In Palazzina gli “Orizzonti di senso” di Bartolini, Boldrini e Giuliani

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Layout 1SAN BENEDETTO DEL TRONTO  Dal 18 giugno al 6 luglio, la Palazzina azzurra di San Benedetto del Tronto ospita la mostra “Orizzonti di senso. Bartolini Boldrini Giuliani”.

L’evento inaugura la stagione estiva delle esposizioni della Palazzina ed è tra quelli promossi dal Comitato comunale per le arti visive che ha ritenuto opportuno porre l’accento e l’attenzione sul territorio e su quegli artisti che maggiormente lo rappresentano, in collaborazione con l’associazione culturale “Art ‘Up” e la Galleria “Gino Monti”.

Protagonisti dell’esposizione sono tre artisti, di origine marchigiana, di assoluto rilievo nel panorama dell’arte contemporanea, nazionale e non solo, e mette a confronto tre diversi stili, modalità e tecniche espressive, tre differenti atteggiamenti nei confronti del paesaggio e della materia in particolare. Un paesaggio che transita dal reale all’ideale, al concettuale. Un paesaggio che, da stereotipo, diventa oggetto di analisi e sfondo della poesia dell’anima.

La mostra sarà inaugurata sabato 18 giugno, alle 18,30, e resterà aperta tutti i giorni dalle 18 alle 24.

 Ubaldo Bartolini, Montappone (FM) 1944, è stato uno dei fondatori della corrente che Maurizio Calvesi battezzò Anacronismo, con Carlo Maria Mariani, Alberto Abate e Stefano Di Stasio e altri. Questo movimento è stato definito anche Pittura colta o Ipermanierismo.  Bartolini ha esposto le sue opere in oltre 70 mostre personali e collettive in gallerie e musei di tutto il mondo. Ha avuto una sala personale alla XLI Biennale di Venezia ed è stato inserito nella collettiva “Novecento, arte e storia in Italia”, ospitata presso le Scuderie papali del Quirinale. Nei più recenti sviluppi della sua ricerca artistica, dopo aver inseguito per anni il «caro vecchio fantasma della pittura di paesaggio, in una serie di inattese trasformazioni» (P. Balmas), come nella ripetizione di uno stereotipo, è giunto alla capacità di liberarsi dalla natura, per costruirla ex novo, creandola di puro linguaggio e plasmandola sull´onda delle emozioni.

Andrea Boldrini, Matelica (MC) 1963, ha iniziato da giovanissimo ad esporre le sue opere per poi collaborare con gallerie di rilievo come Cannaviello di Milano, Annina Nosei New York, Pio Monti di Roma, il Polittico di Roma, Bianca Pilat di Milano, Flowers east gallery di Londra, Figurative  art Ireland di Dublino. Ha realizzato mostre personali e collettive in molti Musei, tra i quali Flash Art Museum di Trevi, Museo Paolo Pini di Milano, Roof Garden al Palazzo delle Esposizioni di Roma; Palazzo Medici Riccardi di Firenze; Palazzo dei Priori di Fermo; Mole Vanvitelliana di Ancona; Complesso monumentale San Salvatore in Lauro a Roma; Scuderie Aldobrandini di Frascati; Maxxi di Roma.

 Giuliano Giuliani, Ascoli Piceno, 1954, da sempre innamorato del materiale elettivo della sua città, il travertino, dopo la chiusura trasforma la cava paterna nel suo laboratorio di ricerca. Ha partecipato a numerose rassegne come la Biennale di Venezia, il Premio Marche, il Premio Michetti e la Biennale d’Arte Sacra di San Gabriele. Tra le  mostre personali: Galleria de’ Serpenti di Roma, Galleria L’Isola di Trento, Palazzo Massari di Ferrara, nella Chiesa Rupestre Madonna delle Virtù di Matera, Bastione Sangallo di Loreto, Galleria Ceribelli di Bergamo, Museo d iRoma inTrastevere. Le sculture di Giuliani, oltre che in numerose raccolte private, sono presenti nelle collezioni dei Musei Vaticani, del Museo della Scultura Contemporanea di Matera, del Museo d’Arte Paolo Pini di Milano, del Centro per la Scultura Contemporanea di Cagli, del Museo Diocesano di Lecce, della Banca Nazionale del Lavoro e all’interno del Parco Scultura Trasanni a Urbino, del Parco delle Sculture Casilino-Labicano a Roma e della città di Brufa. Recentemente l’artista ha realizzato un monumento alla memoria di Eric Waters, genitore del leader dei Pink Floyd Roger Waters, caduto durante lo sbarco di Anzio. L’opera è stata inaugurata nella campagna di Aprilia alla presenza del musicista inglese.

 

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