SAN BENEDETTO – Sergio Bocci, Morgan Mudimbi, Trinity Kate Zaini e Geremia Zappasodi, rappresentanti d’Istituto dell’Istruzione Superiore “Augusto Capriotti” di San Benedetto del Tronto, raccontano il loro impegno, le priorità, le difficoltà e le proposte per migliorare la vita scolastica.
Dalle relazioni tra studenti e docenti agli spazi comuni, dalla didattica alla partecipazione attiva, emerge una visione condivisa di scuola come comunità educativa fondata sul dialogo, sul rispetto e sulla collaborazione.
Quali ritenete siano oggi le principali priorità su cui intervenire all’interno della scuola?
Riteniamo che una delle priorità sulla quale intervenire riguardi l’organizzazione degli spazi scolastici: il miglioramento di essi rappresenterebbe un’importante opportunità per rendere la
nostra scuola un ambiente ancora più accogliente, funzionale e in grado di rispondere ai bisogni dell’intera comunità. Vorremmo anche proporre una gestione delle uscite anticipate per gli studenti
maggiorenni caratterizzata da maggiore flessibilità: crediamo che una maggiore autonomia per gli studenti maggiorenni, accompagnata da regole chiare e condivise, permetterebbe di rispondere
meglio alle diverse esigenze personali.
In cosa consiste il vostro ruolo di rappresentanti d’Istituto?
Il nostro ruolo è quello di favorire un dialogo diretto e costante tra studenti e istituzione scolastica. Pur nei limiti delle nostre possibilità, infatti, ci impegniamo a raccogliere le segnalazioni degli studenti e a riferirle al dirigente scolastico, collaborando per individuare soluzioni condivise.
Quali difficoltà e quali opportunità comporta questo incarico?
Il nostro incarico porta con sé diverse difficoltà: abbiamo infatti la responsabilità di rappresentare tutti gli studenti, con le loro esigenze e i loro diversi punti di vista. Tutto ciò richiede capacità di
ascolto e di mediazione. Spesso le decisioni finali non dipendono direttamente da noi, ma questo ci spinge a lavorare con maggiore impegno nel confronto e a proporre alternative costruttive, equilibrate e realistiche. Ovviamente questa esperienza costituisce anche una fondamentale occasione di crescita: ci permette, infatti, di partecipare attivamente con proposte e iniziative, alla vita scolastica e di sviluppare competenze importanti, come la comunicazione, il senso di responsabilità, la capacità di lavorare in team.
Come descrivereste il rapporto con i docenti?
Il rapporto con i docenti è generalmente positivo e collaborativo. Solo in casi isolati sono emerse piccole difficoltà legate a incomprensioni, sempre superate attraverso un dialogo aperto e un
impegno reciproco, in un clima di comprensione e collaborazione all’interno di un ambiente sereno nel quale gli alunni si sentono supportati e valorizzati nel percorso formativo.
Cosa pensate della didattica e dell’organizzazione delle lezioni?
Il metodo didattico adottato risulta estremamente efficace e valido: le attività curricolari ed extracurricolari promuovono un apprendimento attivo e significativo, permettendo agli studenti di
esplorare interessi e forme di espressione, valorizzando le loro aspirazioni. Un possibile miglioramento potrebbe riguardare l’organizzazione delle lezioni più lunghe, tramite l’introduzione
di brevi pause o di attività maggiormente diversificate per rendere l’apprendimento più leggero ed efficace, soprattutto nelle ore consecutive della stessa materia.
Quanto sono importanti le relazioni tra studenti all’interno della scuola?
Il valore dell’amicizia e del rispetto reciproco tra studenti è fondamentale per creare un ambiente scolastico sereno e armonioso. Riteniamo importante che la scuola continui a prestare attenzione alle segnalazioni degli studenti: interveniamo in modo tempestivo, segnaliamo le situazioni più gravi per prevenire e provare a risolvere il disagio.
Cosa vi ha spinto a candidarvi come rappresentanti d’Istituto?
Abbiamo deciso di candidarci perché teniamo al benessere degli studenti e crediamo nell’importanza di un clima scolastico positivo, basato sul rispetto e sulla collaborazione tra
studenti, docenti e istituzione.
Quali sono gli obiettivi concreti che vi siete prefissati per quest’anno scolastico?
Frequentando tutti le classi quinte dell’Istituto Tecnico del settore Economico e del Liceo Linguistico, il nostro obiettivo principale è quello di realizzare interventi concreti e fattibili nell’arco
dell’anno scolastico. Intendiamo promuovere, quindi, un dialogo costante con gli studenti, segnalare le principali criticità al dirigente scolastico e al DSGA, portare proposte in Consiglio di Istituto e, se necessario, contribuire a eventuali aggiornamenti del regolamento scolastico. Un obiettivo concreto da realizzare è, sicuramente, l’allestimento di un’aula da mettere a disposizione degli studenti i quali, partecipando ai numerosi progetti extracurricolari che la scuola offre loro, desiderano rimanere anche nel pomeriggio. Questo spazio favorirebbe il recupero delle
energie e contribuirebbe alla socializzazione e al miglioramento della qualità della vita scolastica.
Che valore attribuite agli spazi e all’ambiente scolastico?
Gli spazi condivisi, infatti, non sono solo luoghi di passaggio ma ambienti educativi, aree necessarie e accessibili a tutti, per favorire l’incontro, la cooperazione, il benessere. Il coinvolgimento diretto di studenti, docenti e personale ATA nella cura e personalizzazione degli spazi, attraverso decorazioni, bacheche, progetti creativi (come quelli già presenti “La mia aula” o “Murales”) rafforzerebbe ulteriormente il senso di appartenenza, esprimerebbe maggiormente l’identità dell’Istituto e i valori che esso rappresenta e promuove, come la collaborazione, l’inclusione, il rispetto.
Se poteste cambiare un solo aspetto della scuola, quale scegliereste?
Se fosse possibile modificare un aspetto della scuola renderemmo le attività curricolari ancora più pratiche, dinamiche e coinvolgenti. Dedicare maggiore spazio ai compiti di realtà e ai lavori di gruppo consentirebbe a noi alunni sia di apprendere in modo sempre più efficace e stimolante, sia di prepararci alle verifiche, alle esperienze e alle sfide della vita reale.
Qual è la vostra posizione sull’introduzione del metal detector nelle scuole?
Noi studenti esprimiamo la nostra assoluta contrarietà all’introduzione del metal detector nelle scuole. Riteniamo che le risorse stanziate dal Ministero debbano essere investite in interventi più urgenti e realmente prioritari, legati, ad esempio, al miglioramento degli edifici scolastici e al potenziamento delle risorse didattiche. Crediamo fermamente, inoltre, che la scuola non debba limitarsi a svolgere azioni di controllo ma che abbia, invece, un ruolo fondamentale nell’educazione al rispetto delle regole, al dialogo, alla non violenza.





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