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“Scampoli di intelligenza naturale”: quattro amici, una storia di cultura e giornalismo locale

CUPRA MARITTIMA – Da quattro amici, redattori, giornalisti e articolisti del periodico «Cupra e la Val Menocchia» è nato un libro dal suggestivo e ironico titolo: «Scampoli di intelligenza naturale». Il mensile cartaceo, pubblicato dal 1984 al 2010, è stato per anni una pietra miliare della cultura del territorio tra Cupra Marittima e dintorni.

I quattro autori sono Walter Ferri, Raimondo Sbaffoni, Franco Regi e Settimio Virgili. I primi tre sono di Cupra Marittima, l’ultimo di Carassai. Hanno uno spirito sessantottino, un po’ scapestrato ma, in fondo, nobile e gentile. Sono «marinai» della cultura, a bordo di un diario che, purtroppo, non c’è più.

Tre insegnanti e un letterato e professionista che hanno dato molto al territorio, non soltanto attraverso la scrittura, ma anche promuovendo eventi. Ricordiamo, per esempio, la kermesse estiva «CuprAmare» e la partecipazione attiva a tante sagre, sempre d’estate, con l’obiettivo di stare insieme e, soprattutto, di finanziare la pubblicazione mensile di «Cupra e la Val Menocchia».

Il direttore Raimondo Sbaffoni è stato il leader del gruppo: una mente vulcanica, ricchissima di proposte per coinvolgere tante persone, soprattutto giovani, nonché artefice di numerose denunce contro la cattiva gestione del territorio, della cultura e della società amministrata. Si è sempre battuto per la tutela dell’ambiente e per raccontare quelle tradizioni e quel mondo passato che stanno lentamente dissolvendosi.

Sbaffoni è stato un fulgido esempio di giornalismo «attivo», di strada e di denuncia, «provinciale» nel senso più alto, geniale e significativo del termine. La realtà di provincia, infatti, può essere intesa come fucina del tempo libero, officina della cultura e del coinvolgimento sociale, luogo di valorizzazione dei saperi e di un volontariato sano e generoso, ma anche di genio.

Noi, che siamo un po’ più giovani e abbiamo mosso i primi passi con il mensile «Cupra» e con il «Corriere Adriatico», non possiamo che ringraziare questo gruppo di maestri della storia locale e del giornalismo per quanto ci ha insegnato, soprattutto in termini di amicizia e condivisione.

Walter Ferri

Si comincia con Walter Ferri, ex insegnante di scuola primaria e autore di numerosi raffinati libri di storia legati a personaggi del territorio, come Gregorio Possenti, ultimo sindaco di Marano e primo sindaco di Cupra, e a realtà storiche significative, come la Società di Mutuo Soccorso.

Ferri ricorda gli anni della guerra, il pesce fritto «di carta» e i primi amori affidati alle lettere, quando WhatsApp non esisteva. Rievoca le emozioni dell’attesa di una lettera d’amore, le mani tremanti nell’aprirla, i sospiri e la speranza.

Ricorda anche il primo incarico di insegnamento in montagna, con la stanza polverosa e piena di ragnatele, e lo sguardo sospettoso e cauto dei villici, incuriositi dal «maestro». Esilarante il racconto della toilette en plein air in campagna, insieme a tantissime altre curiosità.

Franco Regi

Abruzzese di nascita, autore di libri, Franco Regi è uno degli ideatori dell’Inverno Teatrale di Cupra e autore egli stesso di testi teatrali. È un fine conoscitore dei sipari, con l’arguta battuta sempre pronta.

I suoi sono ricordi romanzati che prendono spunto da episodi reali, come «Una notte in redazione» o, restando in tema notturno, il buffo racconto della prima notte in nave durante il viaggio di nozze. In quell’occasione, una borsa dell’acqua calda si ritrova in mezzo agli sposi e viene scherzosamente ribattezzata dall’autore «La luna di fiele».

