L’Impresa: comunità di persone che lavorano, seminario MLAC

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Di Monica Vallorani

ROMA – Dal 3 al 4 Novembre si è tenuto a Roma la seconda edizione del seminario di Studio sulla pastorale d’ambiente promosso dal Movimento Lavoratori dell’Azione Cattolica. Al centro della riflessione ci sono stati gli orizzonti dell’evangelizzazione nei luoghi di lavoro.

Sabato mattina il convegno pubblico si è svolto all’interno della Stazione ferroviaria di Termini: luogo di transito, ma anche di attività lavorativa. La scelta è il segno della presenza del Movimento negli ambienti di lavoro. Fabrizio Schedid, Vice-presidente della Cooperativa Europe Consulting, ha raccontato la propria esperienza lavorativa al servizio dei senzatetto che vivono la stazione Termini. Numerose le iniziative e i progetti con i quali si sono date occasioni e possibilità a queste persone. Fabrizio ha sottolineato come percepisce l’essere evangelizzatore vedendo la propria professione come servizio per il bene comune, che è un segno per tutti coloro che incontra nel lavoro.

Anche Giuseppe Dardes, dell’Ufficio Solidarietà Sociale dell’Area Nazionale di Caritas Italiana, ha posto l’attenzione all’armonizzazione tra vita lavorativa e famiglia, che Caritas sta portando avanti in modo concreto, per i suoi collaboratori, attraverso l’adesione al progetto Family Audit. Family Audit è uno strumento manageriale che promuove un cambiamento culturale e organizzativo all’interno delle organizzazioni, e consente alle stesse di adottare delle politiche di gestione del personale orientate al benessere dei propri dipendenti e delle loro famiglie. Perché dove c’è benessere si lavora meglio e per le imprese la conciliazione famiglia lavoro è un vantaggio perché produce benessere. Una sperimentazione molto interessante considerato che è sostenta dalla Provincia di Trento e dal Dipartimento per le politiche della famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. E molto attuale, sulla quale riflettere e magari anche da promuovere sul nostro territorio, considerata anche l’attenzione, in questi giorni, sulla conciliazione tempi di lavoro e famiglia rimessa in campo da chi pone dubbi sulla necessità di permettere alle attività commerciali aperture anche festive.

Questo racconto di alcune esperienze virtuose rilancia la possibilità concreta di come sia fattibile articolare forme di pastorale sistematica, e non occasionale lasciata alla buona volontà dei singoli che siano lavoratori o imprenditori. Come possa diventare un sistema di impresa realmente attento a essere e sostenere la comunità di persone che lavorano.

Davvero come ha ricordato don Matteo Prodi, se il cristiano è portatore di Vangelo, di quel di più di vita dalla vita di Gesù, anche nell’ambiente, e l’ambiente di lavoro, trova qualcosa che lo aiuta a vivere il Vangelo. L’apice dei documenti del Concilio, il primo nel suo genere, è infatti la Gaudium et Spes. È proprio la capacità di Gesù quella di inserirsi nella vita concreta, e tale è la pastorale d’ambiente.

È il tempo di sbilanciarsi, di andare negli ambienti. È quello che hanno raccontato don Nicola Preziuso direttore dell’ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro di Taranto e Francesco Atzori presidente AC di Iglesias. Due realtà che stanno vivendo momenti di difficoltà: l’Ilva di Taranto, l’Alcoa e la CarbonSulcis in Sardegna, che purtroppo ben conosciamo tutti essendo queste situazioni lavorative e non solo, venute alla ribalta anche mediatica. Eppure la presenza della comunità ecclesiale e dell’AC rilanciano segni di speranza.

Don Nicola ha presentato la situazione reale a Taranto e i gesti concreti messi in atto dalla Pastorale della diocesi, che ha sostenuto una modalità concreta di servizio all’inserimento lavorativo. Il Centro Educativo Murialdo è un’associazione di volontariato in cui chi ha il dono di essere pensionato o lavoratore si deve mettere al servizio di chi cerca o ha perso il lavoro, proponendo un percorso di scoperta della propria vocazione lavorativa e di avviamento a una mentalità imprenditoriale legata al territorio. Sono nati così molti gesti concreti: alcune realtà imprenditoriali. L’attenzione al territorio parte da più lontano che lo scatenarsi della crisi dell’Ilva di questa estate: infatti la Diocesi con l’università e il Cnr hanno firmato un protocollo per sperimentare la bonifica di un terreno inquinato. Altro gesto concreto.

Anche Francesco presentando la situazione delle miniere della Sardegna racconta come sia necessaria una politica di bonifica e lavoro, e come ci si stia impegnando come comunità ecclesiale sulla formazione a forme di imprenditorialità.

Emerge che la chiave è la collaborazione tra le diverse realtà e realtà ecclesiali nella Diocesi perché si affrontino con speranza e con concretezza tali situazioni. Solo una pastorale e un impegno comune possono sensibilizzare verso una diversa e nuova mentalità del lavoro. La crisi nasce forse dal centro stesso del lavoro e da come esso sia vissuto. Un lavoro che perde la dimensione di lavoro umano, di legami personali. Un lavoro che annienta l’idea che l’impresa sia una comunità di persone che lavorano, ma individualità in competizione e staccate da ogni senso di appartenenza familiare o comunitario. Su questo come Chiesa, cioè come Cristiani, tutti laici e presbiteri, con il Pastore siamo chiamati a sollecitare scelte lavorative e di tempi lavorativi, che rispettino l’uomo e le relazioni comunitarie, attraverso l’espressione del pensiero ma soprattutto gesti concreti. Rischiamo altrimenti come AC, come comunità ecclesiale una perdita di presenza nel tessuto cittadino, della vita. Ma importante che essa sia una presenza comunitaria, solidale perciò né paurosa, né polemica, né sensazionalistica. Ecco che il confronto con altre esperienze è davvero stimolante e arricchente anche per la nostra realtà diocesana

I prossimi impegni concreti sui quali si sta muovendo il Movimento Lavoratori di AC sono: la Progettazione Sociale, il cui bando è stato pubblicato e a cui si può partecipare. (www2.azionecattolica.it › Progettazione Sociale) . Le Feste di San Giuseppe del 17 marzo 2013 che vedranno i Lavoratori di AC impegnati ad abitare i più vari luoghi di lavoro in Italia.

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