“La Chiesa non smette mai di riflettere sul valore delle Sacre Scritture”.

Lo ha detto il Papa, che nella catechesi dell’udienza di ieri, continuando la riflessione sulla Dei Verbum, si è soffermato sul “legame profondo e vitale che esiste tra la Parola di Dio e la Chiesa”, a partire dal Concilio. “Nella comunità ecclesiale la Scrittura trova l’ambito in cui svolgere il suo compito peculiare e raggiungere il suo fine: far conoscere Cristo e aprire al dialogo con Dio”, ha spiegato Leone XIV, che sulla scorta di san Girolamo ha ribadito che “l’ignoranza della Scrittura – infatti – è ignoranza di Cristo”. Lo scopo ultimo della lettura e della meditazione della Scrittura è infatti “conoscere Cristo e, attraverso di lui, entrare in rapporto con Dio, rapporto che può essere inteso come una conversazione, un dialogo. E la Costituzione Dei Verbum ci ha presentato la Rivelazione proprio come un dialogo, nel quale Dio parla agli uomini come ad amici. Questo avviene quando leggiamo la Bibbia in atteggiamento interiore di preghiera: allora Dio ci viene incontro ed entra in conversazione con noi”.

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