ACQUAVIVA PICENA – Domenica 1° novembre, solennità di Tutti i Santi, il parroco di Acquaviva Picena, don Tiziano Napoletani, ha presieduto alle ore 15.30 la celebrazione eucaristica presso il cimitero civico. Hanno concelebrato don Tojonirina Andriansolo e padre Mario Genco, agostiniano scalzo. All’altare hanno prestato servizio il diacono Giovanni Bettoni e il ministrante Alfredo Vagnoni.
Al centro della celebrazione, il significato della santità e la chiamata di ogni cristiano a vivere secondo l’insegnamento di Gesù. I santi, con le loro storie e le diverse esperienze di vita, hanno saputo affidarsi a Dio e testimoniare il Vangelo, accomunati dall’amore per il Padre e dalla fiducia nel suo progetto.
Nell’omelia, don Tiziano ha ricordato che la solennità di Tutti i Santi invita ciascuno a riscoprire la propria vocazione: «La celebrazione di oggi ci vuole ricordare il nostro destino ultimo: la santità. Siamo chiamati a vivere sull’esempio di Gesù e a ricordarci che portiamo dentro la natura di Dio. Dio ci ha fatti a sua immagine».
Il parroco ha poi richiamato le contraddizioni del mondo contemporaneo, segnato da conflitti, divisioni e comportamenti che spesso dimenticano il valore della dignità umana. Di fronte a questa realtà, ha posto una domanda: «Possiamo cambiare il mondo? No, però possiamo cambiare il nostro mondo e quello di chi ci sta vicino». È proprio attraverso la testimonianza personale, ha sottolineato, che ogni cristiano può contribuire a costruire relazioni più autentiche e una società più umana.
Don Tiziano ha quindi invitato a non vergognarsi della propria fede, anche quando essere cristiani può esporre al rischio di incomprensioni o derisioni: «Potrebbe capitare che ci prendano in giro perché andiamo a Messa o che si meraviglino perché ancora leggiamo il Vangelo. Ma se uno ha fatto un’esperienza viva di Gesù Cristo si rende conto che essere cristiani è qualcosa di bello, qualcosa che ti riempie».
Un passaggio dell’omelia è stato dedicato alla ricerca della felicità, che non può trovare compimento soltanto nelle cose terrene: «Le passioni di questo mondo passano, ma il cuore dell’uomo non si riempie con le cose di questa Terra. Sarà sempre inquieto se manca Dio. Quello che ci riempie pienamente è la nostra relazione con Dio».
I santi, in questo cammino, rappresentano esempi concreti e testimonianze di una vita vissuta nell’amore di Dio. Don Tiziano ha ricordato, tra gli altri, san Francesco e san Massimiliano Kolbe, che ad Auschwitz offrì la propria vita prendendo il posto di un altro prigioniero condannato a morte. Un gesto estremo di carità, che mostra come l’amore possa trasformare l’esistenza e renderla capace di donarsi completamente agli altri.
«I santi sono le persone che ci lasciano un esempio, che ci hanno fatto vedere che è possibile essere innamorati di Dio, che è possibile vivere come Cristo ci ha insegnato», ha affermato il parroco, ricordando che la santità non è una meta riservata a pochi: «Tra noi ci sono i santi, ognuno di noi è santo. Basta avere consapevolezza di chi siamo. Noi siamo figli di Dio».
Infine, don Tiziano ha richiamato il valore della partecipazione alla Messa, occasione per riascoltare la Parola e riscoprire la propria identità di figli di Dio: «Andiamo a Messa per riascoltare quella voce, la Parola di Dio, le parole di Gesù che ci ricordano chi siamo». Un invito a non dimenticare la propria vocazione e a scegliere di appartenere al Signore: «Non vogliamo essere diabolici, vogliamo essere divini, vogliamo appartenere al Signore. Questo dobbiamo essere per recuperare quell’anima che il Signore ci ha dato».
Al termine della celebrazione è stata impartita la benedizione solenne alle tombe del cimitero, in un momento di preghiera e raccoglimento nel ricordo dei defunti.





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