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FOTO e VIDEO Don Giuseppe Giudici: “Grazie per la meravigliosa accoglienza!”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Grande gioia nella comunità di San Pio X, a San Benedetto del Tronto, per l’ingresso di don Giuseppe Giudici, avvenuto ieri, Sabato 31 Ottobre 2026, alle ore 18:00, durante la Celebrazione Eucaristica presieduta dall’arcivescovo Gianpiero Palmieri.

Il presbitero, nato a San Benedetto del Tronto il 27 Marzo del 1978 ed ordinato il 7 Dicembre del 2013, ha svolto il ministero in diverse parrocchie della Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto ed è direttore dell’Apostolato del Mare, servizio attraverso il quale mantiene una particolare attenzione al mondo della Marineria Sambenedettese.

L’accoglienza: una comunità civile ed ecclesiale numerosa

A dare il benvenuto al nuovo parroco,  sono state le massime autorità civili della città: Nicola Mozzoni, sindaco del Comune di San Benedetto del Tronto; Luigi Anelli, assessore con delega al Commercio, alle Attività Produttive, al Demanio Marittimo, ai Servizi Cimiteriali, alla Sicurezza Urbana e ai Rapporti con i Comitati di Quartiere; Agnese Capecci, assessora con delega allo Sport, al Turismo, agli Eventi  a al MICE (Meetings, Incentives, Conferences, and Exhibitions).
Presenti anche il secondo capo aiutante nocchiere di porto Ciro Serra della Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto ed alcuni rappresentanti della Marineria Sambenedettese.

Insieme a loro, anche numerosi esponenti della comunità ecclesiale: i collaboratori parrocchiali,  i Gruppi parrocchiali dell’Azione Cattolica e degli Scout, i componenti del Consiglio Pastorale parrocchiale e una numerosa rappresentanza della comunità sambenedettese.
Presenti altresì molti fedeli della parrocchia San Niccolò di Acquaviva Picena, che don Giuseppe ha guidato per cinque anni. Tra loro anche molti giovani Scout. Presenti infine numerosi amici e parenti.

La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal vescovo Gianpiero Palmieri. Oltre a don Giuseppe Giudici, a concelebrare sono stati numerosi presbiteri: don Luigino Scarponi, responsabile del Clero delle Diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto; don Guido Coccia, parroco della comunità di San Benedetto Martire al Paese Alto e vicario urbano della Vicaria “Ven. P. Giovanni dello Spirito Santo”; don Luis Reynaldo Sandoval Vegas, parroco della comunità della Sacra Famiglia nel Quartiere Ragnola; don Roberto Traini, parroco della Parrocchia di San Pio V e San Giovanni Battista a Grottammare; don Tiziano Napoletani, che oggi, 1 Novembre, farà il suo ingresso nella parrocchia San Niccolò ad Acquaviva Picena, succedendo proprio a don Giuseppe.
A servire l’altare c’erano due diaconi: Umberto Silenzi, in servizio presso la parrocchia S. Pio X  a San Benedetto del Tronto dal 2009 e membro del Comitato CEI Interventi Caritativi nel Terzo Mondo dal 2012, e Giovanni Maria Bettoni, in servizio presso la parrocchia San Niccolò ad Acquaviva Picena, vice cancelliere vescovile dal 2021 e docente di Religione.
Ad impreziosire ancora di più la Celebrazione è stato il Coro Parrocchiale, composto da 20 voci tutte femminili, diretto dalla Mª Alessia De Angelis ed accompagnato all’organo dal M° Marco Laudi, alla chitarra dal M° Giacomo Isopi e al cajón dal M° Andrea Tassi.

