Di Pietro Pompei
DIOCESI – Giunti alla Settimana Santa non ci resta che pregare. Ogni preghiera è sempre un incontro con Dio Padre mediato dal Figlio suo Gesù nella potenza dello Spirito Santo.
San Tommaso d’Aquino, fa nella Somma Teologica un’acuta analisi della preghiera, nella sua precisa modalità di invocazione o domanda dell’aiuto o soccorso divino. La sua dottrina di riassume, per quanto ha tratto alla natura teologica della preghiera in questa definizione:
“La preghiera è una elevazione della mente a Dio, autore di ogni bene, per impetrare dalla sua liberalità gli aiuti necessari all’uomo per la sua vita soprannaturale e per il conseguimento della felicità eterna, e in linea subordinata e secondaria, anche i beni temporali, necessari all’onesta esistenza terrena dell’uomo”.
Mettendo accanto da una parte la preghiera insegnata e vissuta nell’antica Legge e nella Nuova Alleanza e, dall’altra, la preghiera messa in circolazione nella cristianità, è normale osservare una differenza molto marcata e preoccuparsene, una differenza, notiamolo, che non arriva alla rottura e all’opposizione. Tuttavia l’osservazione non può fare a meno di rilevare una certa caduta di tono, come se la preghiera si fosse vuotata un poco della sua sostanza, come se essa avesse perduto un po’ della sua anima e del suo spirito, Insomma come se essa continuasse ad esistere privata del suo dinamismo soprannaturale.
Questa caduta energetica, a volte sorprendente, spiega come mai la preghiera sia molto spesso ridotta a un’attività intellettuale, fuggevole, attraversata da qualche sentimento vago, da qualche modica emergenza della sensibilità infantile. Perché l’eternità emerga nel tempo e il tempo sia almeno debolmente illuminato dall’eternità, occorre che l’uomo in preghiera trovi senza alcuna ambiguità quattro verità fondamentali che assicurino l’autenticità della preghiera cristiana:
1)Dio è l’unica fonte della preghiera 2) Lo scopo della preghiera è la nostra unione con Dio; 3) la preghiera deve trasformare qualitativamente la vita; 4) L’unione alla volontà di Dio può essere realizzata soltanto sotto la guida dello Spirito Santo.
Queste quattro verità potrebbero essere considerate come i quattro punti cardinali del nostro cielo terreno:
Aggiungo una splendida preghiera del gesuita padre Karl Rahner dal titolo:
“La sequela e l’imitazione del Cristo”
Signore Gesù Cristo. Figlio del Dio vivente, vero Dio è vero uomo, fatto uomo in una sola Persona, Tu che sei Dio dall’eternità, nel tempo del nostro mondo, nel quale sei e sarai con noi per tutti i giorni fino alla fine dei tempi: noi Ti adoriamo.
Tu hai condiviso tutto con noi. Tu medesimo, riflesso luminoso del Padre, identico a Lui nell’essenza, hai vissuto la nostra vita. Tu la conosci questa nostra esistenza, l’hai sperimentata e gustata. Tu sai bene come essa sia. Non possiamo dire che Tu non conosca come sia l’essere uomo, che Tu non sia in grado di avere, come noi, il senso di che significhi essere soggetti ai poteri e alle forze di questa terra. Tu hai avvertito che cosa voglia dire avere un corpo, la carne del peccato e della morte, che cosa significa rimanere irretito nella finitezza, sotto le potenze di questa terra: fame, morte, politica, incomprensione, povertà, dipendenza, leggi che dispongono di noi, necessità di guadagnarsi il pane, imprigionamento nell’ambiente e nella situazione di vita, che non siamo noi a sceglierci. Tu fosti un uomo. Deve essere cosa intensa di significato, bella e benedetta essere un uomo. Lo crediamo per Te e per la tua vita. Tu hai pure condiviso con noi, ciò che hai recato con Te su questa terra: l’amore di tuo Padre, la sua gloria, la sua vita divina, la sua verità, che è l’autentica verità d’ogni vero: Tu ci hai donato tutto quello che il Padre ti aveva dato: la partecipazione alla natura divina, la filiazione, lo Spirito Santo, la vita eterna. Noi l’accettiamo. Siamo pronti ad essere infinitamente più che semplici uomini: figli dell’eternità. prole di Dio, eredi della promessa, tuoi fratelli, templi dello Spirito Santo, sacerdoti regali, che esaltano tuo Padre, e restituiscono la creazione, come inno di lode, al suo Creatore, lavoratori della sua vigna, testimoni della tua verità, adoratori in Spirito, annunciatori della luce, raggianti, secondo la parola del tuo Apostolo come stelle in mezzo a una generazione malvagia e perversa (Fil. 2,15).
