Padre Orazi

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CINAPadre Carlo Orazi, dell’Ordine dei Frati Minori Osservanti fu inviato missionario in Cina dalla congregazione di Propaganda Fide nel 1700 e vi operò per 32 anni. Ebbe un ruolo significativo nella controversia dei Riti cinesi, ossia sul problema di accettare o meno i riti autoctoni come ortodossi, che ha segnato profondamente la missione cinese e i rapporti tra Pechino e la Roma cattolica. Di questo ed altro si è parlato a Castorano nel corso del convegno “Padre Carlo da Castorano” tra esponenti d’associazioni culturali, religiose e rappresentanti di centri teologici italiani e stranieri. Nato a Castorano nel 1673, vicario del vescovo Bernardino Della Chiesa, residente a Linqing, titolare della Diocesi di Pechino, Carlo Orazi fu insigne sinologo, autore fra l’altro del primo dizionario latino-sinico-italiano, strumento utile per i missionari e i mercanti in Cina. L’opera “Parva elucubratio”, commissionatagli da Benedetto XIV, è una sintesi critica di numerosi scritti cinesi e missionari. Il Frate è autore di altre opere e portò a Roma una grande quantità di libri cinesi, ora conservati presso la Biblioteca Vaticana, che fecero conoscere la civiltà cinese e lo stato della missione cattolica. “Un’interessante iniziativa – ha sottolineato l’assessore regionale Antonio Canzian – perché vuol essere un’occasione per far conoscere questo missionario attraverso autorevoli studiosi provenienti non solo dall’Italia, ma anche dalla Cina, Germania e Inghilterra. Un notevole incontro per cercare di approfondire la conoscenza di Padre Orazi, sia come religioso intento a convertire i cinesi al cristianesimo, sia come studioso della loro cultura. Le sue gesta ci fanno ricordare un’altra avventura cristiana, quella di Li Madou, il gesuita maceratese Padre Matteo Ricci che, con alcuni compagni, si inoltrò inerme nella Cina dei Ming, universo chiuso e sospettoso, per cercare di realizzare un’ evangelizzazione rispettosa delle diversità”. “La nostra Regione – ha concluso l’assessore – oggi guarda allaCina come punto di riferimento per la collaborazione e lo sviluppo. L’opera di padre Carlo Orazi è stata sicuramente importante per creare le premesse culturali utili a stabilire un rapporto costruttivo tra realtà così diverse”. E’ bene ricordare, inoltre, che l’Archivio di Stato di Ascoli Piceno conserva il testamento olografo di Padre Carlo Orazi e, grazie all’analisi di tale documento e alla comparazione con altre fonti archivistiche, è stato possibile un primo approccio ad una conoscenza più approfondita degli anni che il missionario trascorse nel suo paese natale.

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