Prima della celebrazione il sindaco Nicola Mozzoni ha voluto dare il benvenuto al nuovo parroco, a nome dell’Amministrazione Comunale e di tutta la Cittadinanza. Queste le sue parole:
“Quello di don Peppe rappresenta un autentico valore aggiunto per questa comunità, un dono prezioso che saprà certamente lasciare un segno profondo. Ho avuto l’opportunità di conoscerlo circa vent’anni fa a Medjugorje e, fin dal primo incontro, ho percepito immediatamente la stoffa di cui era fatto.In questi anni ho seguito con attenzione il suo operato e ho visto come abbia saputo affiancare con coraggio e dedizione il mondo della pesca, interpretandone le esigenze, sostenendone le battaglie, offrendo una presenza concreta accanto ai pescatori e facendo sentire la sua voce. Per questo sono convinto che anche qui saprà farsi ascoltare e apprezzare, diventando un punto di riferimento spirituale, umano e sociale per l’intera comunità“.
E poi, rivolgendosi direttamente al presbitero, ha aggiunto:
“Don Peppe, auguri per un fecondo cammino pastorale e benvenuto a San Benedetto del Tronto!“.

I gesti liturgici, segno della missione pastorale del nuovo parroco

All’inizio della celebrazione, don Luigino Scarponi ha dato lettura della Bolla di Nomina.

Il nuovo parroco ha poi compiuto tre gesti liturgici molto significativi che esprimono il suo Ministero in mezzo alla comunità ecclesiale.

Prima l’aspersione dell’altare e di tutti i fedeli con l’acqua benedetta del Fonte Battesimale, in quanto il suo compito sarà riattualizzare continuamente nei parrocchiani il dono grande che hanno ricevuto il giorno in cui sono stati battezzati.

Poi la venerazione dell’altare con il bacio e l’incensazione dell’altare e dell’icona di San Pio X, in quanto la missione del nuovo parroco sarà quella di ricordare che l’unico fondamento della comunità cristiana è Gesù, di cui nella Liturgia l’altare è il simbolo, pietra angolare della Chiesa, edificio spirituale di pietre vive, che siamo noi.

Infine è stata affidata a don Giuseppe anche la proclamazione del Vangelo, come previsto dalla Liturgia d’ingresso di un nuovo parroco, segno del suo compito primario in mezzo alla comunità, che è quello – come ha ricordato anche il vescovo Gianpiero durante l’omelia – di annunciare il Vangelo.

Le parole del vescovo Gianpiero

Mons. Palmieri, durante l’omelia, commentando le Letture del giorno riguardanti la festività di Ognissanti, ha riflettuto sul significato autentico della santità. Prendendo spunto dalle Lettere di San Paolo, ha spiegato come l’apostolo si rivolgesse ai cristiani chiamandoli «santi», perché “la santità non è un privilegio riservato a pochi, ma la partecipazione stessa alla vita di Dio”. Ha ricordato come Dio nella Bibbia sia definito il «tre volte Santo», “per dire che Tu sei il Creatore di fronte alle sue creature, il Padre davanti ai suoi figli. Ma con questo, non si vuole solo marcare la differenza, bensì anche sottolineare che Dio ci ha voluto comunicare la sua stessa vita divina attraverso il dono dello Spirito Santo, rendendo ogni persona partecipe della sua stessa natura. Dentro di noi si muove, agisce, grida, gioisce, piange, lotta lo Spirito Santo di Dio: questa è tutta la nostra santità!“.

Proseguendo la riflessione, il vescovo Gianpiero si è rivolto direttamente a don Giuseppe, dicendogli: “Carissimo prete, nel servire questa comunità cristiana, farai esperienza della santità divina, cioè farai esperienza dell’azione dello Spirito Santo”. A tal proposito Palmieri ha sottolineato che questa santità si manifesta concretamente nella vita dei fedeli attraverso il cammino delle Beatitudini. “Queste – ha precisato – non riguardano una dimensione privata o individualistica, ma coinvolgono l’intera comunità ecclesiale. Una comunità cristiana è chiamata anzitutto a riconoscersi «povera nello spirito», non in senso materiale o economico, bensì come atteggiamento interiore di umiltà, nella consapevolezza della propria piccolezza davanti a Dio e agli uomini“.

