No ai “professionisti dell’illusione”: “Non bisogna seguire costoro, perché sono incapaci di darci speranza”. Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri, in cui ha rilanciato il messaggio delle Beatitudini, che “dona speranza anzitutto a chi il mondo scarta come disperato”. “Solo Dio può chiamare davvero beati i poveri e gli afflitti, perché Egli è il sommo bene che a tutti si dona con amore infinito”, ha detto Leone XIV: “Solo Dio può saziare chi cerca pace e giustizia, perché Egli è il giusto giudice del mondo, autore della pace eterna. Solo in Dio i miti, i misericordiosi e i puri di cuore trovano gioia, perché Egli è il compimento della loro attesa. Nella persecuzione, Dio è fonte di riscatto; nella menzogna, è àncora di verità. Perciò Gesù proclama: ‘Rallegratevi ed esultate!’”. Le Beatitudini, in sintesi, per il Papa “diventano per noi una prova della felicità, e ci portano a chiederci se la consideriamo una conquista che si compra o un dono che si condivide; se la riponiamo in oggetti che si consumano o in relazioni che ci accompagnano”.




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