È l’appello del Papa, al termine dell’udienza di oggi in piazza San Pietro, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana. Francesco ha citato i “tanti morti” sul campo a causa della guerra e ha mostrato, prendendoli in mano, un Rosario e un Vangelo “lasciato da un soldato morto in guerra”. “Questo ragazzo – ha raccontato Francesco a braccio – si chiamava Alessandro, ventitré anni. Leggeva il Nuovo Testamento e i Salmi e aveva sottolineato il Salmo 129, ‘Dal profondo a te grido, o Signore, ascolta la mia voce’. Questo ragazzo di ventitré anni è morto in guerra: ha lasciato davanti la vita e questo libro del Vangelo e questo Rosario sono il testamento che lui leggeva e pregava”. “Io vorrei fare un momento di silenzio, pensando a questo ragazzo e a tanti altri come lui che sono morti in questa pazzia della guerra”, l’invito alla piazza: “La guerra distrugge sempre. Pensiamo a loro e preghiamo”.

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