La Chiesa argentina ai candidati: al bando la frivolezza

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Argentinada Buenos Aires, Maribé Ruscica

In vista delle elezioni presidenziali del prossimo ottobre, la Chiesa argentina ha diffuso – lo scorso mese di marzo – un documento nel quale invita i candidati dei diversi partiti a offrire le loro proposte e i cittadini a impegnarsi a votare senza essere influenzati dal “marketing”, cioè da una valutazione dei candidati per la loro immagine mediatica, ma a esprimere il voto in base all’onestà e alle idee dei candidati stessi.

Al bando la frivolezza. La recente partecipazione dei tre principali pre-candidati nella corsa alla presidenza a un programma televisivo con alta audience ma di grande superficialità – tra scherzi, balletti e prese in giro – ha portato il nuovo segretario della Confederazione episcopale argentina, monsignor Carlos Malfa, a denunciare la penosa futilità e frivolezza della politica, chiedendo ai giornalisti una maggiore diffusione delle riflessioni sulle elezioni proposte dai vescovi in marzo. In quel documento, la Chiesa argentina ha sollecitato i candidati ad approfondire la loro capacità di dialogo e di gestione, suggerendo soprattutto d’impegnarsi con serietà per i poveri. “È necessario che ogni candidato faccia conoscere con chiarezza e in dettaglio ciò che intende realizzare. Devono essere organizzati dibattiti seri e profondi nei quali possono essere confrontati proposte e progetti. È inaccettabile che i candidati eludano il dibattito sulle loro idee e sui loro piani”, hanno scritto i presuli in quell’occasione.

Dibattito pubblico. La reazione dei pre-candidati di fronte alla denuncia di “frivolezza” della politica da parte della Chiesa è stata lo stupore. In genere, sono stati concordi nell’affermare che hanno scelto solo un’altra forma per arrivare alla gente. Ma nelle ultime ore è stato il presidente della Commissione per la pastorale sociale dell’episcopato, monsignor Jorge Lozano, ad annunciare – in una dichiarazione a Radio America – che finalmente “avrà luogo un pubblico dibattito”, che “si realizzerà dopo le ‘elezioni primarie’, una volta scelti (in agosto) i candidati definitivi per le elezioni di ottobre”. “La popolazione merita un dibattito tra i candidati”, ha ribadito monsignor Lozano, dopo aver confermato che i pre-candidati Daniel Scioli, Sergio Massa e Mauricio Macri – in conversazioni con i vescovi – hanno accettato di dibattere pubblicamente le loro proposte di governo. “Per la Chiesa è importante che esista questo confronto aperto”, ha concluso monsignor Lozano. “Dovete sapere che la Chiesa argentina non ha nessuna agenda occulta e che ha una sola preoccupazione: la costruzione della dignità umana a partire dai più poveri”, ha affermato questa settimana monsignor Malfa davanti ai giornalisti riuniti nella sede dell’episcopato. “Dobbiamo salire sul ‘carro’ di Papa Francesco e incarnare ciò che egli ci propone nella nostra realtà quotidiana. Siamo la Chiesa che ha dato un Papa alla Chiesa universale e abbiamo in tal senso una responsabilità molto grande”, ha concluso il presule prima di annunciare che l’episcopato ha invitato Papa Francesco a visitare l’Argentina nella seconda metà del prossimo anno.

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