ASCOLI PICENO – Nella giornata di domenica 5 agosto, alle ore 11, presso la Cattedrale di Sant’Emidio ad Ascoli Piceno, si è tenuta la Santa Messa in onore di Sant’Emidio, Santo Patrono della città e protettore dai terremoti.

La celebrazione è stata presieduta dal Cardinale Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e concelebrata dal vescovo Gianpiero Palmieri e dal vescovo emerito Piero Coccia. Erano inoltre presenti altri sacerdoti della diocesi di Ascoli Piceno, tra cui don Carlo Lupi, e monsignor Vincenzo De Gregorio, Abate Prelato della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli.

Numerosi sono stati i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione, alla quale ha preso parte anche una piccola delegazione proveniente da Treviri, città che diede i natali a Sant’Emidio, a testimonianza della profonda devozione della comunità ascolana nei confronti del proprio Santo Patrono.

Omelia del Cardinale Baggio: «Fino a quando ci saranno guerre, persecuzioni e discriminazioni, il Regno di Dio non potrà manifestarsi»

Dopo la proclamazione delle letture e del Vangelo, ha preso la parola il Cardinale Fabio Baggio per l’omelia, che, per l’occasione, ha riguardato la figura di Sant’Emidio e le due parole che maggiormente lo rappresentano: vescovo e martire.

«Abbiamo ascoltato nel Vangelo una serie di eventi catastrofici che precedono l’ultima venuta del Signore: guerre, pestilenze che si susseguono lungo la storia prima che avvenga la fine del mondo. È sempre apparso chiaro che queste cose dovessero accadere e che dovessero essere lette come un segno del tempo che sta per finire.

Tuttavia, tutte quelle persone che hanno cercato di identificare un periodo storico nel quale collocare la fine del mondo sono state sorprese dalla continuità della storia; infatti, essa continua a ripetersi attraverso una molteplicità di segni presenti nei nostri tempi e portatori di un futuro complesso.

Per questo motivo leggiamo questi segni come sfide poste alla vera manifestazione del Regno di Dio, che, fino a quando continueranno a esserci guerre, persecuzioni e discriminazioni, non potrà manifestarsi.

La parola vescovo deriva dal greco episcopòs, ovvero “colui che osserva da sopra”, ed indicava la persona alla quale veniva affidata una comunità, un insieme di persone, affinché vegliasse su di esse. Tuttavia, “osservare da sopra” assume anche un altro significato: quello di leggere la realtà con gli occhi di Dio, così da non lasciarsi ingannare dai falsi segni.

La parola martire significa “testimone”; infatti, Emidio è stato testimone della Parola di Dio fino all’ultimo momento e, quando gli sono state offerte altre prospettive di fede, ha scelto il martirio, la morte e la testimonianza della fede.

La nostra testimonianza, pur non richiedendo oggi una scelta così estrema, ci chiede comunque una coerenza di vita che molto si avvicina al sacrificio di perdere qualcosa. Ancora oggi, infatti, se una persona si dichiara cristiana e manifesta profondamente la propria fede, può essere derisa; è proprio in questo contesto che il coraggio del martirio ci apre le porte del Paradiso».

Aspersione dell’assemblea

Conclusa l’omelia e rinnovate le promesse battesimali, il Cardinale Baggio ha proceduto al rito dell’aspersione dell’assemblea, coinvolgendo tutti i fedeli presenti.

Il saluto dei sacerdoti presenti

Terminato il rito eucaristico, ha preso la parola il vescovo Palmieri, che ha ringraziato i presenti e ha presentato ufficialmente il Cardinale Baggio, sacerdote scalabriniano, il quale, all’interno della Santa Sede, presta servizio nell’ambito delle tematiche legate ai migranti.

«Per questo – ha spiegato il presule – siamo davvero contenti che sia venuto a presiedere questa celebrazione. Sant’Emidio era originario di Treviri, in Germania, e, dopo essere giunto in Italia ed essersi convertito, venne inviato da Papa Marcellino nel territorio dei Piceni. Possiamo quindi dire che il nostro Santo Protettore ha trasformato il suo migrare in un servizio al Regno di Dio».

Il vescovo Gianpiero ha poi presentato monsignor Vincenzo De Gregorio: «All’interno del Tesoro di Napoli sono presenti anche alcuni busti, tra cui quello del nostro Patrono Emidio. Ogni anno un gruppo di persone di Folignano e della parrocchia di San Giacomo della Marca si reca a Napoli, nel mese di maggio, per la processione dei busti. Da questa esperienza è nata l’amicizia e il gemellaggio tra la nostra città e quella di Napoli».

Il vescovo ha infine concluso ringraziando il sindaco di Treviri, Wolfram Leibe, e la delegazione proveniente dalla città tedesca.

Benedizione Papale

Per la benedizione finale, il Cardinale Baggio ha impartito, a nome del Romano Pontefice Leone XIV, la benedizione con annessa indulgenza plenaria a tutti i fedeli presenti.

 

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