra Leone. Dopo gli studi ad Oxford è tornato in Sierra Leone e ha applicato il distributismo teorizzato da Chesterton legata alla dottina sociale della chiesa. Noi Tipi Loschi durante l’anno abbiamo raccolto attrezzi agricoli macchinari, un’automobile, vestiti e giocattoli, fatto un container spedito in Sierra Leone. Questo materiale è servito ad avviare una cooperativa agricola come altre 35 già esistenti, perché il distributismo vuole proprio aiutare le persone attraverso terra e macchinari ad imparare un mestiere per potersi reggere con le proprie gambe.  Questa potrebbe essere una soluzione alla fuga degli Africani dall’Africa e all’emigrazione. Dare terra e materiali a questa gente per creare un’economia indipendente anche perché sappiamo che l’Africa è una terra ricchissima. Occorre come John Kanu gente coraggiosa che insegni ai giovani africani un mestiere.

Il 26 giugno c’è stato XI Gagliarda’ s Day dedicato alla nostra Polisportiva Gagliarda. C’è stato uno spazio dedicato a Gino Bartali campione del ciclismo e della vita. Alcuni nostri amici hanno dato le loro testimonianze sul ciclo-pellegrinaggio che ogni anno facciamo da Terontola ad Assisi per ricordare Gino Bartali che durante la seconda guerra mondiale percorse tanti chilometri da Firenze ad Assisi e nella canna della bicicletta metteva i documenti falsi che servirono a salvare tanti Ebrei dai Nazisti.  Bartali aveva non solo un cuore forte, ma anche buono e magnanimo tanto che è stato riconosciuto dallo stato d’Israele uomo giusto. Per noi tesserati della Gagliarda è un esempio non solo di sportivo, ma anche modello di vita cristiana. Ogni volta che si parla di Bartali si accende in tutti noi non solo l’amore allo sport, ma soprattutto l’amore alla vita vissuta con pienezza. Sulla stessa lunghezza d’onda dopo cena è intervenuto sul tema “Ci fosse un maestroArmando De Vincentiis delegato provinciale del CONI e olimpionico con la nazionale italiana di atletica dal 1972 al 1976. La sua disciplina era il lancio del disco e ci ha raccontato che ha incontrato il grande maestro e professore Carlo Vittori che è stato anche allenatore di Pietro Mennea.

De Vincentiis che ha allenato generazioni di discoboli ha affermato che un grande maestro sa tirare fuori dall’atleta il massimo, aiutandolo ad accettare i propri limiti. Essi si possono superare con sacrifici ed allenamenti, senza cadere nella tentazione di ricorrere alle sostanze dopanti che screditano i buoni valori dello sport spingendo gli atleti a raggiungere i risultati ad ogni costo. Il doping oltre a far male alla salute, fa male all’anima dello sport e ai suoi principi creando amarezza e sfiducia in chi crede in esso.

Ieri sera, mercoledì 29 giugno alle ore 21.30 è stata la volta invece di Padre Maurizio Botta che ha parlato della sua esperienza nella congregazione dei sacerdoti di San Filippo Neri. Durante l’incontro Padre Botta ha ricordato inoltre dell’importanza di leggere le fiabe ai bambini dove possono ricevere l’insegnamento del limite come per la fiaba del “re nudo”.

Questa sera alle ore 21.30 si terrò l’incontro con Padre Cassian Folsom, Priore del Monastero benedettino di Norcia e Consultore della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Domani sera invece alle ore 21.30 si terrà l’incontro “Perseguitati”. Il dramma dei cristiani nel dramma del mondo Incontro con Rodolfo Casadei, inviato speciale del settimanale Tempi

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