ROTELLA – Ieri, domenica 30 agosto, è stata onorata a Rotella (AP) Santa Viviana, con la tradizionale processione e l’Eucaristia presieduta dal vescovo Gianpiero Palmieri della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, alla presenza del parroco don Vittorio Cinti e del diacono Emanuele Imbrescia.

«Vedete, è come se la spiegazione di questa parola del Vangelo, la predica stessa, se volete, non fosse fatta solo con le parole, ma anche con l’esempio della vita. Questo è vero per tutti i martiri, questo è vero pure per Viviana.

A questo punto del Vangelo, Gesù non ha alternative, o meglio: ne ha una sola, quella di ritirarsi totalmente, di togliersi di mezzo, perché ormai il sinedrio dei sommi sacerdoti e degli scribi ha già decretato il verdetto di morte su di Lui. Per cui Gesù o smette di predicare, smettendo di annunciare il Regno di Dio e, potremmo dire, quasi “si ritira a vita privata”, oppure va dritto a Gerusalemme. La seconda opzione è esattamente quella che Gesù decide di scegliere», ha sottolineato il vescovo.

«Si ritira in un posto bellissimo, alle sorgenti del Giordano, a Banyas, nel nord del Paese, sotto il monte Hermon, e lì avviene ciò che abbiamo visto nel Vangelo di domenica scorsa: “Che dice la gente, chi io sia?”. È la domanda di Gesù ai discepoli, che rispondono con Pietro: “Tu sei il Cristo”, cioè Colui che è stato riempito di Spirito Santo.

Al tempo di Gesù, il Cristo Messia è soprattutto un inviato politico, quello che avrebbe liberato Israele dai soldati romani e dalla dominazione straniera per ristabilire la dominazione dei figli di Israele. Questo modo di essere Messia non è assolutamente quello che Gesù ha in mente. Sì, Lui è il Messia, ma in un modo diverso. Il Regno di Dio non è soltanto il Regno di Israele, ma riguarda tutto il mondo, tutti gli esseri umani: è il luogo in cui l’uomo fa la volontà di Dio. Quando l’uomo vive nella giustizia, nella pace, nella fraternità, lì Dio regna.

Quindi il Regno di Dio è grande e coinvolge tutti i popoli, di tutte le religioni, di tutte le nazioni e di tutte le lingue. Per questo Gesù ha bisogno di modificare l’idea di Messia. Deve andare a Gerusalemme, dove morirà, ma proprio attraverso la sua morte, proprio quando sembrerà che Dio sia stato sconfitto, si realizzerà la Pasqua. In questo modo misterioso si realizzerà il Regno di Dio.

Dal sepolcro di Gesù si sprigionerà la forza dello Spirito Santo; la sua morte sarà, nello stesso tempo, la Risurrezione. La vita nuova comincerà dalla luce e dalla forza della Pasqua. Il Cristo allargherà le braccia per abbracciare il mondo intero, in un abbraccio che è prima di tutto amore e perdono. E, morendo, Gesù dirà: “Padre, nelle tue mani rimetto la mia vita”, e poi: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”. E così il Regno di Dio, ancora una volta, si realizzerà nella storia umana.

Gesù ha questo nel cuore ed è per questo che non si ritira a vita privata, ma punta dritto a Gerusalemme. Pietro, che rappresenta tutti noi, ancora una volta non capisce e gli dice che non deve mai accadergli qualcosa di male, ma Gesù lo rimprovera, rispondendogli che gli è di “scandalo”, cioè di pietra d’inciampo nel cammino. Ma poi i discepoli lo accompagnano fino alla morte, sperimentando loro stessi la Pasqua.

Proprio nel momento in cui Gesù muore, è più vivo che mai.

Per diventare discepoli di Gesù bisogna sperimentare la Croce: “Chi perde per me la vita non la perde, ma è più vivo che mai”. Perde la propria pelle, come l’ha persa Viviana, ma guadagna la vita eterna.

Chi invece fa il contrario magari continua a vivere, ma perde ciò che di più grande e bello il suo cuore aveva sperimentato. Per questo puoi anche guadagnare il mondo intero, ma se rinunci a vivere davvero, allora hai perso tutto.

Questa forte parola di Gesù Viviana la conosceva bene. Proprio per questo anche lei va fino in fondo, con questa fiducia profonda: Dio realizzerà il suo Regno grazie alla morte di Gesù e alla morte di tutti quelli che gli vanno dietro e che sono capaci di donare la vita per seguirlo.

E allora questo Vangelo è molto forte, ma ci prende il cuore. Geremia, nella prima lettura, dice qualcosa del genere, ma gli israeliti non gli crederanno. Geremia, però, dice di avere un fuoco dentro che nessuno può spegnere: è l’amore per Te, Signore; l’amore per la pace e la giustizia è una passione che non si spegne. Nel caso di Geremia, lo condurrà alla carcerazione, alla fustigazione e all’esilio.

Nessuno può spegnere il fuoco dello Spirito che scaturisce, il giorno di Pasqua, dal sepolcro di Gesù. Nessuno può spegnere il fuoco che lo Spirito mette nel cuore. Per questo chi vorrà salvarsi si troverà senza niente; chi donerà la vita avrà una vita ancora più piena, ancora più ricca, ancora più vita.

Questo ci viene consigliato anche da San Paolo nella seconda lettura, quando ci dice: “Se volete fare un atto dovuto, offrite a Dio le vostre vite e chiedete al Signore di cambiare quella mentalità che va contro il Vangelo”.

Bene, carissima comunità di Rotella, la spiegazione più bella di questo Vangelo è l’amore di Viviana e anche la nostra vita, quando non rinunciamo al Vangelo. Allora questo è l’augurio che ci facciamo e, mentre vengono portati il corpo e la reliquia di Viviana per le strade di Rotella, pensiamo a come tutto questo sia il fondamento del nostro vivere».

Una bella e sentita festa, alla quale hanno partecipato il sindaco Giovanni Borraccini, la giunta e il popolo.

Ringraziamo sentitamente per la fattiva collaborazione la signora Carla Villi e la signora Luisa Vitali per le fotografie. Ringraziamo anche il diacono Emanuele Imbrescia per la gentile collaborazione.

Tante le iniziative sociali e civili nell’ambito della tradizionale “Sagra della Trippa”, specialità culinaria del territorio, con musica e intrattenimento per bambini e ragazzi, all’insegna della convivialità, della fraternità e della tradizione, per valorizzare la spiritualità ma anche la semplice condivisione nel bel borgo di Rotella, uno dei luoghi più caratteristici del Piceno.

Dulcis in fundo, un ringraziamento speciale va al gentile parroco don Vittorio Cinti per la storica collaborazione. In un precedente articolo, disponibile al link sottostante, è narrata la storia della reliquia di Viviana e di come essa giunse a Rotella.

https://www.ancoraonline.it/2026/08/29/festa-di-santa-viviana-a-rotella/

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