I Sindacati lanciano di nuovo il grido d’allarme sulla Sanità e sulla nostra Area Vasta 5 e contestano i Sindaci locali

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PROVINCIA – Pubblichiamo la lettera della RSU della nostra Area Vasta 5 “La situazione economica, finanziaria e politica del paese ha prodotto una enorme crisi che sta “distruggendo” la Pubblica Amministrazione e in particolare il settore della Sanità Pubblica, non senza responsabilità politiche dei vari livelli istituzionali.

Nella regione Marche, che si ritiene la regione più virtuosa d’Italia, si sta attuando un processo di smantellamento del Sistema Sanitario Regionale, facendolo passare sotto il nome “riorganizzazione” con un vero crollo dell’assistenza ai pazienti nelle corsie ospedaliere e nei servizi sanitari residenziali e territoriali.

E’ gravissima e preoccupante la carenza di personale addetto all’assistenza (infermieri, oss, ecc.), nell’ambito delle UU.OO. di degenza, con dotazioni organiche nettamente inferiori agli standard di riferimento (determina ASUR n. 240 del 17.01.2011), non sufficienti a garantire la sicurezza e la qualità delle prestazioni erogate.

Al Mazzoni nel maggio 2012 (documenti ufficiali) erano presenti, per accordi sottoscritti negli anni precedenti, almeno 13 Infermieri e 6 OSS in tutte le UU.OO. con almeno 25 posti letto; ad oggi, invece, si è avuta una contrazione degli organici di circa il 25%.

Mentre si procede al blocco dei ricoveri e alla inopportuna chiusura della Psichiatria presso il Mazzoni, con il solo obiettivo di recuperare “qualche” infermiere, a San Benedetto per dimostrare che un unico reparto ha le capacità necessarie per tutta l’area vasta, anziché potenziarlo si fanno scelte gravissime, vietando i ricoveri provenienti fuori Area Vasta 5.

Nel presidio Ospedaliero di San Benedetto del Tronto, dal giugno del 2012 sono state accorpate diverse UU.OO; è stato chiuso il reparto di Otorino, ridotta l’attività di sala operatoria, con una diminuzione generalizzata di personale, che investe anche settori particolarmente delicati come il pronto soccorso e le attività correlate all’emergenza.

I tagli riguardano anche altre figure professionali importanti, quali Tecnici sanitari, economali, amministrativi dei front-office, ecc.; dal gennaio 2012 al 30 settembre 2013 sono “scomparsi” oltre 120 dipendenti, tra Infermieri, Oss e altre figure professionali.

Il carico eccessivo di lavoro per gli operatori (spesso non usufruiscono nemmeno del riposo biologico), genera conseguenze altamente rischiose per la sicurezza dei pazienti, a ciò si associa l’assenza assoluta dell’appropriatezza organizzativa, impossibilità di gestire in modo “protetto” il ricovero per acuti (decine di appoggi e letti bis) non certo causato dalla crisi economica.

Segnaliamo inoltre il mancato rispetto degli accordi sottoscritti con la RSU quali produttività, mobilità e part-time, mentre il credito orario e di ferie a favore dei dipendente ha numeri non più gestibili.

La Rsu e le Organizzazioni territoriali dell’Area Vasta 5, non possono non ribadire, che questo “disastro” ha anche una matrice politica; di fatto anche gli ultimi atti prodotti dall’ASUR e dalla Giunta Regionale confermano il totale “abbandono“ della politica verso la sanità pubblica del Piceno.

Mentre in altre AA.VV. le proroghe del personale si fanno di durata annuale nell’Area Vasta 5, per un mese e mezzo (45 gg), mentre al Madonna del Soccorso e al Mazzoni vengono licenziati gli Infermieri e gli Oss, in altre parti della regione si assume.

Il piano di investimenti strutturali e tecnologici 2013-2015 prodotto dall’ASUR con delibera n. 777 del 15/10/13 evidenzia l’Area Vasta 5 all’ultimo posto nella regione: (AV1 38 milioni di euro; AV2 39 milioni; AV3 82 milioni; AV4 28 milioni; AV5 26 milioni).

Nel Piceno le tecnologie sono obsolete, mal funzionanti e insufficienti, ma probabilmente per l’ASUR i nostri cittadini “non meritano” la qualità delle prestazioni sanitarie, oppure non abbiamo una Direzione credibile, oppure gli “interessi” pubblico privati, giocano a favore della sanità privata che nel Piceno ha una crescita colossale.

La RSU AV5 e le Organizzazioni Sindacali provinciali della FP CGIL – CISL FP – Nursind – FSI, di fronte a tale situazione hanno interrotto le trattative con la Direzione e iniziato (già da un mese) una vertenza contro la Direzione e l’ASUR con iniziative di denuncie pubbliche. Abbiamo incontrato la Conferenza dei Sindaci (organismo politico che ha la massima responsabilità) e intendiamo proseguire la vertenza con altre iniziative già indicate con un comunicato stampa di qualche giorno fa.

Riteniamo grave oltre ogni motivazione, quello che sta accadendo in questo territorio e riteniamo altrettanto grave l’atteggiamento di “sudditanza politica” dei Rappresentanti del Piceno di fronte allo scempio che si sta consumando verso la Sanità locale.

La RSU e le Organizzazioni Sindacali di categoria continueranno la protesta con pubbliche manifestazioni di denuncia fino a che non sarà fatta una vera riorganizzazione e non scelte di soli tagli e riduzione degli spazi di riferimento del Servizio sanitario pubblico”.

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