GROTTAMMARE – Sarà inaugurata sabato 11 luglio alle ore 19, negli spazi del Palazzo Kursaal, la mostra personale di Mario Vespasiani dal titolo Cantami o Musa, un progetto espositivo che intreccia pittura, musica, poesia e memoria in un dialogo profondo con la storia e l’identità del territorio.

L’esposizione prende ispirazione da uno dei temi più cari all’artista, quello della Musa quale fonte di ispirazione della sua ricerca creativa, ma anche dal ruolo storico dell’ottocentesco Palazzo Kursaal, divenuto nel tempo uno dei principali centri della canzone e della musica dell’Adriatico. La sua storia e il celebre affaccio sul mare orientano simbolicamente il percorso della mostra verso l’orizzonte dei navigatori, delle esplorazioni e delle figure mitologiche che popolano l’immaginario artistico di Vespasiani.

In occasione della mostra sarà pubblicato anche un catalogo, introdotto da un saggio del filosofo Diego Fusaro, che raccoglie i testi delle cento canzoni composte dall’artista, offrendo al pubblico l’opportunità di conoscere un aspetto meno noto ma particolarmente significativo della sua produzione. Si tratta di un corpus poetico e musicale che testimonia una rara vocazione multidisciplinare, nella quale il linguaggio sonoro non rappresenta un’attività parallela alla pittura, bensì una sua naturale estensione.

L’esposizione si sviluppa inoltre come un percorso diffuso che coinvolge altri importanti luoghi della cultura cittadina. Una selezione di opere sarà infatti ospitata anche presso il Museo Fazzini, nel borgo antico, e presso il Museo dell’Illustrazione Contemporanea, creando una rete di relazioni tra spazi, linguaggi e visioni artistiche.

L’idea della mostra nasce anche da un recente e prestigioso riconoscimento ottenuto da Mario Vespasiani. L’artista è stato infatti l’unico italiano invitato dalle Guardie Svizzere Pontificie, in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dal Sacco di Roma, a realizzare un’opera dedicata alla ricorrenza. L’opera è stata esposta nel giorno del giuramento delle Guardie Svizzere, alla presenza di Papa Leone XIV, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, dove si trova anche la monumentale scultura La Resurrezione di Pericle Fazzini, artista originario proprio di Grottammare. Da questa significativa coincidenza è nata l’idea di accostare idealmente i percorsi dei due artisti, provenienti da paesi limitrofi del territorio marchigiano, creando un dialogo tra poetiche e generazioni differenti.

Il titolo Cantami o Musa richiama la grande tradizione poetica occidentale e introduce una dimensione di invocazione e ascolto. Le cento canzoni raccolte nel volume sono il frutto di un lungo percorso creativo sviluppato in cinque album – Diario di Bordo, Heart of the Sea, The Aeronaut, Stars and Tears ed Essentia – ciascuno legato a una specifica fase della ricerca dell’artista e spesso nato in dialogo con importanti mostre personali.

Attraverso questi cinque cicli, Vespasiani costruisce una vera e propria mappa interiore che procede dall’esperienza personale alla dimensione universale: dall’infanzia e dalla paternità alla navigazione simbolica del mare, dall’elevazione dello sguardo verso il cielo fino all’esplorazione della dimensione cosmica e spirituale dell’esistenza. Pittura e musica percorrono così una medesima traiettoria di ricerca, affrontando temi quali la memoria, il mito, la percezione, la trascendenza e il rapporto tra l’uomo e l’infinito.

A caratterizzare questo nuovo ciclo di dipinti è anche la continua evoluzione stilistica dell’artista, capace di rinnovare non soltanto i temi, ma anche la pennellata, le cromie e i supporti, che spaziano dalla tela damascata al raso fino ai grandi pannelli in multistrato marino. Le opere, ispirate al rapporto tra l’artista e la Musa, affrontano l’universo della mitologia: compaiono divinità femminili e sirene, il celebre volto di Medusa, gli eroi, le belve terrestri e i mostri marini.

Considerata nel suo insieme, Cantami o Musa rappresenta un’indagine artistica e musicale che costituisce un caso probabilmente unico nel panorama contemporaneo, confermando la capacità di Vespasiani di sviluppare parallelamente un articolato corpus di opere sonore in dialogo con la propria ricerca pittorica, senza che l’una diventi la semplice traduzione dell’altra. Le canzoni – alcune delle quali sono già disponibili su YouTube – non illustrano i dipinti, così come i dipinti non raccontano le canzoni: entrambi i linguaggi si manifestano come espressioni complementari di una medesima ricerca conoscitiva.

La mostra si presenta così come un invito ad attraversare i confini tra le arti e a riscoprire, attraverso immagini, musica e parole, una dimensione più profonda dell’esperienza umana, in ascolto di quel ritmo originario che unisce il respiro dell’uomo a quello dell’universo.

Nato nel 1978, Mario Vespasiani è un artista visivo e intellettuale italiano. La sua ricerca si è sviluppata attraverso dipinti e saggi letterari, esplorando numerosi ambiti del sapere. Per il suo impegno artistico, culturale e umano è stato definito «la grande anima dell’arte italiana».

Il sito ufficiale dell’artista rappresenta un progetto unico nel panorama dell’arte contemporanea: una vera e propria biblioteca digitale che permette di approfondire la sua opera attraverso scritti, libri e percorsi tematici dedicati alla sua ricerca.

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