L’appuntamento di Montedinove richiama puntualmente molti Fedeli al confronto con la Parola

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Montedinove (21)

Lauretanum

Come ogni mese, anche il passato secondo Giovedì del mese di marzo ha visto i Fedeli delle Parrocchie della Vicaria della Beata Maria Assunta Pallotta raccogliersi perseveranti nell’attento ascolto della Parola di Dio presso la chiesa del Convento di San Tommaso di Canterbury, ospiti come sempre della Comunità dei Frati Minori Conventuali, e diretti come sempre dal Ministro Provinciale degli stessi, il caro e ormai unanimemente apprezzato Padre Giancarlo Corsini, che già per il secondo anno i Parroci delle Comunità cristiane interessate hanno fortemente voluto alla guida di questo ciclo di Lectio divina, che accompagna il percorso dell’Anno pastorale, cercando di approfondire quelle tematiche che sono state magari suggerite dal Vescovo, com’è accaduto quest’anno con i brani scelti dal Relatore dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi.

Dopo la consueta e significativa invocazione allo Spirito Santo, perché tutta l’assemblea possa aprirsi all’accoglimento intimo e personale delle Sacre Scritture, e la proclamazione del brano tolto dall’undicesimo capitolo della Lettera, dal versetto diciassette al trentaquattro, ci si è addentrati nella riflessione. Si parte qui da un rimprovero molto forte: l’Apostolo denuncia la Comunità dei Corinzi, dicendo loro che il loro “non è più un mangiare la cena del Signore”. A Corinto evidentemente l’antico uso di prendere insieme i pasti non produceva il meglio, ma il peggio, in quanto non c’era la condivisione del cibo, ma il facoltoso che mangiava e beveva in abbondanza, e il povero che consumava solo una magra cena; San Paolo dice che se le cose continuano ad andare così sarebbe meglio che tutti mangiassero a casa propria.
La forza del rimprovero di San Paolo è moralmente autorevole proprio nell’affermare il suo essere ministro dell’altare: “Io, infatti, ho ricevuto dal Signore”; le parole “ho ricevuto dal Signore” non vanno intese nel senso di una rivelazione del Signore, ma avuta con l’ordinazione sacerdotale, con tutta probabilità ricevuta nel primo viaggio a Gerusalemme quando ha “ricevuto dal Signore” ciò che sta ripresentando ai Corinzi.
La raccomandazione dell’Apostolo è stata anche per l’uditorio un ulteriore stimolo a vivere le imminenti Feste pasquali in pienezza, prima di ritrovarsi al prossimo appuntamento di aprile.

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