(Foto Ufficio stampa)

Di Sergio Perugini

Un invito, colorato e coinvolgente, a non smarrire fantasia e socialità. A rivolgerlo a bambini e adulti è la Disney-Pixar con l’animazione “Toy Story 5”, in sala dal 18 giugno, nuovo capitolo della fortunata saga dedicata al mondo dei giocattoli lanciata nel 1995. A firmare la regia il Premio Oscar Andrew Stanton e Kenna Harris, tra le voci italiane i veterani Massimo Dapporto, Ilaria Stagni e Luca Laurenti insieme alle new entry Katia Follesa, Sal Da Vinci, Federico Basso e Gianluca Gazzoli; produttori Lindsay Collins e Pete Docter. Un cartoon che mette a tema la perdita del tempo del gioco nei più piccoli attratti da tablet e dispositivi digitali. Un racconto acuto e brillante, che interroga adulti e genitori.

Tecnologia, amica o nemica?
Bonnie è una bambina di 8 anni allegra e spensierata che gioca felicemente con i suoi giocattoli, in particolare con la bambola cowgirl Jessie. I genitori, preoccupati che non trovi amici, le comprano il tablet Lilypad. Una “rivoluzione” che rapisce l’attenzione di Bonnie, che abbandona immediatamente tutti gli altri interessi. Jessie e il mondo dei giocattoli della casa, tra cui lo space ranger Buzz Lightyear, entrano in agitazione. È la fine? Saranno destinati allo scatolone in cantina o peggio a essere ceduti? Ma soprattutto si interrogano sul bene di Bonnie, si chiedono se il tablet le poterà dei veri amici o solo abbagli digitali…

Un’avventura che non perde smalto
“Abbiamo notato che i giocattoli hanno perso importanza nella vita dei bambini. Avere giocattoli in una stanza senza che i dispositivi elettronici facciano da padrone è ormai quasi impossibile. In che modo questo cambiamento nelle dinamiche influisce sui bambini, e ancor di più sui giocattoli?”. Così i registi Andrew Stanton – Premio Oscar per “Alla ricerca di Nemo” e “WALL•E”, e autore della sceneggiatura di “Toy Story” dal 1995 – insieme a Kenna Harris (tra i suoi lavori “Luca” e “Ciao Alberto”), che tracciano la linea del racconto del nuovo capitolo di “Toy Story”, il quinto. Dal 1995 l’animazione Pixar affronta con trasporto e intelligenza il mondo dell’infanzia, il rapporto con la dimensione del gioco e l’evoluzione della crescita. “Ho sempre pensato che la storia di Toy Story sarebbe continuata – ha aggiunto Stanton – I giocattoli non invecchiano, ma il mondo sì. Non vengono realizzati molti film in cui il tempo è uno degli aspetti più interessanti di una storia sull’infanzia, la genitorialità, il crescere e l’andare avanti. I giocattoli osservano tutto”. In questo nuovo episodio, che vede come protagonista la bambola Jessie, cowgirl che ha ereditato da Woody la stella da sceriffo della cameretta, la Disney-Pixar esplora il nostro presente, fotografando e allertandoci su un pericoloso sbandamento: sempre più bambini rinunciano anticipatamente al tempo del gioco, ai giocattoli, per concentrarsi su tablet, smartphone e dispositivi digitali. Un’accelerazione precoce, sotto gli occhi involontariamente distratti o poco guardinghi dei genitori, un atteggiamento che rischia però di far appassire fantasia e socialità.

La Disney-Pixar aggiunge, dunque, ancora un tassello al magico e riuscito mondo di “Toy Story”. Dopo aver raccontato in maniera geniale ed esilarante le camerette dei bambini, il regno dei giocattoli e l’universo dei loro sentimenti, di generazione in generazione, ecco che mette a segno una nuova prospettiva, acuta ed educational: l’ingresso della tecnologia e il pericoloso terremoto esistenziale che può innescare. I genitori della piccola Bonnie, uniformandosi a tanti altri genitori, regalano alla propria bambina un tablet; un regalo che dovrebbe coniugare gioco e utilità, tra apprendimento e facilitazioni nelle connessioni tra pari, ma che invece espone a pericolose derive. Il tempo dedicato al tablet diventa continuativo, al punto che i giochi veri sbiadiscono dall’orizzonte dell’interesse della bambina. A rischio c’è la fantasia dell’infanzia, l’immaginazione, come pure il desiderio di condividere il tempo del gioco. Un tema serio, denso, dalle molteplici implicazioni e punti di vista, che con arguzia però gli autori rendono accessibile e godibile. A salvare Bonnie e a costruire un rapporto sano con il tablet Lilypad (la tecnologia non è da demonizzare, semplicemente da usare con regole e prudenza) sono gli amici di sempre, i suoi giochi, in testa Jessie, Buzz e Woody.

“Toy Story 5” è un cartoon brillante e godibile, che funziona per la caratterizzazione dei personaggi, per le battute frizzanti dai continui rimandi all’universo animato Disney-Pixar, ma anche per la cura formale e le musiche, sempre quelle del premio Oscar Randy Newman (“Randy fa parte di questo viaggio da trent’anni – indica la produttrice Lindsay Collins – La sua musica è parte del  DNA  di  questi  film… permette  di  attingere  alla  nostalgia  e  allo  stesso  tempo  di distaccartene per creare qualcosa di nuovo”), cui si aggiunge anche la voce della cantante dei record Taylor Swift con il brano originale “I Knew It, I Knew You”. Un’animazione accurata e raffinata, che sa parlare a testa e cuore di piccoli e grandi, con tutti i colori dell’umorismo gentile. Consigliabile, poetico, per dibattiti.

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