“In università coltivate l’amicizia, dono prezioso, tanto più quando è vissuta nella comune ricerca della verità in Cristo. Mantenetevi radicati nel popolo di Dio, stimatene il sensus fidei, accoglietene le domande. E non dimenticatevi dei poveri”. È l’indicazione di rotta per le Università Pontificie, fornita dal Papa nell’omelia ella mesa presieduta nella basilica di San Pietro per l’inaugurazione dell’anno accademico. “Portate la vita nello studio e lo studio nella vita”, l’altra raccomandazione papale: “Sono molti a non avere le stesse opportunità formative che noi abbiamo ricevuto.

Apriamo la porta, non chiudiamoci, per costruire la città che Dio desidera abitare con l’intera umanità nella pace”. “Ognuno ha il suo compito in questo cantiere, nel quale è importante lavorare insieme”, il riferimento alla Magnifica humanitas, in cui Leone XIV esorta, di fronte alla frammentazione del sapere e all’impatto delle nuove tecnologie sulla mente umana, a “promuovere una vera igiene dell’attenzione: ritmi che prevedano silenzio, studio approfondito, lettura, confronto ponderato; senza questi elementi la libertà interiore può risultare compromessa”. Per Leone, “lo studio della teologia non è estraneo a queste sfide, ma nel cantiere della città di Dio la sua ricerca contribuisce a illuminare il lavoro di tutti, ponendosi come crocevia dei diversi saperi. In particolare, la comunità ecclesiale che è a Roma, con la sua vocazione a servire l’intera cattolicità, è punto di incontro, di confronto e di reciproco arricchimento fra sensibilità, culture e tradizioni diverse, nelle quali il Vangelo dischiude i suoi inesauribili tesori”.

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