È in programma per lunedì 17 marzo, a Roma, l’incontro inter-universitario organizzato dalle Università Pontificie della Santa Croce, Lateranense, Salesiana e Gregoriana, con il patrocinio del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede per riflettere e offrire linee guida a servizio di sacerdoti e persone consacrate impegnati nei social media. “Missionari digitali: quale formazione?” è la domanda a cui si proverà a rispondere in un pomeriggio di studio che si terrà dalle 14.40 alle 18.15, presso l’aula magna “Giovanni Paolo II” della Pontificia Università della Santa Croce.
L’iniziativa è organizzata da Istituto pastorale della Lateranense, Facoltà di Comunicazione istituzionale della Santa Croce, Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale della Salesiana e Facoltà di Scienze sociali della Gregoriana. L’incontro sarà introdotto da mons. Lucio Ruiz, segretario dello stesso Dicastero, per poi strutturarsi in 4 sessioni, ognuna delle quali rifletterà su una specifica dimensione della formazione. Sulla formazione pastorale interverranno Massimiliano Padula e Paolo Asolan, docenti alla Lateranense. Alla Gregoriana spetterà il compito di approfondire la formazione spirituale con Peter Lah e Filipe Domingues. Fabio Pasqualetti e Maria Paola Piccini della Salesiana relazioneranno sulla formazione umana, mentre la formazione intellettuale sarà analizzata da Juan Narbona e Carlos Villar della Santa Croce. Le conclusioni saranno affidate a Daniel Arasa, decano della Facoltà di Comunicazione istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce.
“Questa iniziativa – spiegano gli organizzatori – si pone in continuità con il Giubileo dei missionari digitali dello scorso luglio 2025 e intende inaugurare una riflessione sistematica e scientifica su questo tema, che riteniamo decisivo per l’evangelizzazione e la comunicazione della fede. Inoltre, è un tentativo di risposta a problematiche, difficoltà e crisi a cui vanno incontro molti degli stessi missionari digitali. È dedicato in primis ai nostri studenti che studiano i processi comunicativi e digitali da diverse prospettive disciplinari, ma anche a tutti coloro, consacrati e laici, che vivono una presenza in Rete, sia come semplici spettatori che come protagonisti e creatori di contenuti”.




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