Di Simone Incicco

Negli ultimi anni molte amministrazioni comunali sembrano aver scoperto una nuova vocazione: la tutela degli animali.

Sportelli dedicati, uffici ad hoc, deleghe specifiche, campagne di sensibilizzazione. Tutto legittimo, per carità.

Una società si misura anche da come tratta gli esseri più indifesi, e gli animali meritano rispetto e protezione.
Ma mentre si moltiplicano sportelli, consulenze e comunicati stampa per cani e gatti, qualcosa – o meglio, qualcuno – scompare dal radar delle politiche pubbliche: gli ultimi. I poveri. Gli indesiderati. Quelli che non portano consenso facile né like sui social.

Per loro gli sportelli chiudono, o non aprono mai. Le politiche si assottigliano. I fondi evaporano.

Perché aiutare le persone costa. Costa in termini economici, politici e amministrativi. Richiede case popolari, pianificazione urbana, accompagnamento sociale, investimenti strutturali, continuità. Richiede di sporcarsi le mani, di affrontare conflitti, di fare scelte vere.
Molto più semplice – e mediaticamente rassicurante – aprire uno sportello per gli animali: poco costoso, simbolicamente forte, emotivamente spendibile.

Nessuno protesta, nessuno occupa, nessuno chiede un tetto sopra la testa o un lavoro dignitoso.
Il paradosso è tutto qui: non si tratta di scegliere tra animali e persone, ma di constatare che le persone più fragili stanno progressivamente uscendo dall’agenda politica. Non perché siano meno bisognose, ma perché sono più scomode.

E allora la domanda, volutamente provocatoria, sorge spontanea: per un buon padre di famiglia la priorità è il figlio o il cane? Qualcuno risponderà il cane.

È una risposta legittima, nel privato. Ma quando questa logica entra nelle istituzioni pubbliche, il rischio è enorme.
Una comunità matura non mette in competizione le fragilità. Ma una politica pigra sì. E oggi, troppo spesso, la scelta sembra chiara: proteggere ciò che non chiede nulla e ignorare chi chiede tutto. Anche solo di essere visto.

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6 commenti

  • Maria Gabriella Palmieri
    31/12/2025 alle 12:56

    Amara conclusione, ma purtroppo è così ed è molto grave. Le persone oneste non si trovano più e se ci sono vengono messe in minoranza e estromesse qualora occupino un qualche posto di rilievo! Sempre più in basso!!!

  • Luciano
    31/12/2025 alle 13:25

    Ottima riflessione:agrodolce con retrogusto amaro. Quel tanto di amarezza che fa bene alle nostre bocche e ai nostri stomaci satolli di leccornie e di dolciumi. E poi parleremo di rimetterci a dieta! Tranquilli! "Che brutta malattia che e' la fame !" - disse in una celebre riflessione Pinocchio, il burattino che non ha mai avuto un cuore di legno- , soprattutto quando si accompagna alla nostra distrazione, alla nostra superficialita' e al nostro fastidio per chi e' povero e chiede ....Intanto il nostro cuore continua a pietrificarsi. Capri Otti (scultore e cardiologo)

  • Elisabetta
    31/12/2025 alle 14:51

    Non faccio distinzioni tra chi soffre. E dunque non faccio paragoni. Chi vuol fare del bene può farlo a chiunque.

  • Michael
    31/12/2025 alle 15:01

    Pura verità. Gli animali vanno tutelati ed incoraggiati perché molto spesso sono di conforto nella solitudine. D'altro canto poi ci si chiude sempre più su sè stessi diventando ciechi ed invisibili nello stesso tempo. Bisognerebbe riscoprire le comunità, salutare almeno i vicini sapere come stanno magari offrire un caffè. Rivolgere lo sguardo anche agli umani oltre che agli animali. Le istituzioni poi farebbero bene ad aprire uno sportello anche per gli umani.

  • Baebara
    02/01/2026 alle 12:45

    Non mi risulta che gli animali vengano tutelati anzi continuano ad essere usati x accattonaggio continuano ad essere maltrattati fatti morire di fame e sete abbandonati lasciati in canile senza che nessuno paghi x questo

  • Marzia Tosi
    02/01/2026 alle 13:51

    non si dimenticano le persone se si aiutano anche gli animali. in Italia i Comuni hanno mezzi per soccorrere tutti, purtroppo manca l'attenzione delle persone preposte alle opere di assistenza. sono le Amministrazioni locali che vanno "svegliate" dal.loro letargo senza anima. le associazioni private aiutano un'infinità di bisognosi e anche gli animali liberi, che ancora oggi non soffrono solo d'inedia ma di violenze di ogni genere, lo si legge ogni giorno. se ogni Comune facesse il proprio dovere sarebbero molti meno quelli che soffrono fame e freddo e anche per gli animali.luberi la vita sarebbe più facile.

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