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Attacco hacker ai frigoriferi: Europa in tilt

Mentre i frigoriferi dei supermercati colpiti vengono fatti ripartire, le testate di tutta Europa indagano e ragionano sull’ondata di attacchi hacker che ieri ha mandato in tilt catene del freddo e montagne di cibo in otto Paesi europei. Secondo l’editoriale sul britannico iNews gli attacchi a catene come Delhaize, Ica o SuperValu non hanno finalità di riscatto (ransomware), ma sono atti di sabotaggio puro. Colpire i banconi dei congelatori e alzare le temperature fino a 50-70°C è una forma di terrorismo psicologico a basso costo. L’obiettivo dei gruppi hacker sarebbe insinuare nei cittadini il dubbio che la vita quotidiana, la spesa al supermercato e la sicurezza alimentare siano sotto scacco in qualsiasi momento.

Tanto più che solo pochi giorni fa il governo britannico aveva consigliato ai suoi cittadini di avere scorte di beni di prima necessità sufficienti per tre giorni in caso di emergenza, compresi gli attacchi informatici che causano danni e disagi diffusi. In Francia, dove gli attacchi si erano già verificati alcune settimane or sono, l’accento dei commenti viene messo sul tema dell’eccessiva dipendenza dalla digitalizzazione delle cose (internet of things) senza nemmeno riuscire più a proteggere le cose fondamentali.

Dalla Svezia, dove hanno patito danni ingenti colossi della distribuzione come Ica e Coop, l’analisi si concentra sulla resilienza della catena di approvvigionamento. Su Dagens Nyheter un editoriale riflette sul fatto che “l’incidente mette in luce una vulnerabilità che va ben oltre i congelatori dei supermercati.

Oggi gran parte della società è connessa a computer che a loro volta sono connessi a Internet, come ad esempio le automobili, i sistemi finanziari e le reti idriche”. Questo significa che gli hacker potrebbero interrompere la fornitura di energia elettrica in un Paese mentre esposte a rischio sono a questo punto “persino le apparecchiature mediche utilizzate negli interventi chirurgici, come pacemaker e pompe per l’insulina”. Il giorno seguente l’attacco si contano i danni anche in Italia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Estonia, Irlanda, Lussemburgo.

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