Dirigenti Vita, Marziale

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le manifestazioni studentesche riportano al centro dell’attenzione le criticità del mondo scolastico e la necessità di ascoltare le richieste dei giovani. Dal diritto allo studio alle condizioni degli edifici, passando per i trasporti e il benessere psicologico, le questioni sollevate dagli studenti richiedono attenzione e risposte. Sulla mobilitazione intervengono Elisa Vita, dirigente scolastica del Liceo Scientifico “B. Rossetti”, e Marina Marziale, dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Guastaferro”, entrambe realtà scolastiche di San Benedetto del Tronto, che sottolineano l’importanza della partecipazione e del confronto.

Elisa Vita: “La scuola è il luogo del dialogo e del pensiero critico”

“Come dirigente scolastico di una scuola statale, seguo sempre con grande attenzione e rispetto le manifestazioni degli studenti, poiché evidenziano la vitalità e il forte interesse al proprio percorso di crescita. La scuola è, per sua natura, il luogo del dialogo, del pensiero critico e della cittadinanza attiva. Pertanto, quando i giovani scendono in piazza per chiedere attenzione sul loro futuro, il nostro dovere come istituzione è innanzitutto quello di metterci in ascolto”.

Vita riconosce la complessità e l’attualità delle questioni sollevate da Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi, e Giulia Conti Borbone, presidente della Consulta provinciale degli Studenti. (LINK INTERVISTA  https://www.ancoraonline.it/2026/10/27/studenti-piazza-angela-verdecchia-e-giulia-conti-borbone/)

“Temi come il diritto allo studio, declinato nel contrasto al caro scuola e nel potenziamento dei trasporti, la sicurezza e l’adeguatezza dell’edilizia scolastica e la tutela del benessere psicologico sono istanze che la scuola stessa avverte quotidianamente come fondamentali. Le difficoltà economiche delle famiglie e il carico emotivo dei ragazzi sono dinamiche che osserviamo e viviamo da vicino all’interno delle nostre comunità scolastiche”. Per individuare le priorità di intervento, secondo la dirigente è necessaria una sinergia tra le istituzioni. “Molte delle soluzioni a queste problematiche, che vanno dalla gestione dei trasporti locali ai fondi per l’edilizia e al supporto psicologico strutturato, superano le dirette competenze e l’autonomia delle singole scuole e richiedono interventi mirati e articolati”.

All’interno degli istituti, invece, la priorità immediata è garantire che i giovani si sentano ascoltati, compresi e valorizzati. “Dobbiamo implementare, incoraggiare e consolidare gli spazi di partecipazione interna, rafforzare gli sportelli di ascolto, i comitati studenteschi e le assemblee, rendendoli canali di confronto costruttivo e propositivo, e creare un clima relazionale sereno, affinché l’istituto sia percepito come un luogo sicuro e non solo di performance”.

L’obiettivo, sottolinea Vita, è collaborare con tutte le istituzioni, nel rispetto dei diversi ruoli, per garantire una scuola che sia non soltanto un luogo di formazione eccellente, ma anche un ambiente sicuro, inclusivo e attento al benessere di ciascuno. “Nello specifico delle manifestazioni, l’auspicio è sempre che la protesta e il dissenso, legittimi e comprensibili, si traducano in una proposta costruttiva. Il nostro obiettivo comune deve essere quello di trasformare la mobilitazione di piazza in un dialogo costante dentro le aule, attraverso gli organi collegiali e le assemblee, in cui i ragazzi possano e debbano sentirsi protagonisti attivi del cambiamento“.

Marina Marziale: “Ascoltare i giovani è il primo passo”

Anche per Marina Marziale, dirigente scolastica dell’Iis “A. Guastaferro”, le recenti manifestazioni rappresentano un segnale che la scuola e le istituzioni devono saper cogliere. “Le richieste dei ragazzi riguardano problemi concreti come il caro scuola, le difficoltà nei trasporti, le condizioni degli edifici scolastici e il benessere psicologico. Sono criticità reali, che meritano attenzione e risposte concrete”. Tra le questioni sollevate, Marziale individua un aspetto particolarmente significativo nella difficoltà dei giovani a sentirsi ascoltati. “È proprio da questa distanza tra ragazzi e adulti che spesso nascono la sfiducia e la protesta: quando le proprie esigenze non trovano spazio, manifestare diventa un modo per rivendicare attenzione e riconoscimento”.

La dirigente considera le proteste un’espressione legittima di partecipazione democratica, a condizione che siano rispettate le persone e i beni comuni. “Il nostro compito non è condividere necessariamente ogni rivendicazione, ma ascoltarla senza pregiudizi, comprenderne le ragioni e favorire un confronto autentico”. Per Marziale, dunque, l’ascolto rappresenta il punto di partenza per affrontare i problemi della scuola, perché significa riconoscere i giovani come interlocutori e protagonisti del cambiamento.

Un percorso che, al Guastaferro, ha già trovato spazio nella vita scolastica. “Nel mio istituto abbiamo colto questa protesta come occasione di crescita dell’intera comunità scolastica: la convocazione di un’assemblea studentesca e molteplici occasioni di riflessione nelle singole classi, sia con interventi da parte dei docenti sia da parte dei rappresentanti di istituto, hanno così lasciato spazio al dialogo e al confronto, creando un momento concreto di riflessione e miglioramento”.

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