MARTINSICURO – Martinsicuro non dimentica le vittime del bombardamento del 14 ottobre 1943. A 83 anni da quella tragica giornata, la comunità si è riunita questa mattina per rendere omaggio ai concittadini che persero la vita sotto le bombe, in una delle pagine più dolorose della storia locale, segnata dalla morte di numerosi civili, tra cui donne, anziani e bambini.
La commemorazione si è svolta presso il monumento dedicato alle vittime, nel piazzale di via dei Liburni, alla presenza del prefetto di Teramo, Beatrice Agata Mariano, del sindaco Massimo Vagnoni, dei rappresentanti dell’amministrazione comunale, delle autorità civili e militari, dei cittadini e degli studenti dell’Istituto comprensivo “Sandro Pertini”.
Tra i momenti più significativi della mattinata, la presenza di Iole Toscani, che ha da poco festeggiato il traguardo dei 100 anni. Testimone diretta del bombardamento, allora giovanissima, rimase gravemente ferita e perse un braccio. Una sofferenza che ha segnato profondamente la sua vita, ma che non le ha impedito di affrontare il futuro con forza e dignità. La sua partecipazione ha dato un volto concreto alla tragedia, offrendo ai presenti l’occasione di incontrare una donna che porta con sé la memoria viva di quei drammatici avvenimenti.
La cerimonia si è aperta con l’Inno nazionale, eseguito dal coro degli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “Sandro Pertini”. La presenza dei ragazzi ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa e la necessità di trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza della storia, affinché la memoria delle vittime continui a parlare anche al presente.
Spazio, quindi, alle testimonianze e alla ricostruzione storica. Alcuni studenti hanno letto brani tratti dal libro del professor Albino Tommolini, dedicato ai fatti del 14 ottobre 1943. L’autore, presente alla commemorazione, è intervenuto ripercorrendo con commozione gli avvenimenti di quella giornata, contribuendo a restituire alla comunità il ricordo di una tragedia che ha lasciato un segno profondo nella storia di Martinsicuro.
Nel corso della mattinata è intervenuto anche don Roberto Melone, che nei prossimi giorni inizierà il proprio servizio pastorale nella parrocchia di Martinsicuro e che ha impartito la benedizione.
Particolarmente toccante il momento in cui il sindaco Massimo Vagnoni ha letto i nomi dei concittadini riportati sul monumento commemorativo. Dietro ogni nome, una vita spezzata, una famiglia colpita e una comunità costretta a fare i conti con le conseguenze della guerra.
Nel suo intervento, il primo cittadino ha richiamato l’importanza di custodire e trasmettere il ricordo di quanto accaduto, soffermandosi soprattutto sulla responsabilità di educare i più giovani alla pace, al rispetto della vita umana e al rifiuto della violenza. Un richiamo che acquista un significato particolare in un contesto internazionale ancora segnato da guerre e conflitti.
La deposizione di una corona d’alloro ai piedi del monumento ha concluso i momenti di omaggio alle vittime, rinnovando il legame tra la città e la propria storia.
Il ricordo del sacrificio della popolazione durante il secondo conflitto mondiale è stato riconosciuto anche a livello istituzionale: nel 2005 Martinsicuro ha ricevuto la Medaglia di bronzo al merito civile, conferita dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
La commemorazione del 14 ottobre rappresenta così un appuntamento importante per l’identità della comunità. Non soltanto un tributo a chi perse la vita, ma anche un’occasione per riflettere sulle conseguenze della guerra e sulla responsabilità collettiva di costruire e preservare la pace.
La presenza di Iole Toscani, testimone diretta di quella tragedia, accanto ai giovani studenti ha racchiuso il significato più profondo della giornata: una memoria che attraversa le generazioni e che chiede di essere custodita e trasmessa. Ricordare il 14 ottobre 1943 significa restituire voce alle vittime e rinnovare l’impegno affinché il dolore provocato dalla guerra non venga dimenticato e simili tragedie non si ripetano.





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