I racconti di Franco Regi affrontano con delicatezza anche temi seri, come la solitudine degli anziani. Parlano di figure scomparse e di scene di paese. Nel paragrafo «Il focolare, biblioteca della cultura orale» emerge, in particolare, il valore della famiglia, evocata attraverso il «calore del fuoco e dei cuori», con immensa tenerezza e nostalgia.

Raimondo Sbaffoni

Giornalista, direttore del mensile «Cupra» per 26 anni e laureato in Lettere, Raimondo Sbaffoni è un fine appassionato di scrittura e poesia. Nei suoi testi convivono la visione irriverente di un adolescente e la saggezza di un filosofo. Sbaffoni scrive da sempre. Ha riscritto persino i «Sepolcri»!

Simpatico il ritratto del suo correttore di bozze personale, Cucciulì, il falegname al quale fa leggere gli scritti prima di pubblicarli.

Numerosi i racconti, come «L’albero della Pace», in cui un albero diventa un «vecchio trasandato». Eleganti e delicate le poesie «Corpo di Primavera» e «Fuori stagione». Gli incontri sono raccontati con sapienza: dalle ragazze che chiedono la prima sigaretta all’ironia di «I Cari vivi», fino alla storia di Diodato, l’angelo custode «sfigato» di terza classe, incapace di salvare tutte le anime che vorrebbe.

Quelle di Raimondo Sbaffoni sono riflessioni ad alta voce, tessere di un mosaico della vita quotidiana che una persona superficiale non noterebbe, ma che per l’autore diventano farfalle e profondissimi spunti poetici, come in «Tormento».

Ritorna, poi, lo spirito irriverente del Sessantotto con «Non esiste intelligenza senza birichinate!», racconto ambientato nell’anno 2500, quando viene inventata l’«intelligenza telepatica», un nuovo mostro psicosociale capace di distruggere i ricordi e quel poco di umanità che ancora resta.

Il tocco finale è pura poesia: «Vieni felicità! Or che libero sono da zavorra d’amore, di te ho più bisogno».

Settimio Virgili

Il professore con il sorriso. Autore di numerosi libri di storia e grande cultore della storia locale, Settimio Virgili è uno dei pilastri della storia picena e fermana.

Rievoca persone scomparse prematuramente, come Adriano Luzi, il famoso egittologo e restauratore di Comunanza che ha lavorato nella tomba della regina Nefertari. Ricorda anche Bianca Virgili, attiva e coltissima promotrice dell’Archeoclub di Carassai.

Non mancano i racconti storici, come quello dedicato a Dante Petrosino, né le storie crime, tra cui l’assassinio dell’arciprete nel Duomo di Fermo nel 1837, seguito da un processo che sembra uscito da un romanzo di Agatha Christie.

Nella sezione curata da Virgili trovano spazio anche storie di vita paesana e ricordi di persone scomparse o di eventi del passato, come le «Bombe lacrimogene del 1948».

Non poteva mancare un articolo intitolato «Quelli del Mensile Cupra», dedicato al ricordo di Marcello Vagnoni, fotografo del giornale, e di sua moglie Pina Dominici, insegnante e redattrice molto attiva, purtroppo scomparsa prematuramente nel 2020.

Un libro che restituisce un mondo

«Scampoli di intelligenza naturale» è un libro che rallegra il cuore e lascia scendere una piccola lacrima sul volto, nel ricordo di un mondo scomparso, ancora vivo nel cuore di chi lo ha vissuto e di chi ne ha ricevuto il testimone.

Vincono l’ironia e la spensieratezza degli autori: ragazzini mai cresciuti e, tuttavia, sapienti filosofi e testimoni di un mondo antico.

Grazie agli autori, con tutto il cuore. Grandi maestri di giornalismo, di storia e di cultura.

Susanna Faviani: Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte e Immagine nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare dal 1996. Ha scritto libri e suoi articoli di Storia dell'Arte e Storia sono in varie pubblicazioni. Dirige un periodico culturale online : www.laconchiglianews.it .