ARQUATA DEL TRONTO – Identità, leggenda e musica si incontrano nello spettacolo “Fatae” di Asco, in programma il 14 e 15 agosto a Pretare di Arquata del Tronto. L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale Monte Vettore, dal Comune di Arquata del Tronto e dalla Comunanza agraria di Pretare, con il sostegno del Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli.
L’evento si inserisce nella tradizionale manifestazione dedicata alla leggenda della discesa delle Fate a Pretare e propone una rilettura contemporanea delle storie, delle tradizioni e delle suggestioni dell’Appennino centrale. Un progetto che guarda alle radici del territorio per trasformarle in un linguaggio capace di parlare anche alle nuove generazioni.
“Fatae” nasce dall’esperienza di giovani artisti che, partendo dalla memoria dei luoghi d’origine e dal legame con le proprie radici, hanno trasformato talento e creatività in un progetto di respiro internazionale.
Protagonista dello spettacolo è ASCO, nome d’arte di Alessandro Xiueref, nato ad Ascoli nel 1989, DJ, produttore discografico e direttore d’orchestra. L’artista è noto per aver ideato Symphony of Caos, format che unisce musica elettronica, grandi hit dance e arrangiamenti orchestrali classici, portandolo a essere riconosciuto come uno dei primi interpreti del format del DJ orchestrale.
“Fatae” è uno spettacolo multidisciplinare nel quale musica, danza, immagini, luce, effetti scenici e spazio sonoro diventano parti di un’unica narrazione. Il suono non rimane confinato al palco, ma viene distribuito nell’area dello spettacolo e si muove attorno al pubblico, creando una percezione tridimensionale della scena.
Vento, voci, natura, fratture, terremoto e musica diventano così presenze fisiche che attraversano lo spazio. ASCO dirige e suona dal vivo una partitura originale che intreccia orchestra, sonorità elettroniche, ritmi rituali e tensione cinematografica. La musica non si limita ad accompagnare la storia, ma la costruisce, ne scandisce il ritmo e guida ogni passaggio scenico.
Lo spettacolo fonde musica orchestrale ed elettronica, danza, immagini, luci, audio immersivo ed effetti scenici in un’unica narrazione dedicata alla Sibilla, alle Fate, al terremoto, alla memoria e alla rinascita dell’Appennino.
Al centro dell’iniziativa c’è anche il valore della cultura come componente essenziale della ricostruzione. La rinascita dei territori colpiti dal sisma, infatti, non può esaurirsi nel recupero materiale di edifici e infrastrutture, ma deve comprendere anche la ricostruzione delle relazioni, dell’identità collettiva e della vita sociale delle comunità.
“La ricostruzione dell’Appennino centrale è un processo che riguarda le case, le scuole e le opere pubbliche, ma anche l’anima e l’identità dei territori – dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli –. L’iniziativa possiede un forte valore identitario in sé: è un evento del decennale del sisma che viene allestito in un’area distrutta dalle scosse e vuole segnare la ripresa della vita e della cultura.
I nonni di Asco erano originari di Pretare, lui ha fatto successo nel mondo e torna nei luoghi dove trascorreva le estati da bambino. È un vero esempio di tornanza. Pretare e Arquata del Tronto rappresentano luoghi simbolo della ricostruzione e ospitare qui uno spettacolo che nasce dalle radici dell’Appennino significa trasformare la memoria in energia, partecipazione e futuro.
Stiamo lavorando proprio a un nuovo sviluppo della montagna. In questo percorso rientra anche la DMO dei Sibillini, con il portale www.visitsibillini.it: il mito della Sibilla rappresenta infatti uno degli elementi su cui costruire questa progettualità”.
Sulla stessa linea il sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi: “Ringrazio Asco, l’associazione Monte Vettore, la struttura commissariale e gli abitanti di Pretare. Stiamo lavorando sodo per la rinascita di questa frazione storica e questa festa rappresenta un barlume di speranza per il futuro. Quest’estate è cruciale non solo per questo evento, ma anche per l’avvio dei lavori per i sottoservizi”.
Per Asco, il progetto rappresenta soprattutto un ritorno alle proprie origini.
“Tre anni fa i miei compaesani mi hanno chiesto di rappresentare questa leggenda che si tramanda da secoli e che da 70 anni i ragazzi del posto, ogni tre anni, hanno egregiamente raccontato. Da ragazzo del posto non potevo non accettare. Tre anni fa non potevo immaginare che questa sarebbe diventata una tappa di un mio tour europeo, ma sono contento di aver affrontato questa sfida portando a Pretare uno show unico, mai visto prima per genere e linguaggio tecnico.
È una grande innovazione in un territorio che sta rinascendo e che ha l’occasione di essere scoperto da tutti coloro che stanno arrivando da tutta Italia e dall’Europa per i sold out delle date di FATAE”.
Il legame con la tradizione è sottolineato anche da Roberto Giovannozzi, vicepresidente dell’associazione Monte Vettore.
“Organizzare un evento di questa portata assume un significato particolarmente importante per Pretare, perché la leggenda delle Fate è profondamente legata alla storia e all’identità stessa del paese. Fin dal 1956, generazioni di ragazze e ragazzi del luogo hanno interpretato le Fate e i pastori, contribuendo a custodire e tramandare una tradizione che ancora oggi coinvolge direttamente la comunità.
Lo spettacolo di Asco rappresenta ora una sorta di spartiacque: conserva il legame con ciò che è stato realizzato fino a oggi, attraverso rappresentazioni teatrali e musicali di ispirazione medievale, ma introduce un linguaggio completamente nuovo, caratterizzato da tecnologie avanzate e da un impatto scenico straordinario.
È un modo innovativo di raccontare la nostra storia, capace di valorizzarne le radici e, allo stesso tempo, di renderla attrattiva e comprensibile anche per le nuove generazioni”.
L’appuntamento di Pretare vuole infine accendere i riflettori sul ruolo delle nuove generazioni nella rinascita delle aree interne. Attraverso musica, narrazione e performance artistica, i giovani interpreti restituiscono voce alle comunità e mostrano come l’identità locale possa diventare un motore di innovazione, attrattività e sviluppo.
La scelta di Pretare, frazione duramente colpita dagli eventi sismici del 2016, rafforza ulteriormente il significato dell’iniziativa: riportare cultura, incontro e partecipazione nei luoghi della ricostruzione, contribuendo a rinsaldare il legame tra le persone e il territorio.
In questo senso, “Fatae” non è soltanto uno spettacolo, ma un progetto che mette in dialogo memoria e futuro, tradizione e innovazione, trasformando una leggenda antica in un nuovo racconto dell’Appennino.





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