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FOTO Ascoli celebra il 4 novembre, don Adam: “Oggi abbiamo pregato per coloro che hanno sacrificato la loro vita”

ASCOLI PICENO – Una mattinata intensa e carica di significato profondo quella vissuta nella giornata di mercoledì 4 novembre, a partire dalle ore 10:00, nella splendida cornice di Piazza Roma ad Ascoli Piceno.

In occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, il cuore della città si è acceso di entusiasmo. Tantissime le autorità civili presenti, a partire dal Sindaco Marco Fioravanti e dalla Prefetta Giovanna Longhi, affiancate dai vertici militari, tra cui il Comandante del 235° Reggimento Addestramento Volontari Piceno, il Colonnello David Bastiani. Tutti uniti per rendere onore a questa importantissima ricorrenza.

L’inizio della cerimonia e lo schieramento delle rappresentanze

La celebrazione ha preso il via con l’afflusso solenne in piazza delle Rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, accompagnate dai fieri Gonfaloni del Comune e della Provincia di Ascoli Piceno. Subito dopo, hanno fatto il loro ingresso le massime cariche istituzionali del territorio, accolte dai numerosi invitati e dai cittadini della comunità diocesana accorsi calorosamente per l’evento.

L’Alzabandiera e il tributo ai Caduti

Il momento centrale della manifestazione si è aperto con la resa degli Onori alla Massima Autorità. Pochi minuti dopo, l’emozionante rito dell’Alzabandiera ha fatto vibrare la piazza, unendo idealmente tutti i presenti in un unico, forte sentimento di appartenenza nazionale.

Successivamente, in un clima di profondo e composto raccoglimento, è stata letta la toccante Motivazione della concessione al Milite Ignoto della medaglia d’oro al valor militare: «Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria».

Subito dopo, le note solenni della Fanfara hanno accompagnato la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti, un omaggio vibrante a chi ha sacrificato la vita per la Patria. Il momento del tributo è stato presieduto dalla Prefetta Longhi e dal Colonnello Bastiani.

Il discorso di Mattarella: tre moniti alla Nazione

Dopo la lettura della Preghiera per la Patria – un’invocazione per chiedere la forza di custodire la pace, servire la Patria e contribuire alla prosperità dell’Italia – la piazza è rimasta in un silenzio colmo di rispetto per l’ascolto del messaggio ufficiale inviato dal Capo dello Stato.

Attraverso le sue parole, il Presidente Sergio Mattarella ha voluto ricordare l’alto valore della nostra democrazia, pronunciando un discorso ideale rivolto a tutti gli italiani:

«Nell’anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della libera scelta del popolo italiano per la Repubblica, la celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate assume un significato particolare. Il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica si nutre dei valori della sua Costituzione, patrimonio di principi custodito affinché il rapporto con le generazioni che si succedono nella vita del Paese sappia unire la memoria del passato alla speranza per il futuro della comunità, e le atrocità vissute nelle guerre mondiali non abbiano a repertersi».

Un passaggio del testo presidenziale è stato poi dedicato al doloroso tributo di sangue che anche la storia recente impone di ricordare, unendo il ricordo storico al cordoglio dei giorni nostri:

«oggi rivolgiamo il nostro pensiero con particolare intensità e cordoglio ai nostri militari che hanno perso la via nei giorni scorsi in Bosnia-Erzegovina. Un legame profondo, di fiducia e gratitudine, unisce Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza alla comunità nazionale, di cui sono parte integrante».

Infine, il messaggio del Quirinale ha voluto soffermarsi sulla scottante questione della disinformazione causata dall’uso improprio dell’Intelligenza Artificiale:

«Ai conflitti tradizionali, che continuano ad insanguinare ampie aree del mondo, inclusa l’Europa, si aggiungono la disinformazione diffusa, la competizione nello spazio, la dimensione cibernetica, l’uso pervasivo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi autonomi, domini in cui atti di aggressione risultano oggi in preoccupante e progressiva espansione. È uno scenario che richiede profonda capacità di rinnovamento, nell’integrare rapidamente le nuove tecnologie e nel garantire capacità concrete per le sfide future».

La voce degli studenti: l’energia del futuro

Il vero culmine emotivo della manifestazione si è raggiunto subito dopo le parole del Presidente, quando la piazza ha lasciato spazio alle riflessioni degli studenti del Liceo Classico “Francesco Stabili – Elisabetta Trebbiani” di Ascoli Piceno e dell’Istituto Aeronavale “Antonio Locatelli” di Grottammare, diventati i veri, energetici portavoce della comunità giovanile.

Con i loro discorsi appassionati, i ragazzi hanno squarciato la retorica del passato. Hanno dimostrato con forza che il ricordo dei Caduti non deve rimanere un elenco statico di nomi, ma deve trasformarsi in una vera e propria bussola etica contro l’indifferenza del presente.

