SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si concluso con un entusiasmo che ha superato ogni aspettativa, l’oratorio estivo delle parrocchie San Benedetto Martire, Santa Maria della Marina e San Filippo Neri, che si è svolto dal 29 Giugno al 5 Luglio 2026. Una settimana intensa, vissuta a Montemonaco, dove oltre cento ragazzi hanno camminato, fisicamente e spiritualmente, sulle tracce luminose di Pier Giorgio Frassati, il giovane santo che ha ispirato ogni attività del campo.

Verso l’alto… e sempre con il sorriso!”: è stato questo il filo rosso che ha guidato educatori e ragazzi. Un invito a vivere la fede con gioia, coraggio e concretezza.

Un cammino fatto di ascolto, preghiera e vita condivisa

La forza dell’ascolto

La settimana si è aperta con una serata intensa dedicata alla storia di Samba, un giovane migrante giunto in Italia a 16 anni. Una storia fatta di dolore, ma anche di accoglienza e di riscatto, che i ragazzi hanno ascoltato sotto la luna. Un momento che ha richiesto attenzione e silenzio, ma che ha toccato profondamente i ragazzi.

Una partecipante ha scritto: «Qui al campo c’è un educatore che ti somiglia, si chiama Roberto, sempre con il sorriso, sempre disponibile… si capisce che ci tiene a me» .

Il Battesimo che ci unisce

La pioggia ha introdotto la celebrazione battesimale, vissuta con intensità il secondo giorno del campo: un cuore con il nome di ciascuno ha ricordato che «i nostri nomi sono scritti nel Tuo cuore». I ragazzi hanno ricevuto un braccialetto luminoso, segno della luce ricevuta nel Battesimo.

La montagna che insegna

Il terzo giorno una camminata tra i boschi ha riportato tutti all’essenziale: la fatica, la bellezza, il sostegno reciproco. «La salita è stata dura, ma la vista dalla vetta è stata pazzesca».

Il sole che scalda il cuore

La quarta giornata, fredda e piovosa, ha rivelato un sole più grande: il Signore Gesù. Come Pier Giorgio davanti all’Eucaristia, i ragazzi hanno pregato: «Resta con noi, Signore, perché si fa sera» .

L’amico degli ultimi

La liturgia penitenziale e la lavanda dei piedi del Venerdì hanno segnato profondamente i giovani. Una ragazza ha scritto: «Lavare i piedi alla mia amica con cui avevo litigato… il mio cuore si è sciolto» . Un altro ha aggiunto: «Ho capito meglio cosa vuol dire avere fede, gioire, condividere, essere amicizia e che servire significa amare» .

La memoria di Pier Giorgio

Il Sabato è stata una giornata che è stata dedicata completamente a San Pier Giorgio Frassati e che ha intrecciato Eucaristia, testimonianze, riflessioni sulla responsabilità, una via Crucis tra i boschi e la festa dei talenti. «Non distogliere lo sguardo dal povero e Dio non lo distoglierà da noi», è stato l’invito rivolto ai ragazzi.

La gratitudine che resta

Il campo si è concluso con la Messa domenicale insieme alle famiglie. Ha scritto un giovane: «Con il cuore pieno di gratitudine e con la voglia di essere sempre allegri continuiamo il cammino» .

La testimonianza degli educatori e dei sacerdoti 

Questa la testimonianza degli educatori e dei parroci don Guido Coccia, don Gianni Croci, don Gabriele Paoloni, don Giovanni Rossi, don Romualdo Scarponi e don Patrizio Spina, al termine dell’intensa settimana:

“Papa Francesco una volta ha detto che dovremmo imparare a memoria due pagine del Vangelo: quelle sulle Beatitudini e sul Giudizio Finale. Praticamente le istruzioni per l’uso della vita. Piergiorgio Frassati non le ha solo lette, ci ha svoltato l’esistenza. E la bella notizia è che possiamo farlo anche noi.

Le nostre camminate in montagna – ammettiamolo, molto meno strong di quelle che faceva Piergiorgio! – ci hanno ricordato che la vita è un viaggio a piedi. E no, non è sempre una passeggiata: ci sono salite che ti lasciano senza fiato e discese dove rischi di scivolare. Ma la vera svolta è camminare insieme, con la propria crew e con Gesù, che non ti mette fretta, rispetta i tuoi tempi e si fida di te al 100%.

I momenti di preghiera, la Messa e l’adorazione, ci hanno fatto capire una cosa importante: chi si nutre di Gesù ha una marcia in più. Anche quando fuori c’è la tempesta e sembra tutto buio, Lui è quel sole che ti scalda dentro e ti indica la traccia per non perderti“.

Le lettere dei ragazzi: un tesoro di emozioni

Dopo la bellissima esperienza vissuta insieme, gli educatori e i presbiteri hanno donato ai ragazzi un documento con alcune foto scattate durante il campo e con riflessioni e testimonianze raccolte durante l’esperienza. Un mosaico di gratitudine, scoperte, cambiamenti interiori.

Ecco alcune delle frasi più significative:

  • «Finora credo di aver solo vivacchiato, ma ora voglio iniziare a vivere»
  • «Mi sono sentita come nuova» dopo la Confessione
  • «Ho smesso di giudicare, ho iniziato ad amare le persone e il Signore»
  • «Mi sembra di essere stata per una settimana in un’altra dimensione: silenzio, natura, Dio»
  • «Questo campo ci ha aiutato a restaurare un buon rapporto con Dio»

Un oratorio che educa alla vita vera

Dichiarano i quattro preti e gli educatori:

“Vivere insieme non è sempre facile, ma è bellissimo. Ci insegna che voler bene al Signore significa voler bene a chi ci sta accanto, soprattutto a chi è più in difficoltà. L’esperienza più forte che possiamo fare – proprio come Piergiorgio – è chinarci sui piedi degli altri, servirli e trattarli con cura. Perché l’amore vero si vede dai fatti. Non possiamo vivere dentro una bolla, pensando solo a noi stessi e girandoci dall’altra parte quando qualcuno soffre. Siamo tutti sulla stessa barca.

Piergiorgio lo diceva chiaramente: La fede senza le opere è morta. La carità senza la fede non è carità. Dobbiamo unirci, amarci e aiutarci a vicenda. Dobbiamo essere cristiani veri, cattolici con i fatti’.

Non sappiamo se siamo riusciti a trasmettere a tutti i ragazzi l’entusiasmo di San Pier Giorgio Frassati. Certamente il campo “Sempre Allegri” ha lasciato un’eredità chiara: ascolto, amicizia, coraggio, servizio, fede concreta. E forse la sintesi più bella è quella di un ragazzo, che ha scritto: «Grazie Piergiorgio, perché sei stato l’argomento principale di molte attività… ora voglio vivere e non vivacchiare» .

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