GROTTAMMARE – Ore 4 del mattino. A Grottammare si sentono passi sul selciato dell’antico borgo. Un gatto accoglie stupito le persone che, passando attraverso piazza Peretti – che porta il nome della famiglia di Sisto V, il pontefice nato a Grottammare il 13 dicembre 1521 e battezzato proprio nella primitiva chiesa parrocchiale di San Giovanni – entrano nella chiesa dedicata al Battista.

Ovunque silenzio: solo passi. Nella chiesa, a poco a poco, entrano le persone fino a riempirla. Il motivo è l’inizio dell’antica e tradizionale devozione delle Quarant’ore di adorazione al Santissimo, il lunedì dopo la Domenica delle Palme.

Si inizia con il Santo Rosario. Arriva l’arcivescovo Gianpiero Palmieri, delle diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto. Sono presenti il parroco dell’Unità pastorale di San Pio V e San Giovanni Battista, don Roberto Traini, don Luigino Scarponi, don Pierluigi Bartolomei, parroco della Madonna della Speranza, e don Benvenuto Napou, collaboratore parrocchiale. Al servizio dell’altare prestano aiuto Vincenzo D’Ercoli e Alfredo Perotti.

Durante l’omelia, il vescovo ha ricordato:  «Abbiamo visto, nella V Domenica di Quaresima, il Vangelo della resurrezione di Lazzaro (Giovanni 11,1-45), in cui Maria di Betania, affranta dal dolore per la morte del fratello, rimprovera Gesù per non essere arrivato in tempo. Marta, invece, l’altra sorella, ha una fede meravigliosa: nonostante il dolore e l’ineluttabilità della morte, crede pienamente in Gesù.

Oggi vediamo che Maria compie un gesto (Gv 12,1-8): usa un unguento preziosissimo, il nardo, che solitamente veniva impiegato per profumare i re e i nobili, anche prima della sepoltura. Cosparge i piedi di Gesù con questo prezioso unguento e poi li asciuga umilmente con i suoi capelli, in segno di devozione incondizionata, ma anche per simboleggiare la preparazione del corpo per la sua sepoltura.

Maria sembra la Chiesa, sposa, che unge di profumo il corpo di Gesù. Questo gesto indica la grandezza di Cristo e il suo amore per gli uomini. La Chiesa, sposa, si unisce a Cristo non solo nella gloria, ma innanzitutto nella passione e nella morte, riconoscendolo come Salvatore. L’unzione con il nardo richiama quella dello Spirito Santo ricevuta da Gesù nel Giordano. Il profumo che riempie la casa simboleggia lo Spirito Santo, che non solo accompagna la morte, ma annuncia che la vita ha trionfato su di essa. Dal corpo di Gesù si eleverà lo Spirito, datore di vita.

Oggi noi, riuniti qui, ci siamo alzati di buon mattino per pregare, come le donne il mattino di Pasqua, come Maria quel giorno in cui ha omaggiato Gesù con il profumo di nardo. Fate in modo che questo tempo di preghiera non finisca. Pregate per la Sposa, che è la Chiesa».

Al termine della celebrazione è stato esposto il Santissimo. I membri della Confraternita dell’Addolorata di Grottammare hanno allestito l’apparato con i lumini intorno all’ostensorio, come da tradizione. Il Santissimo resterà esposto fino alle ore 21 di martedì 31.

Saranno tanti i fedeli che, dalla marina, si incammineranno verso il paese alto, nei vari momenti della giornata, per rendere omaggio al Santissimo esposto. La confraternita vigilerà nella chiesa di San Giovanni Battista con turni di un’ora per tutta la durata dell’esposizione.

 

Via Sant’Agostino, che conduce al paese alto
la Piazzetta Peretti
La Chiesa di San Giovanni Battista, Ph.Alfredo Perotti

Il Priore e il Vice allestiscono l’apparato con i lumini per l’Esposizione.

 

 

Il Coro
L’allestimento del Santissimo Esposto fino a martedì 31 ore 21.

 

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