Sorelle Clarisse: Non schiavi, non sottomessi ma «eredi della vita eterna»

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DIOCESI – Lectio delle Sorelle Clarisse sulle letture di domenica 10 Gennaio.

Ci invita a gridare, questa domenica, il profeta Isaia, ad alzare la voce con forza, senza temere. Perché «Ecco, il Signore Dio viene con potenza».
Un grido di consolazione perché Dio «…come un pastore […] fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri».

Sì! «E’ apparsa la grazia di Dio», sembra incalzare Paolo nella sua lettera a Tito, quella grazia «che porta salvezza a tutti gli uomini…».
Ancora…Giovanni Battista, nel Vangelo, risponde al popolo venuto a farsi battezzare: «…viene colui che è più forte di me […]. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».

La ricerca ha dato i suoi frutti, le domande trovano risposta, ed è proprio Dio, dal cielo, che dà voce a quella preghiera che, da secoli, esprime l’attesa di una Parola che arrivi e scenda a consolare: «Tu sei il Figlio mio, l’amato. In te ho posto il mio compiacimento».

Dice l’evangelista Luca che Gesù «stava in preghiera» subito dopo aver ricevuto il battesimo. Ed è proprio questo stare a tu per tu con il Padre, che apre i cieli e permette a Dio di far irruzione nella storia, di riversare con forza la sua bontà, il suo amore per gli uomini, la sua misericordia con abbondanza! Non è un’irruzione che si compie nello splendore, nella gloria, nella potenza. E’ l’irruzione di un Dio che si fa compagno dell’uomo, un Dio che, pur senza peccato, si annovera tra i peccatori e si “confonde” con noi, un Dio che si mette in una fila di peccatori per essere battezzato, un Dio che riparte dall’uomo, assume tutto l’uomo…per riportarlo al Padre.

Figlio mio, amato mio, mio compiacimento: non sono solo parole che svelano e rivelano la vera identità di Gesù. Sono parole con cui Dio si rivolge, infatti, a ciascuno di noi, e che sanciscono la nostra appartenenza a Lui. Non schiavi, non sottomessi ma «eredi della vita eterna».

E’ un fiume in piena questo Dio, la sua Parola di consolazione per ciascuno di noi è un Amore che si fa concretezza attraverso suo Figlio. Questa è la nostra forza, quella vita vera, quella iniezione di novità, di energia, di Spirito Santo, cioè di vitalità e creatività che ci vengono da Dio e che ci danno la certezza, la consapevolezza delle sue parole: Tu sei mio figlio, io ti amo, di te mi rallegro…sempre!

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