Sant’Egidio, conosciamo l’Associazione “Bene Comune Giovanni Paolo II”

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Bene comunedi Sara De Simplicio

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – In una società nella quale vigono principi lontani ormai anni luce quelli della “Dottrina Sociale della Chiesa” a Sant’Egidio alla Vibrata, e più precisamente a Paolantonio c’è qualcuno che vuole andare “controcorrente” e far si che i problemi sempre nuovi che l’umanità si trova ad affrontare vengano letti e quindi risolti secondo un’altra prospettiva, quella cristiana.

È così che nasce,  nel gennaio del 2014, l’associazione culturale e caritativa di promozione sociale denominata “Bene Comune Giovanni Paolo II” che ha sede legale in Piazza Giovanni XXIII e che conta ad oggi una ventina di soci fondatori, tra cui il referente ecclesiastico Don Marco Di Giosia, parroco di Paolantonio e guida del Movimento in Direzione Cristiana, di cui quest’ultima associazione può essere considerata una “costola”. Molti soci, infatti, fanno parte anche dell’altra realtà ma, spinti dall’esigenza di affrontare le nuove tematiche sociali e politiche dei nostri tempi, hanno deciso di approfondire insieme in un’ottica cristiana che tenga conto della Dottrina Sociale Cattolica. Essendo un’associazione libera, lontana da ogni scopo di lucro e da qualsiasi forma di impegno politico, essa intende istruire e formare, attraverso lezioni e convegni chiunque abbia intenzione di intraprendere un nuovo cammino sociale nel rispetto dei valori fondamentali quali la solidarietà, il rispetto della dignità, della vita umana e della famiglia, il bene comune. L’obiettivo è quindi quello di fornire gli strumenti necessari affinché ogni buon cristiano che voglia essere al contempo un cittadino attivo e illuminante nella società, non dimentichi il “cammino di salvezza” dell’umanità, che passa anche attraverso la promozione della giustizia e della pace: il bene comune, infatti, dovrebbe rappresentare la finalità principale a cui dovrebbero attenersi tutti i comportamenti e le scelte, sia individuali, che collettive, di una società.

La Dottrina Sociale Cattolica è, dunque, lo strumento di discernimento morale con il quale il Cristianesimo si inserisce nella realtà quotidiana e che fornisce i criteri di giudizio e le direttive di azione da cui partire per rispettare le esigenze e i bisogni di ogni uomo e per affrontare così le questioni sociali alla luce degli insegnamenti del Vangelo.

L’associazione, insieme al suo presidente Roberto Salei e a tutto il direttivo, ha già promosso diversi incontri su questo tema a cui sono intervenuti già il prof. Flavio Felice, professore ordinario alla Pontificia Università Lateranense e direttore dell’Area Internazionale di Ricerca “Caritas in veritate”, e il presidente dell’Associazione Giuristi per la Vita”, l’avv. Gianfranco Amato, in due conferenze sulla Legge Naturale e sulle attuali tematiche relative alla teoria “gender” e all’omofobia.

L’obiettivo è dunque quello di riscoprire i valori sociali cristiani e, perché no, “rialfabetizzare” la politica con i termini del bene comune, della sussidiarietà, della solidarietà e della giustizia distributiva secondo il principio per cui “la politica è la forma più alta di carità”(Paolo VI).

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