Il vescovo ha quindi evidenziato come ogni credente possa fare esperienza delle diverse Beatitudini evangeliche: quella della “gratitudine che deriva dall’afflizione che viene consolata dalla presenza del Signore”; quella della “mitezza che conduce al possesso della terra promessa da Cristo”; quella della “misericordia che avvolge ogni cuore e apre alla grandezza dell’amore di Dio”; quella della “purezza del cuore, che consiste nella semplicità, ovvero nell’assenza di pieghe, e che è condizione necessaria per riconoscere la presenza di Dio nella vita quotidiana”; quella della “persecuzione, dell’essere rifiutati, ostacolati e non capiti, soprattutto quando si punta al bene di tutti, al bene del quartiere, al bene degli altri, che è una beatitudine, perché ti avvicina a Gesù, perché è la stessa del Maestro”.

Ha poi proseguito: “Carissimo don Peppe, un pastore guida una comunità non con la sua capacità organizzativa o con i suoi talenti umani, ma con la potenza della Parola di Dio. Una Parola che mette in crisi prima di tutto te e poi al comunità, perché si converta, si apra all’azione dello Spirito e viva la Beatitudine del Vangelo” . Ha quindi sottolineato che la missione del sacerdote consiste nel guidare il popolo di Dio attraverso l’annuncio del Vangelo e la celebrazione dei Sacramenti, “ovvero quei riti, quei segni attraverso i quali Gesù continua ad agire attraverso di noi, perché è risorto e vive in mezzo a noi”. Con parole particolarmente significative, ha spiegato che il parroco è chiamato a rendere presente Cristo stesso nella vita della comunità: “È Lui che perdona, quando confessi. È Lui che spezza il Pane, quando celebri l’Eucaristia. È Lui che dona lo Spirito, quando battezzi o dai l’unzione ai malati. Allora tu dai luce, voce, sguardo, occhi, orecchi, mani al Signore Risorto, perché possa agire anche oggi in mezzo a noi”.

Da questa consapevolezza nasce anche la responsabilità di ogni battezzato. Il vescovo ha infatti ricordato che, uscendo dalla chiesa e vivendo il proprio quartiere, i fedeli sono chiamati a riconoscersi come membra vive del Corpo di Cristo e testimoni della sua presenza nel mondo: “Noi siamo il tempio dello Spirito, il Popolo di Dio, la Sua presenza nel mondo. Essere strumenti nelle mani di Dio sarà la nostra gioia, la nostra Beatitudine!“.

Nella parte conclusiva dell’omelia, il vescovo Gianpiero ha rivolto un pensiero grato a don Ulderico Ceroni, che ha guidato la parrocchia negli anni passati,  “lasciando numerosi segni concreti del suo servizio pastorale e della sua dedizione alla comunità“. Ha detto: “Tutte le volte che canterete con gioia, ricorderete l’organo donato da don Ulderico alla comunità e tutto quello che da lui avete ricevuto come Parola di Dio”. Ha quindi evidenziato come la vita della Chiesa si caratterizzi per una continuità che attraversa il susseguirsi dei suoi ministri: “Nella successione dei parroci, non è semplicemente l’opera degli uomini a portare avanti il cammino della comunità, ma è Dio stesso che continua a guidare il Suo popolo nella storia“. Un’affermazione che ha suggellato l’omelia con un messaggio di fiducia e di speranza per il nuovo tratto di cammino che attende la comunità parrocchiale.

La professione di fede

Al termine dell’omelia, il nuovo parroco ha rinnovato le promesse sacerdotali, esprimendo così la sua volontà di servire la comunità in comunione con il vescovo Gianpiero.

Rinnovare, davanti al popolo che gli è stato affidato e alla presenza del vescovo, le promesse fatte nel giorno della sua Ordinazione Presbiterale rende visibile l’inizio di una nuova relazione di cura pastorale. Il parroco ha dichiarato di voler guidare la parrocchia non per interessi personali, ma come “buon pastore, maestro e servo di tutti”.

Il rito ha inoltre sottolineato l’impegno ad esercitare il proprio Ministero con perseveranza, ad annunciare la Parola di Dio, a celebrare fedelmente i Sacramenti e a mantenere un rapporto di filiale rispetto e obbedienza verso il vescovo ed i suoi successori.

