“La compassione e l’empatia sono purtroppo oggi in pericolo di scomparire”. A denunciarlo è stato il Papa, nel discorso, in inglese, rivolto ai partecipanti al Colloquio promosso dal Dicastero per il dialogo interreligioso e il Royal Institute for Inter-Faith Studies. “I progressi tecnologici ci hanno resi più connessi che mai, ma possono anche portare all’indifferenza”, il monito di Leone XIV, secondo il quale “il flusso costante di immagini e video delle difficoltà altrui può intorpidire i nostri cuori invece di scuoterli”. “Ci siamo abituati alla sofferenza degli altri pensando: non mi riguarda, non mi interessa, non è affar mio”, la citazione delle parole pronunciate da Papa Francesco a Lampedusa: “Questo tipo di apatia sta diventando una delle sfide spirituali più gravi del nostro tempo”, ha commentato il Papa. “In un contesto del genere, cristiani e musulmani, attingendo alla ricchezza delle nostre rispettive tradizioni, sono chiamati a una missione comune”, l’appello di Leone XIV: “ravvivare l’umanità dove è diventata fredda, dare voce a chi soffre e trasformare l’indifferenza in solidarietà”. “La compassione e l’empatia possono essere i nostri strumenti, in quanto hanno il potere di restaurare la dignità dell’altro”, la proposta del Pontefice: “Spero che Giordania continui a essere una testimonianza vivente di questo tipo di compassione, così come un segno di dialogo, solidarietà e speranza, in una regione segnata dalle prove. Possa la nostra collaborazione portare frutti in gesti concreti di pace, empatia e fraternità”.

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