Inaugurato il centro di rianimazione dell’Ospedale

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È stato inaugurato il 29 Giugno il nuovo Centro di Rianimazione dell’Ospedale di San Benedetto del Tronto Madonna del Soccorso.
Presenti tra numerosi cittadini, infermieri, medici e primari, anche il direttore di Area Vasta Giovanni Stroppa, Domenico Fioravanti, fondatore del reparto nel 1978, le autorità locali nella persona del Sindaco Giovanni Gaspari e il sindaco di Monsampolo Nazzareno Tacconi a rappresentare i sindaci dell’Area Vasta, per la quale il presidio ospedaliero dovrà costituire una risorsa sempre maggiore.
La Rianimazione, con una superficie di 700 metri quadri, avrà la disponibilità di 6 posti letto per pazienti di intensività elevata, uno per la terapia intensiva post operatoria ed una stanza di isolamento a pressione negativa per malati critici con malattie infettive. Sarà dotata di un sistema di sollevamento pazienti scorrevole e di una sala di accoglienza con monitor video che permetterà a parenti e visitatori di visionare su richiesta il letto del degente.

“Qui siamo tra la vita e la morte”, ha dichiarato il Vescovo Gervasio Gestori nell’impartire la sua benedizione, “in un punto critico dell’ospedale, un reparto per cui si richiede un’alta professionalità e soprattutto grande rispetto delle persone, della vita di donne e uomini in situazioni estreme. La benedizione su questo ambiente serva ai medici e a chi vi arriverà, perché questo si sempre luogo di professionalità e carità autentica.”

“C’è tanta gente oggi” ha osservato il Sindaco Giovanni Gaspari, “perché l’attesa da parte degli operatori e della cittadinanza era alta. Con il gesto che facciamo oggi, dimostriamo che si può ancora migliorare, che l’Ospedale non va nella direzione di una chiusura. Anzi, testimoniamo che c’è un’inversione di tendenza: da questo reparto di rianimazione, anche in modo simbolico, figurativo, noi vogliamo ripartire, secondo un progetto complesso, difficile da portare avanti, che richiedono un confronto a volte anche aspro, ma nel quale dobbiamo sempre tenere alta la tensione a costruire. Vogliamo registrare un risultato di qualità per il territorio e non solo per la città. Ma il progetto ha bisogno del sostegno di ciascuno, del nostro contributo fattivo nel sostenere gli operatori e muoverci verso un reale miglioramento dei servizi. Vogliamo in futuro dare ai grandi professionisti che operano nel nostro ospedale i mezzi per esercitare al meglio la loro professionalità. Il problema più grande è oggi quello del personale: dopo aver inaugurato questi bei reparti, abbiamo bisogno che dalla regione arrivi il personale necessario per evitare l’affanno del pronto soccorso nel periodo estivo. C’è anche il forte bisogno di stabilizzare il personale già presente.”

“Il nuovo Centro di Rianimazione” afferma il direttore Stroppa, “appartiene ad una serie di interventi che rappresentano dei tasselli importanti in una struttura ancora in movimento quale è la nostra sanità. È un percorso tra Ascoli, San Benedetto e tutta l’Area Vasta, per il quale è necessaria la collaborazione e il confronto, anche se non è semplice. Le difficoltà economiche possono essere superate facendo le scelte giuste. La messa in rete dei servizi è certamente importante, ma alcune unità come questa non possono essere affidate ad un solo ospedale. Oggi è arrivata a compimento una bozza di lavoro sulle reti cliniche a livello regionale che ci da il quadro di quella che dovrà essere la sanità a livello regionale. Il nostro piano di Area Vasta è stato precursore e coerente con quello che andremo a definire sulle reti e che illustreremo il 10 nella conferenza dei sindaci. Il territorio si deve inserire nel più ampio contesto regionale: non ci saranno solo chiusure, ma opereremo per il potenziamento dei settori più critici. È stato finora fatto un ampio sforzo anche nella stabilizzazione dei contratti degli operatori, che sta continuando in tutta l’area vasta. Ma non basta ridurre i precari: sarà necessario avere i numeri giusti perché il lavoro di ogni reparto possa essere svolto al meglio.”

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