È stato un momento di preghiera molto profondo, in cui il sacerdote ha chiesto allo Spirito Santo la grazia necessaria per affrontare le sfide del nuovo incarico, consapevole delle proprie responsabilità e fragilità e mettendosi in ascolto della comunità.

Il benvenuto della comunità

 

Prima della benedizione finale, Angelo Tassotti, segretario del Consiglio Pastorale parrocchiale, ha portato a don Giuseppe il saluto della comunità e ha ringraziato il vescovo Gianpiero:

“Caro don Peppe,
oggi la Comunità Parrocchiale di San Pio X non ti apre soltanto le porte della sua chiesa, ma spalanca le porte del proprio cuore.
Ti accogliamo con gioia sincera, con l’emozione dei nuovi inizi e con il desiderio di iniziare insieme un cammino di fede, di fraternità e di comunione.
L’arrivo di un nuovo parroco è sempre un dono del Signore e un tempo di grazia per la comunità. Ti accoglie una famiglia composta da molti volti e da tante storie: famiglie, anziani custodi di una preziosa memoria, giovani ricchi di entusiasmo e bambini che con la loro semplicità portano speranza e allegria.
Ti accoglie soprattutto una comunità che desidera crescere. Una comunità che vuole riscoprire la bellezza dell’incontro con Cristo, abitare con maggiore partecipazione la vita della parrocchia e camminare insieme nella fede, sostenendosi reciprocamente come fratelli e sorelle.
Fin da questo primo momento desideriamo dirti una cosa semplice ma importante: non sarai solo!
Troverai persone pronte a collaborare, mani disponibili ad aiutare, orecchie attente ad ascoltare e cuori capaci di condividere con te le fatiche e le gioie del ministero pastorale.
Guardando al nostro santo patrono, San Pio X, ti affidiamo con fiducia la guida della nostra comunità. Aiutaci a camminare dietro al Signore, insegnaci ad essere una Chiesa viva, accogliente e missionaria; sostienici nel crescere nella fede, nella carità e nella speranza.
Da parte nostra ti promettiamo affetto sincero, collaborazione leale e soprattutto la nostra preghiera quotidiana, perché il Signore possa sostenerti e accompagnarti nella missione che oggi ti viene affidata.
Il nostro augurio più bello è che questa comunità possa diventare per te una vera famiglia e che tu possa sentirti, fin da subito, non un ospite, ma a casa.
Affidiamo il tuo ministero alla protezione della Beata Vergine Maria e all’intercessione di San Pio X, perché ti ottengano dal Signore serenità, sapienza pastorale e la gioia di essere un pastore secondo il cuore di Cristo.
Benvenuto, Don Peppe!
Con affetto e gratitudine, ti assicuriamo il nostro sostegno e la nostra amicizia.
Buon cammino insieme, nella luce del Signore!”

Il primo discorso di don Giuseppe alla comunità

Ultimo a parlare è stato il nuovo parroco, il quale ha concluso il suo discorso di saluto alla comunità prendendo in prestito le parole che Papa Giovanni XXIII (Angelo Roncalli) pronunciò durante il celebre Discorso alla luna l’11 Ottobre del 1962, la sera dell’apertura del Concilio Vaticano II: «La mia persona conta niente, è un fratello che parla a voi, diventato Padre per la volontà di Nostro Signore, ma tutt’insieme: paternità e fraternità e grazia di Dio, tutto, tutto!».

Guarda qui il video integrale del discorso di don Giuseppe Giudici:

 

Dopo la Messa, i fedeli e i sacerdoti si sono recati nell’oratorio per un piacevole momento di convivialità. Durante la serata al nuovo parroco è stato donato un salvadanaio con un’offerta in denaro per le necessità della parrocchia. Il gustoso e luculliano aperitivo è stata l’occasione, per don Giuseppe, di conoscere nuovi parrocchiani e di condividere con loro una parola e un sorriso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carletta Di Blasio: