In occasione della Giornata internazionale di riflessione sul genocidio del 1994 contro i Tutsi in Rwanda che si celebra il 7 aprile, “piangiamo più di un milione di bambini, donne e uomini che hanno perso la vita in cento giorni di orrore 29 anni fa”, scrive il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres in un messaggio: “Onoriamo la memoria delle vittime – per la gran maggioranza Tutsi, ma anche Hutu e altri popoli che si opposero al genocidio. Rendiamo omaggio alla resilienza dei sopravvissuti. Celebriamo il percorso del popolo del Rwanda verso la ripresa, la restaurazione e la riconciliazione. E ricordiamo, con vergogna, il fallimento della comunità internazionale”. “A una generazione dal genocidio – afferma –, non dobbiamo mai dimenticare quello che è successo – e fare in modo che venga ricordato anche dalle generazioni future. È facile che i discorsi d’odio – un indicatore chiave del rischio di genocidio – si trasformino in crimini d’odio. La noncuranza di fronte all’atrocità è complicità. E nessun luogo e nessun tempo è immune dal pericolo, compreso il nostro. Evitare il genocidio, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e altre gravi violazioni del diritto internazionale è una responsabilità condivisa. È un dovere fondamentale di ogni membro delle Nazioni Unite. Insieme, dobbiamo opporci con fermezza all’intolleranza sempre più diffusa. Siamo sempre vigili e pronti ad agire. E onoriamo davvero la memoria di tutti i popoli del Rwanda che sono morti costruendo un futuro di dignità, sicurezza, giustizia e diritti umani per tutti”.

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