La Cattedrale di Monreale attraverso gli occhi dell’homus pellegrinus

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Nel corso dell’educational tour svoltosi lo scorso settembre, l’Associazione Maremontis ha voluto mostrare ai suoi ospiti una Sicilia a 360 gradi. Non solo natura e tradizioni culinarie, ma soprattutto cultura.

Giornalisti e tour operators, guidati dalle preziose spiegazioni di Don Antonio Chimenti hanno potuto ammirare la famosa cattedrale di Monreale facendo un tuffo nel passato, immedesimandosi nei  pii pellegrini che, sin dal Medioevo,  devotamente  raggiungevano la Cattedrale .

“Costruita a partire dal 1174 per volere di Guglielmo II d’Altavilla, re di Sicilia-spiega Don Antonio Chimenti- è famosa per i ricchi mosaici bizantini che ne decorano l’interno. Dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell’umanità (Unesco) nell’ambito dell'”Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale”.

La cattedrale nasce nel Medioevo, periodo caratterizzato dalla presenza dell’ homus pellegrinus. Il cammino che facevano i pellegrini per recarsi a Monreale partiva dal porto di Palermo e saliva fino all’attuale Cattedrale. Era un percorso molto faticoso, non tanto per la distanza chilometrica ma per il grande dislivello  in altezza. Quando i pellegrini arrivavano a Monreale, si trovavano davanti ad un enorme portale che oggi, purtroppo,  non esiste più. Il portale raffigurava l’annunciazione. Vedendo questa immagine intuivano che dovevano attraversarla,  così si trovavano in un grande atrio. Percepivano subito che non stavano più calpestando la terra perché ciò che li accoglieva era il premio alla loro penitenza: era il portico del Paradiso.

Attraversata la porta, salendo i gradini dapprima il loro sguardo si soffermava sulle rappresentazioni situate in basso poi  si innalzava verso l’alto e repentinamente si fissava sul Pantocratore.  Il Pantocratore infatti  è posto nel catino absidale ed è in una posizione quasi concentrica degli archi come per dire “guarda qui”. È tutto d’oro perché l’oro significa il Cielo, ovvero ciò che esprime luce da sé e non perché sia illuminato. Questo è in generale anche il significato dell’oro presente in tutte le icone bizantine. Ai tempi del Medioevo non c’èra l’odierna pavimentazione: il pavimento era scuro, buio, realizzato con mattoni grezzi. Anche la parte inferiore della parete era grezza e scura. Perciò a quell’epoca il contrasto tra la parte superiore e quella inferiore  era ancora più evidente di adesso. L’oro spiccava sul nero delle altre parti della struttura.  Questo grande contrasto era stato voluto per evidenziare che  ciò si trova in basso rappresenta la Terra, ciò che sta in alto e risplende è il Cielo. La differenza era cosi evidente che i pellegrini non potevano sbagliare. Dunque tutta la struttura era stata concepita come metafora della  realtà celeste , come segno che richiamava costantemente la bellezza dell’evento salvifico.

Una volta entrati i pellegrini potevano “leggere” attraverso la navata centrale la storia di Dio, sin dalla Creazione ( nell’anello più alto). Potevano poi vedere tutta la Genesi con la costruzione dell’Arca per poi arrivare alla pace tra uomo e Dio. La narrazione continua fino all’ultimo quadro musivo ,il più grande dopo il Pantocratore, che rappresenta Giacobbe in lotta con l Angelo. Questo brano di Giacobbe è il brano della dedicazione della chiesa.

Nei mosaici del Duomo non viene raffigurato e raccontato l’Esodo perché il popolo esodale è quello che celebra. Quindi ciò significa che quando il pellegrino arriva qui sa di appartenere ad una storia che non è semplicemente la sua, ma che affonda le radici nella creazione e lui si trova ,insieme agli altri fedeli , celebrante dentro questa chiesa. Insieme agli altri, non da solo. Anche se fisicamente è solo, ha la compagnia dei Santi che sono in alto nella catena di anelli. Ci sono Santi e Angeli, non sono definiti perché rappresentano i nomi di tutti.

Nelle navate laterali è rappresentata la storia della nascita della Chiesa, cioè la storia del Vangelo.  In tutta la Cattedrale ogni immagine è disposta in una posizione tale da avere uno specifico significato. Ad esempio sopra la porta d’ingresso c’è la narrazione dell’episodio dei pani e pesci che si collega con le immagini dei discepoli di Emmaus  “allo spezzare  del pane”. Nulla è casuale. Nessun impianto è riempitivo, in questa Chiesa nessun quadro musivo è messo li a caso, è tutto ha un senso.

Nel catino absidale ci sono, attualmente un altare del 700 in argento e racconta tutto quello che riguarda la Madonna. Poi c’è l’Etimasia, cioè l’ attesa. Attorno ci sono gli Angeli che cantano, e poi l’Apocalisse. È li che si celebra l’Eucarestia, tra la colonna in rosso porfido e quella verde. La colonna è in rosso porfido perché  è il marmo dei Re. Il verde invece rappresenta la terra. Sopra il rosso e il verde ci sono i monaci stiliti, cioè quelli che meditavano sulla stele. Questi monaci sono sia sulla colonna regale, che su quella terrena e ci dicono la polarità di questo centro. Sotto l’ etimasia si celebra l’ Eucarestia.

Questa è una cattedrale orientata : il sole sorge sulla finestra nell’ alba del 15 agosto, alba dell’Assunzione di Maria in cielo. Per questo è intitolata a Maria la Nuova che viene rappresentata sotto il Pantocratore, in una  cattedrale che sembra  fatta più di luce che di pietra.”

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