Sono 38.558 le gravi violazioni commesse nel 2025 contro i bambini coinvolti nei conflitti armati, con 24.174 minori colpiti: il dato più alto da quando le Nazioni Unite hanno istituito il mandato per la loro protezione. A denunciarlo è l’ultimo rapporto annuale del segretario generale dell’Onu sui bambini e i conflitti armati, al centro della riunione del Consiglio di sicurezza che celebra i 30 anni dell’impegno delle Nazioni Unite su questo fronte. Il numero più elevato di violazioni verificate riguarda Israele e i Territori palestinesi occupati, con 12.445 casi, seguiti dalla Repubblica democratica del Congo (4.114), dalla Nigeria (2.560), dal Myanmar (2.203) e dalla Somalia (2.195). Per la prima volta, le forze governative sono risultate responsabili della maggior parte delle gravi violazioni, tra cui uccisioni e mutilazioni di minori, attacchi a scuole e ospedali e negazione dell’accesso umanitario. Nel corso del dibattito, rappresentanti delle Nazioni Unite e della società civile hanno chiesto maggiore impegno nella prevenzione, nella protezione e nell’accertamento delle responsabilità, denunciando anche la carenza di risorse per l’assistenza psicologica, il reinserimento e l’istruzione dei bambini colpiti dalla guerra. “Dietro ogni statistica c’è un’infanzia rubata”: l’appello è a garantire ai minori protezione concreta, diritti e un futuro di pace.

Entra a far parte della Community de L'Ancora (clicca qui) attraverso la quale potrai ricevere le notizie più importanti ed essere aggiornati, in tempo reale, sui prossimi appuntamenti che ti aspettano in Diocesi.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com