Gli esperti delle Nazioni Unite intervengono sull’accordo raggiunto da Meta con una coalizione di 51 procuratori generali statali e territoriali degli Stati Uniti, dopo l’azione legale avviata da decine di Stati americani contro l’azienda, accusata di aver progettato Facebook e Instagram con funzioni capaci di favorire un uso problematico da parte dei minori.
Il 26 agosto 2026 Meta ha raggiunto l’intesa, impegnandosi a versare fino a 17,1 miliardi di dollari e ad adottare nuove misure per la sicurezza degli adolescenti, tra cui limiti di utilizzo, restrizioni alle notifiche e sistemi di verifica dell’età. L’intesa prevede inoltre la possibilità di estendere misure analoghe ad altre grandi piattaforme. Secondo gli esperti Onu, però, un accordo negoziato senza sufficiente trasparenza non può sostituire una regolamentazione fondata sui diritti umani e sulla partecipazione pubblica. Le misure previste potrebbero infatti creare nuovi rischi per privacy, anonimato, accesso alle informazioni e libertà di espressione. In particolare, i sistemi di verifica dell’età possono essere imprecisi e richiedere il trattamento di ulteriori dati personali. Gli esperti chiedono quindi trasparenza sui sistemi di raccomandazione e sugli algoritmi, affinché gli utenti possano comprendere come influenzano la loro esperienza online. Invitano inoltre a non trasferire sui minori o sui genitori la responsabilità dei rischi legati ai social, senza intervenire sulla progettazione delle piattaforme, sulla profilazione e sulle funzioni che incentivano il coinvolgimento. La richiesta è di adottare regole coerenti tra piattaforme e Paesi, valutazioni indipendenti degli effetti delle misure e standard globali elaborati con la partecipazione dei giovani e nel rispetto dei diritti umani.




0 commenti