Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, sarà al Parlamento europeo per una serie d’iniziative

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don ciottiUn’agenda “per un’Europa contro la corruzione e il crimine organizzato”: in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione, oggi, il 9 dicembre l’associazione Libera sarà a Bruxelles, presso le sale dell’Europarlamento, per lanciare la piattaforma di Restarting the Future. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, sarà al Parlamento europeo per una serie d’iniziative che vedranno coinvolti eurodeputati, esperti e rappresentanti di associazioni come Transparency International. “L’agenda europea di Libera contro mafie e corruzione – afferma l’associazione – prevede sei punti per ribadire un impegno costante in Europa sulla necessità di costruire una rete sociale e impegnata per un modello di società alternativo, solidale e responsabile”. Tra le proposte: “Ripartire dal contrasto concreto alla corruzione tramite la piattaforma di Restarting the Future, dalla proposizione di una direttiva contro il whistleblowing, dal monitoraggio per l’implementazione della direttiva europea sul sequestro e la confisca dei beni al crimine organizzato, fino all’istituzione del 21 marzo come data europea per i famigliari delle vittime innocenti di tutte le mafie, sottolineando l’esigenza di istituire una Procura europea e non dimenticando i reati ambientali e il riciclaggio di denaro come problemi che attanagliano l’Ue”.
L’iniziativa di oggi “arriva nel giornoa dell’auspicata istituzione” dell’Intergruppo “per l’integrità e la trasparenza contro corruzione e crimine organizzato” presso il Parlamento europeo, già votato come prioritario da tre gruppi e che dovrebbe essere approvato definitivamente il prossimo 11 dicembre. Nell’occasione Libera presenterà il report di Restarting the future, “Blowing the Whistle on Corruption”: il punto sul ruolo dei whistleblower, ovvero coloro che denunciano casi di corruzione cui si trovano ad assistere, e “sulle proiezioni dei costi che l’Italia e tutta Europa affrontano nel non tutelare queste figure nella lotta alla corruzione”.

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