(Foto Vasyl Toropov)

Di Andrea Regimenti

Vasyl Toropov, psicologo e veterano ucraino, al fronte è stato medico da combattimento. Nei pressi di Soledar soccorreva i feriti. Tornato a casa, non riusciva più a vivere come prima. Al Sir racconta la sua storia.

“Ero a casa, ma continuava a sembrarmi che qualcuno stesse per attaccarmi. Vivevo ancora come se ci fosse un pericolo. Ci sono stati momenti in cui ho pensato di togliermi la vita. Non ero stato preparato a vivere dopo tutto questo”.

Oggi Vasyl è tornato a fare lo psicologo. Nella regione di Odessa ha fondato “Тиша говорить”, “Il silenzio parla”, un progetto rivolto a militari, veterani e alle loro famiglie.

Il 25 febbraio 2022, il giorno dopo l’inizio dell’invasione russa su vasta scala, Vasyl si mette a disposizione della difesa di Balta. Aiuta la polizia e la difesa territoriale. Poi parte per il fronte. “Un mio amico, che aveva già esperienza militare dal 2014, mi propose di entrare nella difesa territoriale. Poi decidemmo di mobilitarci”, racconta.

Gli assegnano il ruolo di medico da combattimento, ma ha una formazione medica.

“Non c’era possibilità di scegliere. Mi dissero che sarei diventato un medico da combattimento e mi mandarono ai corsi”. Vasyl studia e si addestra. Prima di partire chiede anche di poter assistere ad alcune operazioni nell’ospedale di Balta. “Volevo vedere le ferite, abituarmi. Sapevo che, una volta al fronte, non avrei potuto permettermi di avere paura”.

Poi il Donetsk. Le missioni nei pressi di Soledar. I feriti da soccorrere.

Al fronte aveva imparato a riconoscere il pericolo. Tornato a casa, non riusciva più a smettere di pensarci.

“Anche quando non succedeva niente, dentro di me era come se la guerra continuasse”. Vasyl si isola. Cerca luoghi tranquilli. Comincia un percorso psicologico. Arriva anche a pensare al suicidio. Il problema non era più uscire vivo dal fronte.

Era vivere dopo.

Da quella esperienza matura in lui, poco alla volta, l’idea di lavorare con altri veterani. “Volevo aiutare gli altri. Credo che sia stata questa volontà a spingermi ad andare avanti”.

Nasce così un progetto più ampio: sostegno psicologico, attività fisiche, arteterapia, ceramica e cucina. Nel dicembre 2025 partono anche ritiri di più giorni per veterani. “Ho cercato di capire cosa aveva funzionato con me e cosa invece non aveva funzionato. Poi abbiamo costruito il programma partendo anche da quello”, spiega. Anche le cose più semplici entrano nel percorso. “Quando i veterani preparano il cibo si lasciano coinvolgere. Poi tornano a casa e magari vogliono preparare qualcosa per la propria famiglia”.

Poi c’è il rapporto tra chi quella guerra l’ha vissuta.

“Chi è stato in guerra riconosce chi è stato in guerra”.

“Un veterano capisce un altro veterano più velocemente. Non devi spiegare tutto. Ci sono cose che riconosci subito”.

Nel villaggio di Holma, nella comunità di Balta, il progetto ha uno spazio dedicato. Arrivano militari, veterani e familiari. Si fanno attività, si parla, si passa del tempo insieme.

Poco dopo l’apertura, però, il centro brucia. Vasyl ritiene che l’incendio sia stato doloso. “Quando sono arrivato, stava già bruciando”, ricorda. Per un momento pensa di fermarsi. “All’inizio volevo mollare. Poi ho capito che, se mi fossi fermato, non mi sarebbe rimasto più niente”. Lo spazio viene ricostruito e riapre nel luglio 2026.

Per Vasyl il ritorno non coincide con il giorno in cui un soldato lascia il fronte. Può cominciare molto dopo. E in Ucraina avviene mentre la guerra continua.

Vasyl ha percorso entrambe le strade.

Prima della guerra era psicologo. Al fronte è diventato medico da combattimento. Tornato a casa, ha dovuto chiedere aiuto. Adesso lavora con uomini che stanno affrontando lo stesso ritorno.

Il posto che ha creato si chiama “Il silenzio parla”.

Il nome viene da quello che cercava una volta tornato dal fronte.

“Avevo bisogno di silenzio”.

Entra a far parte della Community de L'Ancora (clicca qui) attraverso la quale potrai ricevere le notizie più importanti ed essere aggiornati, in tempo reale, sui prossimi appuntamenti che ti aspettano in Diocesi.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com