I giovani hanno saputo reinventare il concetto di “servizio alla Patria”, traducendolo nelle azioni di ogni giorno: l’impegno civile quotidiano, il volontariato e la cura del territorio come prime, fondamentali forme di difesa democratica. Di fronte alle dolorose ferite dei conflitti globali, la voce degli studenti si è levata alta per invocare un orizzonte di Pace insostituibile, dove l’Unità Nazionale diventa il tassello chiave per costruire una cittadinanza più ampia, aperta all’Europa e fondata sul dialogo, dicendo un netto rifiuto a ogni egoismo sociale. Molto forte e toccante è stata la lettura della Lettera di un soldato ad un amico, letta da una studentessa dell’Istituto Locatelli, che, nella descrizione, fatta dall’autore della lettera, del soldato deceduto accanto a lui, offre il terribile quadro del conflitto. Un monito, insomma, a non dimenticare affinché tragedie come queste possano non ripetersi.

I definitivi Onori alla Massima Autorità hanno chiuso formalmente la cerimonia, suggellando una mattinata di altissimo valore civico, freschezza giovanile e profonda unione spirituale per l’intera città di Ascoli Piceno.

La dichiarazione di don Adam Baranski, cappellano della Polizia di Stato presso le Questure di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.

Don Adam ha sottolineato il valore della memoria e della gratitudine verso quanti hanno sacrificato la propria vita per la patria e per la libertà.

«Credo che questa sia un’occasione importante per fare memoria di tutti coloro che hanno dato la vita per la patria, per la libertà e per ciò che oggi possiamo vivere. Dobbiamo ricordare sempre che la possibilità di vivere in uno Stato libero è anche frutto del loro sacrificio.

È un momento per onorare la memoria dei tanti soldati che non hanno fatto ritorno e dei quali, in alcuni casi, non conosciamo neppure il luogo di sepoltura. Desideriamo essere vicini alle famiglie che hanno perso i propri cari, a quanti hanno pagato un prezzo altissimo per la nostra nazione.

È questo, in fondo, l’insegnamento del Signore: amare significa donare la propria vita, arrivando anche al sacrificio estremo, dare tutto per gli altri. Per questo oggi abbiamo pregato per coloro che hanno offerto la vita e per quanti, anche ai nostri giorni, svolgono un compito delicato e impegnativo per la sicurezza di tutti. Possiamo vivere con maggiore tranquillità perché c’è chi vigila sui nostri cieli, sui nostri mari e sul territorio nazionale.

La nostra presenza vuole essere soprattutto un segno di gratitudine: grazie per il vostro lavoro, per il vostro sacrificio e per il servizio quotidiano che svolgete. Anche quando noi dormiamo, ci sono persone che restano vigili per proteggerci.

Questa cerimonia ci ricorda inoltre che ciascuno di noi è responsabile del bene del Paese, della sua crescita, della pace e della democrazia. Le Forze Armate sono parte integrante di questo impegno, perché contribuiscono a tutelare non soltanto la sicurezza, ma anche i valori umani e universali, come la pace e la convivenza.

Desidero ringraziare i militari per la loro costante presenza. Penso, ad esempio, a quanto accaduto dieci anni fa, dopo il terremoto: furono tra i primi a intervenire, offrendo un contributo prezioso alle comunità colpite. Penso anche all’operazione “Strade sicure”, nell’ambito della quale, insieme alle altre forze dell’ordine, garantiscono quotidianamente la tutela dei cittadini e la sicurezza del territorio. A tutti loro va il nostro sincero ringraziamento.

Un pensiero particolare va all’Esercito e al Reggimento presente ad Ascoli Piceno. I giovani che intraprendono questo percorso imparano valori importanti come il senso del dovere, il patriottismo, l’amore per la patria e il rispetto delle regole. Sono valori di cui abbiamo bisogno, al di là di ogni appartenenza politica: abbiamo bisogno di giovani che abbiano a cuore il bene della nazione.

Ringrazio i Carabinieri, presenti in tutti i comuni della nostra provincia e non solo, per il loro impegno nella prevenzione, nel controllo del territorio e nella protezione delle comunità. Un grazie va anche alla Polizia di Stato e alla Polizia penitenziaria. Ogni persona e ogni struttura svolgono un ruolo importante: spesso si tratta di un lavoro che non si vede, ma di cui tutti beneficiamo quotidianamente.

Infine, desidero ringraziare le autorità ecclesiastiche e sottolineare il valore della preghiera che abbiamo elevato per ciascuno di noi. È significativo che la Chiesa si unisca alle altre istituzioni per esprimere riconoscenza e invocare il Signore, affinché quanti sono impegnati al servizio del Paese possano svolgere il proprio compito al servizio della pace».

 

 

Alessandro Palumbi: Nato ad Ascoli Piceno il 05/11/2001. Diplomato presso il Liceo Classico "Francesco Stabili" di Ascoli Piceno nel 2020. Laurea Triennale in Lettere Classiche ottenuta presso UNIMC nel 2023 Laurea Magistrale in Filologia Classica ottenuta presso UNIMC nel 2026