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Grande partecipazione alla presentazione del volume “Pieve, la nuova chiesa di San Benedetto Martire”

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un pubblico numeroso, che ha riempito i banchi della chiesa, ha fatto da cornice alla presentazione del libro “Pieve, la nuova chiesa di San Benedetto Martire”, avvenuta ieri, Lunedì 12 Ottobre 2026, alle ore 18.30, nella chiesa omonima, al Paese Alto. L’opera, che rappresenta il terzo volume della collana dei Libri d’Archivio SBT promossa dall’Archivio Storico Comunale di San Benedetto del Tronto, è stata presentata all’interno delle manifestazioni previste in occasione della festa del patrono San Benedetto Martire.

A relazionare sul contenuto dell’opera è stato lo storico Giuseppe Merlini, archivista dell’Archivio Storico comunale della città di San Benedetto del Tronto, che ha curato le ricerche storiche e la stesura del volume.

Presenti anche don Guido Coccia, parroco della comunità, che ha portato il suo saluto agli ospiti ed al pubblico intervenuti, e tre dei cinque co-autori che hanno contribuito a redigere il volume:

  • don Vincenzo Catani, responsabile degli Archivi Vescovili di San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto delle Marche, autore della nota introduttiva del libro nella quale ha curato l’inquadramento storico-religioso e spirituale dell’antica pieve. Il libro raccoglie una serie di contributi specialistici che ripercorrono in modo rigoroso la storia, l’architettura, le opere d’arte e le tradizioni della chiesa matrice cittadina.;
  • Luigi Anelli, nella doppia veste di assessore del Comune rivierasco e di curatore del capitolo del libro che illustra le vicende costruttive, i restauri della torre e le caratteristiche del concerto di campane;
  • il prof. Giancarlo Brandimarti, autore del capitolo dedicato alla trascrizione e alla disamina epigrafica delle lapidi presenti in chiesa, legate a vicende comunitarie, epidemie e personaggi illustri.

Non sono riusciti ad essere presenti, invece, Massimo Papetti, che nel libro ha analizzato con rigore storico-artistico le opere pittoriche e i cicli di affreschi che hanno ornato nel tempo la struttura, e Stefano Anelli, che ha invece esaminato la complessa simbologia sacra e la realizzazione della pavimentazione marmorea posata nel 1908.

Davanti ad una platea attenta e partecipe, composta da cittadini, studiosi, appassionati di storia locale e membri delle associazioni cittadine, le riflessioni del dott. Merlini hanno permesso di ripercorrere le vicende della più antica comunità cristiana sambenedettese e il ruolo centrale che la Pieve ha avuto nella formazione dell’identità del territorio.

Il saluto di don Guido Coccia

Ad aprire l’incontro è stato don Guido Coccia, che ha accolto i presenti sottolineando il valore dell’iniziativa non soltanto sul piano culturale, ma anche sotto il profilo ecclesiale e comunitario. Il parroco ha evidenziato come la conoscenza delle radici storiche della chiesa di San Benedetto Martire consenta alla comunità di riscoprire la propria identità e di custodire una memoria che appartiene a tutti. Un patrimonio che, attraverso il lavoro di ricerca e divulgazione, continua a essere trasmesso alle nuove generazioni.

L’intervento di don Vincenzo Catani

Nel suo intervento introduttivo, don Vincenzo Catani ha posto l’accento sul legame profondo tra fede, storia e territorio, ricordando che la storia religiosa non può essere separata dalla storia degli uomini e delle donne che hanno abitato questi luoghi e che ne hanno costruito l’identità.

Ripercorrere le vicende della Pieve significa, infatti, comprendere il cammino delle prime comunità cristiane della costa adriatica, nate e sviluppatesi in stretta relazione con i mutamenti sociali e culturali dell’epoca. Ha quindi raccontato come, già in epoca romana, il vicino centro di Truentum (sul territorio di quella che era la marina di Colonnella, oggi Martinsicuro) rappresentasse un importante polo urbano e commerciale, all’interno del quale si sviluppò una delle più antiche comunità cristiane dell’area.

Don Vincenzo ha anche spiegato il significato del termine latino pagus, che indicava i territori rurali al di fuori delle città, evidenziando come il cristianesimo si sia inizialmente diffuso soprattutto nei centri urbani e portuali, per poi raggiungere gradualmente le campagne e i piccoli insediamenti circostanti. In questo contesto si inserisce la nascita della plebs, ovvero della comunità cristiana raccolta attorno a una chiesa di riferimento, dalla quale deriva il termine pieve.

Giuseppe Merlini: dalle origini cristiane alla nascita della Pieve

Particolarmente ricco ed approfondito è stato l’intervento dello storico Giuseppe Merlini, il quale ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso i secoli, ricostruendo le origini della presenza cristiana nel territorio sambenedettese.

Lo storico ha infatti ricostruito il ruolo che questa antica chiesa ebbe come centro religioso del territorio, come punto di riferimento importante per le popolazioni locali. Secondo la ricostruzione presentata, la Pieve di San Benedetto rappresenterebbe una delle testimonianze più antiche della presenza cristiana nella zona, precedente anche alle fasi edilizie successive che hanno caratterizzato il complesso religioso nel corso dei secoli.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla figura di San Benedetto Martire e alle testimonianze storiche legate al suo culto. Merlini ha ricordato come la tradizione collochi presso l’antica chiesa la sepoltura del santo e come diverse trasformazioni architettoniche abbiano modificato nel tempo l’assetto originario dell’edificio. Le ricerche storiche ed archivistiche, unite alle testimonianze conservate nel patrimonio ecclesiastico locale, consentono oggi di ricostruire un quadro sempre più dettagliato delle vicende che hanno segnato la nascita e lo sviluppo della comunità sambenedettese.

Nel corso della sua relazione, lo storico ha infine evidenziato l’importanza del lavoro archivistico quale strumento fondamentale per la tutela della memoria collettiva: documenti, registri e testimonianze rappresentano, infatti, tasselli preziosi per comprendere il passato e consegnarlo alla conoscenza delle future generazioni.

Le conclusioni dell’assessore Luigi Anelli

A chiudere gli interventi è stato l’assessore Luigi Anelli, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’Archivio Storico Comunale e dagli studiosi coinvolti nella collana editoriale. Anelli ha sottolineato come la valorizzazione delle fonti storiche costituisca un investimento culturale di grande importanza per la città, capace di rafforzare il senso di appartenenza della comunità e di promuovere la conoscenza delle proprie radici.

Un patrimonio da custodire e divulgare

La serata si è conclusa tra gli applausi del pubblico, che in poco tempo ha esaurito le copie cartacee a disposizione, confermando il forte interesse della cittadinanza verso la storia delle proprie origini. Per informazioni su come reperire una copia digitale gratuita del volume, è possibile contattare l’Archivio Storico di San Benedetto del Tronto al seguente indirizzo di posta elettronica: archiviostorico@comunesbt.it.

La presentazione del volume “Pieve, la nuova chiesa di San Benedetto Martire” ha offerto non solo l’occasione per approfondire una pagina significativa del passato sambenedettese, ma anche un momento di riflessione sul valore della memoria storica quale elemento essenziale per comprendere il presente e costruire il futuro della comunità.

 

Carletta Di Blasio: