Di Lucilio Santoni
“Ho esposto le mie idee. Costituiscono una parte di me stesso. Non posso prescindere da esse, e anche se volessi non ci riuscirei. E se pensate che potrete annientare queste idee, che ogni giorno guadagnano terreno, mandandoci alla forca; se ancora una volta applicherete la pena di morte per esserci azzardati a dire la verità – e vi sfidiamo a dimostrare che abbiamo mentito in qualche occasione –, io vi dico: se la morte è la pena che imponete per proclamare la verità, allora sono disposto a pagare questo prezzo così caro. Impiccateci! La verità crocifissa in Socrate, in Cristo, in Giordano Bruno, in Jan Hus e in Galileo, vive ancora oggi. Questi e molti altri ci hanno preceduti nel passato: noi siamo pronti a seguirli”.
Con queste parole August Spies chiude la propria difesa nel processo che lo vedrà condannato a morte insieme ad altri sei imputati, l’ottavo subirà quindici anni di reclusione.
Il 1° Maggio 1886 a Chicago si era svolto lo sciopero generale per la riduzione dell’orario di lavoro: la richiesta era di otto ore. Nel corso della manifestazione esplose una bomba: morirono otto poliziotti, altri rimasero feriti. Otto anarchici vennero messi alla sbarra. Gli avvocati difensori prepararono tutte le prove volte a dimostrare l’estraneità degli imputati al fatto criminoso, ma il processo, vista la loro evidente innocenza, prese un’altra piega.
L’accusa che veniva rivolta loro non riguardò più principalmente l’omicidio degli agenti, bensì l’idea politica che gli imputati propugnavano. A quel punto, l’azione della difesa perse ogni forza e motivo di essere in quanto gli imputati, da questa accusa, non intendevano difendersi. E non si difesero, anzi, riaffermarono con forza la loro colpevolezza. Sui giornali filo-governativi comparve il titolo: “Crocifiggeteli!“. Sulla stampa anarchica, da allora, gli otto sono diventati: “I martiri di Chicago“.
La richiesta avanzata da quegli operai era nell’aria. Ben presto, in tutti gli Stati Uniti, e poi anche in Europa, la giornata lavorativa fu portata a otto ore. Il 1° Maggio è diventato, in molti Paesi nel mondo, grazie al sacrificio di quegli otto coraggiosi, il giorno della festa dei lavoratori.





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