ASCOLI PICENO La UOC Neurologia / Stroke Unit dell’Ast di Ascoli, i PS di Ascoli Piceno (ospedale Mazzoni) e di S. Benedetto del Tronto (ospedale Madonna del Soccorso), il Sistema 118 dell’AST AP e le UOC Radiologia dell’Ast di Ascoli e le scuole primarie di Ascoli Piceno e provincia vengono premiati oggi come “Provincia Angels” di Ascoli Piceno.

Una provincia Angels è un territorio in cui la consapevolezza della comunità, il lavoro del personale sanitario di emergenza (EMS) e l’assistenza ospedaliera acuta sono tutte ottimizzate per assicurare esiti migliori ai pazienti colpiti da ictus. Una provincia in cui, quindi, gli ospedali, i servizi di emergenza, le autorità locali e gli educatori pubblici lavorano di concerto per fornire mani sicure alle persone colpite da ictus nelle loro comunità.

Il raggiungimento di questo risultato rappresenta un importante riconoscimento del lavoro di squadra e dell’impegno costante dei professionisti nel garantire percorsi di cura tempestivi e di alta qualità. Per il lavoro svolto, si ringraziano: Cristina Paci, Direttore della UOC di Neurologia/Stroke Unit dell’Ast di Ascoli; Tiziana Principi, Direttore della Centrale operativa 118 delle AST AP-FM; Giuseppina Petrelli, Direttore dell’Uoc PS/MURG di S. Benedetto; Gianflilippo Renzi, Direttore dell’Uoc PS/MURG di Ascoli e Fabio D’Emidio, Direttore dell’Uoc radiologia di AST AP.

L’ictus è una patologia tempo-dipendente: ogni minuto che passa, la persona che ne è colpita perde circa due milioni di neuroni. Questa perdita si traduce in una maggiore incidenza di morte e, soprattutto, di disabilità: ciò vuol dire che è fondamentale agire tempestivamente e compiere le azioni giuste.

Il lavoro multidisciplinare tra i diversi professionisti coinvolti nella rete ictus e la collaborazione tra ospedali e territorio sono fondamentali: la gestione del paziente con ictus, per la sua complessità, non può che essere interconnessa tra le varie discipline considerato il ruolo che ognuno dei professionisti svolge all’interno del percorso: il sanitario del 118 nella fase pre-ospedaliera, il medico di pronto soccorso all’arrivo in ospedale, il radiologo nella fase diagnostica, il medico della Stroke Unit e quando necessario il rianimatore. Poi, nella fase dell’immediato post acuzie, oltre al fisiatra, al neurologo, al cardiologo, al fisioterapista e al logopedista, assume importanza anche il medico di medicina generale per la continuità delle cure e il monitoraggio delle stesse.

Ogni 30 minuti una persona colpita da ictus, che avrebbe potuto essere salvata, muore o rimane invalida per sempre perché è stata trattata nell’ospedale sbagliato. Il progetto Angels nasce proprio con l’obiettivo di implementare le linee guida della European Stroke Organization, costruire una rete d’eccellenza nella gestione del paziente con ictus a livello globale e garantire quindi a tutti i pazienti colpiti da ictus uguali dignità di cure, ovunque essi si trovino.

Il personale sanitario che opera nei servizi di emergenza territoriale 118, con il costante supporto degli operatori della Centrale Operativa, svolge un ruolo fondamentale perché deve essere preparato a identificare e valutare rapidamente la presenza del criterio neurologico e del tempo di insorgenza dei sintomi, ragionando su dove si trova il paziente. Deve essere quindi in grado di riconoscere prontamente l’ictus, stabilizzare il paziente, raccogliere le informazioni rilevanti e trasportarlo nel minor tempo possibile nell’ospedale più appropriato, che spesso non coincide con l’Ospedale più vicino. Nell’attivare il Percorso Ictus, la Centrale Operativa invia sistematicamente una prenotifica all’Ospedale, mentre il sanitario sul posto accelera più possibile il tempo dell’intervento, rileva i parametri vitali, imposta un monitoraggio multiparametrico continuo, posiziona un adeguato accesso venoso, inizia una terapia di supporto farmacologico e si confronta telefonicamente tramite Centrale operativa con Il Neurologo di guardia.

Migliorare il trattamento dell’ictus ed evitare inutili perdite di tempo, costruendo un percorso condiviso che sia il più virtuoso possibile e consenta di ridurre i ritardi negli intervalli tra il tempo di arrivo in ospedale e la fase di terapia e ricovero, vuol dire salvare migliaia di vite e prevenire le possibili conseguenti disabilità.

Ascoli Piceno e la sua provincia si sono distinte, inoltre, per la massiccia partecipazione di circa 300 bambini al progetto FAST Heroes, la campagna didattica internazionale rivolta ai bambini delle scuole primarie che ha come obiettivo quello di insegnare loro, attraverso attività ludiche e video, a riconoscere i principali sintomi dell’ictus e a chiamare tempestivamente i soccorsi, trasformandosi così in supereroi che salvano i nonni dall’ictus cerebrale.

“Il nostro ringraziamento va in particolare alle maestre e ai dirigenti scolastici che hanno capito l’importanza di questo progetto e ai bambini che hanno partecipato con grande entusiasmo al progetto – dichiara la Dott.ssa Sara PoliniReferente Territoriale Ed. Motoria, Fisica e Sportiva e Educazione alla Salute Ufficio Scolastico Provinciale di Ascoli Piceno. Siamo certi che la loro voglia e facilità di apprendere e condividere quanto hanno imparato a scuola possano incoraggiare la successiva diffusione del messaggio al resto della famiglia, in particolare ai nonni con cui solitamente passano molto tempo”.

“Fast Heroes, nel nostro Paese, è portato avanti da A.L.I.Ce. Italia Odv con l’obiettivo di insegnare ai bambini i principali sintomi dell’ictus e, allo stesso tempo, il numero da chiamare. Il tutto attraverso i racconti degli eroi FAST, ciascuno alle prese con il “Trombo malefico” e con uno specifico sintomo che intacca le sue speciali capacità. I nonni sono custodi di memorie e valori, ma sono anche e soprattutto un supporto concreto e quotidiano per milioni di famiglie. Sono la base solida delle famiglie. Sono una risorsa insostituibile per la crescita dei bambini e per il legame intergenerazionale. Con FAST Heroes vogliamo non solo celebrarne il ruolo così importante, ma anche contribuire a salvaguardare e proteggere la loro salute, così preziosa per tutti noi – conclude Annunziata Scuppa, Presidente di A.L.I.Ce. MARCHE Odv.

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