Ieri, 29 Aprile 2026, sono arrivati a Roma 63 rifugiati nell’ambito del progetto dei corridoi umanitari promosso da Caritas Italiana e reso possibile anche grazie al sostegno della Conferenza episcopale italiana attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica.

Si tratta – informa Caritas – di famiglie e persone vulnerabili che, dopo oltre sei mesi di attesa e di complesse procedure necessarie a garantire un’uscita sicura dalla Giordania, hanno finalmente potuto iniziare in Italia un nuovo cammino di vita e di speranza.

“L’arrivo all’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino – scrive Caritas – segna il compimento di un lavoro silenzioso e delicato, frutto della collaborazione tra organizzazioni umanitarie, Governo italiano e autorità dei Paesi di primo asilo”. Ad accogliere i nuclei familiari sono state le Caritas diocesane coinvolte nel progetto, pronte ad accompagnare le persone verso le destinazioni finali e a sostenerle nei primi passi di integrazione sociale, abitativa e lavorativa.

Hanno aderito con generosità le diocesi di Vittorio Veneto, Fano, Conversano-Monopoli, San Marco Argentano, Messina, Verona, Milano, Oppido Mamertina-Palmi, Perugia, Como, Vigevano, Tricarico e l’Eparchia di Piana degli Albanesi che si sono attivate fin da subito per offrire accoglienza diffusa e percorsi concreti di inclusione, insieme alle comunità locali.

Come ha sottolineato il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello: “I corridoi umanitari non hanno la pretesa di risolvere da soli il dramma che accompagna le migrazioni forzate, ma testimoniano con chiarezza che un’altra strada esiste ed è praticabile. Sono una via concreta che nasce dal desiderio di costruire percorsi sicuri e dalla volontà di mettere al centro la dignità della persona”.

Tra i beneficiari partiti da Amman vi sono numerosi bambini e famiglie provenienti da Yemen, Sudan, Iraq e Somalia. “Per molti di loro – afferma Caritas – questo viaggio è la concreta possibilità di lasciare alle spalle guerra, precarietà e paura, per aprirsi a un futuro di speranza”.

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