MARCHE – Sono stati presentati sabato 20 giugno a Loreto i dati nazionali e regionali del Sovvenire relativi al Sostegno economico alla Chiesa cattolica. L’incontro, che ha visto la partecipazione di quasi tutti gli incaricati delle 13 diocesi marchigiane, è stato guidato dall’arcivescovo di Fermo, mons. Rocco Pennacchio, incaricato per il Sovvenire della Conferenza Episcopale Marchigiana, insieme ad Alessandro Molini, referente regionale del Sovvenire.

Dall’analisi emerge anzitutto un dato incoraggiante a livello nazionale: dopo anni di progressiva diminuzione, la raccolta delle offerte per il sostentamento del clero si è sostanzialmente stabilizzata. Nel 2025 le offerte raccolte in Italia hanno raggiunto quasi 8 milioni di euro, confermando il livello dell’anno precedente e segnando un importante segnale di tenuta in un contesto sociale ed economico complesso.

Centrale è anche il contributo del progetto “Uniti Possiamo”, che negli ultimi anni ha dato nuovo impulso alla raccolta, coinvolgendo sempre più diocesi e parrocchie. A livello nazionale il progetto ha registrato una crescita superiore al 10%, sia nel numero delle parrocchie partecipanti sia nelle somme raccolte.

La regione Marche presenta dati incoraggianti, infatti 79 donatori ogni 10.000 praticanti, un dato superiore alla media nazionale che si attesta a 70. Un segnale evidente della sensibilità e della partecipazione delle comunità marchigiane al sostegno dei sacerdoti.

Tra le diocesi ci sono risultati incoraggianti. La diocesi di Jesi raggiunge il valore record di 197 donatori ogni 10.000 praticanti, mentre Macerata si attesta a 151. Ottimi risultati anche per Loreto (110), Ancona-Osimo (88) e Fermo (76), tutte sopra o in linea con la media regionale.

Anche il progetto “Uniti Possiamo” ha offerto segnali rassicuranti. Pur con una riduzione del numero complessivo delle parrocchie partecipanti, diverse diocesi hanno aumentato le somme raccolte. Macerata ha registrato un incremento del 43,9%, Ascoli Piceno del 148,4%, mentre Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola ha quasi raddoppiato il risultato economico rispetto all’anno precedente, con una crescita del 96,8%.

Un altro elemento riguarda il peso dell’8xmille nel sostentamento del clero. Nelle Marche la copertura raggiunge il 75,5% del fabbisogno complessivo, un valore superiore alla media nazionale del 70,6%. Alcune diocesi registrano percentuali particolarmente elevate: Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado raggiunge l’86,7%, Loreto l’86,4%, mentre Ascoli Piceno e Fermo si attestano entrambe all’82,9%.

Durante l’incontro mons. Pennacchio e il dott. Molini hanno sottolineato l’importanza della rete territoriale del Sovvenire, composta da incaricati, collaboratori e referenti parrocchiali, che rappresenta uno strumento prezioso per promuovere la corresponsabilità ecclesiale.

«Il percorso di questi anni – ha spiegato l’arcivescovo Pennacchio – è stato anzitutto quello di una maggiore consapevolezza dell’identità dell’incaricato del Sovvenire. Gli incaricati sono interlocutori pastorali delle parrocchie e dei vescovi: la loro funzione non è di tipo tecnico, ma pastorale. Si tratta di accompagnare le comunità a comprendere il valore della corresponsabilità e del sostegno alla missione della Chiesa».

L’Arcivescovo ha poi richiamato l’importanza di rafforzare il lavoro comune a livello regionale. «Una sfida che siamo chiamati a vivere nelle Marche è quella di costruire sempre più una dimensione regionale del servizio. L’esperienza della Puglia, che ha sviluppato un’équipe regionale capace di produrre servizi e iniziative importanti, rappresenta un esempio interessante. Anche noi vogliamo mettere in piedi un servizio sempre più consapevole, coordinato e capace di sostenere il lavoro delle diocesi».

Mons. Pennacchio ha inoltre sottolineato la necessità di investire maggiormente nella promozione dell’8xmille: «Un altro ambito sul quale dobbiamo continuare a lavorare è quello della promozione delle firme. È importante aiutare le persone a conoscere la destinazione concreta delle risorse che vengono affidate alla Chiesa cattolica. Pensiamo, ad esempio, agli interventi sui beni culturali ecclesiastici, alle opere di carità, al sostegno del clero e alle numerose attività pastorali che vengono realizzate grazie a questi fondi. Rendere visibili questi risultati significa aiutare le comunità a comprendere il valore di una firma che si trasforma in servizi e opportunità per il territorio».

La presenza di quasi tutti gli incaricati delle tredici diocesi marchigiane ha testimoniato la volontà comune di continuare a investire nella formazione, nella comunicazione e nella sensibilizzazione delle comunità.

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