Vivi dunque in noi. La nostra vita. Ti appartiene, e così la nostra morte. Vogliamo assoggettarci alla tua legge di vita. Disponi di noi. Non vogliamo stupirci, ma consentire sempre a Te, se Tu prosegui in noi la tua vita, così comune, quotidiana, dura. La vita, il cui nutrimento è la volontà del Padre tuo. Vogliamo seguirTi. Siamo risoluti a continuare per tutti i tempi la tua preghiera, o eterno sommo Sacerdote, finché il mondo possa intonare l’inno di lode dell’eternità, il perenne Amen su tutto ciò che Dio ha fatto.
Vogliamo pregare quotidianamente, nei momenti grandi della nostra esistenza, nell’abisso delle nostre tentazioni, nell’impotenza delle nostre ore del Getsemani, nelle estreme solitudine del nostro cuore.
Noi imploriamo da Te la grazia di pregare sempre e di non cessare. Invochiamo il tuo Santo Spirito, affinché sulle ali della sua divina favella nella vita trinitaria di Dio sollevi in alto le nostre povere le parole, al di sopra del baratro del nulla, che è questo mondo, fino all’immensità del Dio eterno. Crediamo che noi non preghiamo mai soli, ma che Tu dimori e preghi in mezzo a noi e nel tuo Santo Spirito, quando innalziamo preghiere, nella comunità del tuo popolo santo e nella camera solitaria. Adoratore del Padre in Spirito e verità prega in noi e con noi tutti i giorni della nostra vita.
Vogliamo essere tuoi testimoni e apostoli. Testi della tua verità e del tuo amore, inviati della tua missione per la salvezza del mondo. Come il Padre Ti ha mandato, così Tu ci mandi tutti.
La tua missione è dura e difficile. Siamo deboli, vili e svogliati, testardi e maldestri. Abbiamo già un peso sufficiente in noi stessi. Tuttavia vogliamo andare. Siamo
decisi a ricominciare sempre di nuovo. Noi vorremmo continuamente eludere il mandato, stanchi e desiderosi di quiete. Non lasciarci nella calma. Non stancarti di pungolarci. Insegnaci che si può operare la nostra salvezza solo nella sollecitudine per quella altrui. Facci perspicaci e alacri nelle occasioni di lavorare per il tuo Regno. Dacci speranza contro ogni speranza, donaci la tua forza nella nostra impotenza. Concedici quell’amore che è disinteressato e paziente, fiducioso e fedele. Fa’ che nel nostro apostolato non perdiamo di vista coloro che ci sono più vicini. Se il tuo Spirito vive in noi e ci spinge, Ti seguiamo. Allora Tu sei in noi e prosegui la tua stessa parola, il verbo della misericordia, l’atto della redenzione, la trasfigurazione del mondo. Se Ti teniamo dietro nel tuo Spirito, si va compiendo una parte dell’avvento del tuo Regno. Oggi, ancora nella fede e nella tribolazione, sotto l’ombra della tua Croce. Ma è appunto così che è sul venire il tuo Regno, Regno di verità e di vita, Reame di santità e di grazia, di giustizia, di amore e di pace. Dacci la grazia di seguirTi fedelmente. Amen
( a cura di Pietro Pompei)




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