MARTINSICURO – Dopo il debutto in formato digitale, è ora disponibile anche in versione cartacea il libro “Il viaggio continua. Ieri e oggi, la stessa gioia, una nuova forza”. L’opera porta la firma di Marco Marini, ingegnere informatico di Martinsicuro, che da quattro anni convive con la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Un’opera intensa e profondamente umana che racconta il percorso di un uomo che, pur costretto all’immobilità fisica, continua a testimoniare con forza la propria libertà di pensiero, la fede e l’amore per la vita.
Il volume raccoglie riflessioni, articoli e interventi pubblici nei quali l’autore ripercorre la sua esperienza di uomo, marito, padre, malato e credente. Tra le pagine trovano spazio temi che vanno dalla complessa realtà burocratica vissuta da molte persone fragili alle carenze del sistema sanitario, passando per il valore della famiglia, della speranza e della spiritualità. Si tratta di una testimonianza che unisce denuncia civile, profondità interiore e una straordinaria capacità di guardare oltre la sofferenza.
La storia di Marco Marini è nota a molti lettori e a molte lettrici anche grazie alla rubrica “La Speranza oltre il limite”, che cura per il nostro giornale L’Ancora. Cinquantasette anni, marito e padre, Marini è affetto da SLA, una malattia neurodegenerativa che provoca una progressiva paralisi muscolare, pur lasciando intatte le capacità cognitive. Oggi comunica con il mondo attraverso un puntatore oculare e, proprio grazie a questa tecnologia, ha scritto integralmente il suo libro. Persino il logo dell’opera è stato realizzato da lui utilizzando esclusivamente il movimento degli occhi.
Nelle sue parole emerge con forza il desiderio di continuare a essere presente nella società nonostante la malattia. “Quando la malattia prova a cancellare la tua voce, scrivere diventa un’azione politica, un modo per ribadire al mondo che sotto un corpo immobile c’è un pensiero del tutto integro, lucido e sovrano”, afferma l’autore, spiegando le ragioni che lo hanno spinto a mettere nero su bianco le proprie riflessioni.
Se dovesse riassumere il senso del libro in tre parole, Marini non ha dubbi: “Resistenza, dignità, libertà“. Tre concetti che attraversano l’intera opera e che rappresentano anche la cifra della sua esperienza personale.
Tra i capitoli a cui è maggiormente legato, l’autore cita quelli dedicati alla moglie Marica e alla figlia Sofia, ma anche le pagine che raccontano il pellegrinaggio a Lourdes, luogo in cui, spiega, “il corpo ha smesso di essere una gabbia per lasciare spazio alla dimensione pura dello spirito e alla certezza di essere amato per quello che sono, oltre ogni diagnosi”.
Particolarmente significativa è anche la sua riflessione sul tempo e sul senso della quotidianità. Prima della malattia, racconta, il tempo era scandito da scadenze e obiettivi; oggi, invece, ogni istante assume un valore nuovo: “La mia quotidianità oggi si misura nella profondità di un singolo istante: uno sguardo scambiato con i miei cari, una frase riuscita, la luce del mattino dalla finestra“.
Ma, nonostante le difficoltà e la progressione della malattia, Marini continua a guardare avanti con speranza. “La speranza per me non è un’attesa passiva o un pio desiderio, ma un muscolo della mente che si allena ogni mattina”, afferma. E guardando al futuro, esprime un desiderio che va oltre la propria vicenda personale: “La mia speranza è che la ricerca scientifica corra più veloce della malattia per chi verrà dopo di me“.
Con la pubblicazione in formato cartaceo, l’opera di Marini raggiunge ora un pubblico ancora più ampio, portando nelle case dei lettori e delle lettrici una testimonianza autentica e coraggiosa. Un libro che non parla soltanto di malattia, ma soprattutto di dignità, amore e capacità di continuare a vivere pienamente, anche quando la vita impone prove durissime.