GROTTAMMARE – Sabato 14 Novembre la comunità di Grottammare sarà chiamata a vivere una giornata intensa e significativa, nel segno della memoria, della legalità e dell’inclusione sociale. Presso la sede dell’associazione “Omphalos Autismo e Famiglie OdV”, in via Modigliani 4 al Tesino Village, si terrà infatti la cerimonia di intitolazione della struttura alla famiglia Nencioni, vittima innocente della strage mafiosa di via dei Georgofili avvenuta a Firenze nel 1993.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con “Libera” e con il patrocinio del Comune di Grottammare, prenderà il via alle ore 10:00 con un incontro-testimonianza che registrerà la partecipazione di Teresa Fiume, zia di Nadia e Caterina Nencioni, e di don Paolo Gasperini, coordinatore di “Libera” Marche. Alle ore 12:00 seguirà la cerimonia ufficiale di intitolazione alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.
La scelta di dedicare la sede alla famiglia Nencioni assume un valore profondamente simbolico. Un bene confiscato alla criminalità organizzata diventa infatti un luogo di accoglienza, crescita e speranza per persone nello spettro autistico e per le loro famiglie, trasformando una storia di sopraffazione in un esempio concreto di riscatto civile. Come annunciato nei mesi scorsi dall’associazione, l’intitolazione nasce dalla volontà di coniugare il tema dell’inclusione con quello della memoria delle vittime innocenti delle mafie, affinché il ricordo diventi impegno quotidiano e responsabilità condivisa.
Nell’occasione sarà inaugurata anche la campagna di adesione a “Libera” per l’anno 2027. Lo slogan è “Tenersi insieme è rivoluzionario”, un monito colmo di speranza e molto significativo, che invita a restare uniti e solidali contro le mafie.
Omphalos, un presidio di inclusione al servizio delle famiglie
L’associazione “Omphalos Autismo e Famiglie OdV” rappresenta oggi una delle realtà più attive del territorio nel sostegno alle persone con autismo. Lo scorso Giugno ha inaugurato la nuova sede nel quartiere Tesino Village di Grottammare, trasferendo il centro “BeBlu!” in questa villa confiscata alla criminalità organizzata e restituita alla collettività.
All’interno della struttura è stato avviato il progetto “Casa Mia”, un innovativo percorso di autonomia abitativa e sociale rivolto a giovani e adulti con autismo. L’iniziativa offre un ambiente educativo nel quale sviluppare competenze legate alla gestione della vita quotidiana, alla cura della persona, alle relazioni sociali e all’inserimento nel mondo del lavoro.
Accanto a questo progetto, Omphalos promuove attività educative specialistiche, laboratori, percorsi di inclusione e collaborazioni con le realtà associative e produttive del territorio, nella convinzione che una comunità realmente inclusiva debba valorizzare i talenti e le potenzialità di ciascuno.
Simone Maestrini: “Il dovere della memoria e la volontà di costruire un futuro diverso”
Queste le parole del responsabile del centro “BeBlu!”, nonché coordinatore del progetto “Casa Mia”, Simone Maestrini:
“L’intitolazione della nostra sede alla famiglia Nencioni rappresenta un momento che custodisce molteplici significati. Da una parte c’è il dovere della memoria verso persone innocenti che hanno pagato con la vita la violenza mafiosa; dall’altra c’è la volontà di costruire ogni giorno un futuro diverso, fondato sull’inclusione, sulla solidarietà e sul rispetto della dignità di ogni persona.
Questa casa accoglie bambini, ragazzi e famiglie che affrontano con coraggio le sfide dell’autismo e lo fa all’interno di un bene sottratto alla criminalità. È il segno concreto che il bene può rinascere dove prima c’era l’illegalità. Per questo invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare: la memoria diventa davvero viva, quando si trasforma in responsabilità collettiva e in impegno per le nuove generazioni“.
La giornata del 14 Novembre si inserisce quindi in un percorso di valorizzazione delle persone e di promozione di valori sani, che già da tempo è in atto, e si preannuncia come un’occasione non solo per ricordare una famiglia segnata dalla tragedia mafiosa, ma anche per riaffermare il valore di una comunità che sceglie di costruire inclusione, legalità e speranza partendo dalle persone più fragili.





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