RIPATRANSONE – Una notte su una strada di campagna ho incontrato una figura spettrale che attraversava la strada riflettendo la luce dei miei abbaglianti. La curiosità mi ha fatto rallentare fino a fermarmi per osservare meglio e prendermi il tempo necessario per capire che non si trattava di un fantasma o di una strana creatura, ma di un istrice.
Così può capitare anche nel mondo dell’informazione: si garantisce al lettore di avere l’occhio di bue costantemente puntato sull’attualità , si forniscono informazioni con la pretesa di far luce sulla verità e, quasi automaticamente, si ottiene di essere creduti. Ma, poi, se il lettore ha modo di approfondire e verificare le notizie, si accorge della scarsa attendibilità delle informazioni e impara a diffidare di chi spaccia l’apparenza presentandola come la verità .
Non serve, infatti, avere in dotazione fari potentissimi, se non si è capaci di rallentare per vedere bene ciò che i fari illuminano. Non serve illuminare a giorno, se poi non si è capaci di andare a passo d’uomo per approfondire ciò che si vuole raccontare. Non serve tenere accesi gli abbaglianti, se poi non si è capaci di fermarsi a contemplare la realtà per verificare se quello che ci è parso di capire è la verità o abbiamo preso un abbaglio…
Se si tengono accesi i fari, ma non si modera la velocità , si rischia di infangare più che chiarire, di sporcare più che rivelare, di confondere più che informare.
«Buona scrittura agli scrittori», allora, ma soprattutto: «Buona verifica delle fonti d’informazione a noi lettori!»





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