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FOTO Vescovo Palmieri ai militari: Niente è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra

DIOCESI – Si è svolta nella mattinata di oggi, Lunedì 12 Ottobre 2026, alle ore 9:30, presso la Cattedrale Santa Maria Madre di Dio  e Sant’’Emidio, ad Ascoli Piceno, la solenne Celebrazione Eucaristica in onore di San Giovanni XXIII, papa e patrono dell’Esercito Italiano, la cui Memoria Liturgica è ricorsa ieri, 11 Ottobre.

La Santa Messa è stata presieduta dal vescovo delle Diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, mons. Gianpiero Palmieri. A servire l’altare è stato il diacono Giuseppe Golia.

Presente, tra i fedeli, il cappellano militare della Diocesi di Ascoli Piceno, don Adam Krzyzstof Baranski, assistente spirituale del personale della Polizia di Stato delle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Presente altresì don Luigi Nardi, parroco della comunità del Duomo, che ha ospitato la celebrazione.

Presenti numerose autorità civili e militari, rappresentanti delle Forze Armate e delle associazioni combattentistiche e d’arma: la Prefetta Giovanna Longhi; il Primo Dirigente della Questura Filippo Stragapede; il Colonnello David Bastiani, Comandante del 235° Reggimento Piceno dell’Esercito; il Colonnello Ivano Cerioni, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza; il Tenente Colonnello Pompeo Quagliozzi, Vice Comandante del Comando Provinciale dei Carabinieri; l’ing. Vincenzo Vannarelli, Vice Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco; il Capitano di Corvetta Alessandro Barra, in rappresentanza della Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto; il Sostituto Commissario Flavio Ranucci, Vice Comandante Provinciale della Polizia Stradale; l’assessora regionale Francesca Pantaloni; il presidente della Provincia di Ascoli Piceno Fabio Salvi; il sindaco del Comune di Ascoli Piceno Marco Fioravanti; il consigliere del Comune di San Benedetto del Tronto Tonino Capriotti.

Presenti infine anche numerosi fedeli che hanno voluto partecipare ad un momento di preghiera e riflessione dedicato al “Papa Buono”, figura particolarmente cara al mondo militare. La ricorrenza è stata vissuta come occasione per affidare alla protezione del Santo patrono tutti gli uomini e le donne impegnati quotidianamente al servizio della sicurezza, della pace e del bene comune. La celebrazione si inserisce nel solco delle iniziative promosse dall’Esercito Italiano in tutta la nazione per onorare la memoria di San Giovanni XXIII e il suo esempio di fede, umanità e dedizione al prossimo.

L’omelia del vescovo Palmieri

Durante la Celebrazione, l’arcivescovo Palmieri ha richiamato più volte il profondo legame tra la figura di Papa Giovanni XXIII e i valori della pace, del servizio e della responsabilità civile.

Nell’introduzione alla Messa è stato ricordato come la festa dell’11 Ottobre coincida con l’apertura del Concilio Vaticano II, avvenuta nel 1962 per volontà del Pontefice, che Palmieri ha definito un uomo capace di coniugare “la straordinaria esigenza della riforma nel cammino della Chiesa e l’anelito profondo alla pace”.

Anche nell’omelia, il vescovo ha ripercorso l’eredità spirituale di Papa Giovanni XXIII, evidenziandone il ruolo decisivo nell’avvio del Concilio Vaticano II e nel rinnovamento della Chiesa. In particolare, ha sottolineato come il “Papa Buono” avesse compreso la necessità di “aggiornare – questo è il termine che usa – aggiornare profondamente la forma stessa della vita della Chiesa” e come la riflessione conciliare abbia posto la pace al centro della testimonianza cristiana.

Poi, richiamando l’immagine evangelica del “Buon Pastore”, il vescovo Gianpiero ha rivolto ai militari un particolare pensiero di gratitudine per il loro impegno quotidiano nella tutela della sicurezza e della convivenza civile. Poi li ha invitati a vivere ogni servizio con motivazioni autentiche, ricordando che “le cose nella vita si possono fare per senso del dovere o per senso di colpa – e non va bene – oppure si possono fare per amore. E questo è il top!”. Un messaggio rivolto proprio a loro che sono chiamati ad operare “per l’amore del proprio Paese, per l’amore della pace, per l’amore di una società più giusta”.

Significativo infine il richiamo alla ferma condanna dei conflitti pronunciato da un altro Pontefice, Papa Pio XII: «Niente è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra».

Al termine dei riti di Comunione, il Comandante del 235° Reggimento Piceno David Bastiani ha preso la parola per ringraziare le autorità civili, militari e religiose presenti. Poi, ricordando la figura di San Giovanni XXIII, lo ha definito “un riferimento per tutto il personale della Forze Armate”. Ha quindi ricordato il suo servizio durante la Prima Guerra Mondiale accanto a feriti, orfani e famiglie colpite dal dolore, esperienza che continua a rappresentare “un esempio luminoso” per quanti oggi indossano l’uniforme. Il comandante ha inoltre auspicato che il Santo Patrono continui a guidare il cammino dei militari, affinché possano svolgere la propria missione “con competenza e professionalità, ma soprattutto con senso di responsabilità, senso di giustizia, generosità e tanta, tanta umanità”.

La celebrazione si è conclusa con la tradizionale Preghiera del Soldato. L’invocazione, che affida alla fede il servizio alla Patria e rinnova l’impegno per la concordia tra i popoli, la libertà, la giustizia e la pace. è stata proclamata dal Primo Luogo Tenente Michele Cardi.

Perché San Giovanni XXIII è il patrono delle Forze Armate?

La figura di San Giovanni XXIII, al secolo Angelo Giuseppe Roncalli, è legata al mondo militare ben prima della sua elezione al soglio pontificio. Durante la Prima Guerra Mondiale prestò infatti servizio nella sanità militare e successivamente come cappellano militare, distinguendosi per la vicinanza ai feriti, alle loro famiglie, agli orfani e a quanti erano segnati dalle sofferenze del conflitto.

Proprio questa esperienza diretta, vissuta accanto ai soldati e alle popolazioni colpite dalla guerra, contribuì a forgiare quella sensibilità umana e pastorale che avrebbe caratterizzato tutto il suo Pontificato. Uomo di dialogo, costruttore di ponti e promotore di pace, Giovanni XXIII lasciò alla Chiesa e al mondo il messaggio profetico dell’enciclica “Pacem in Terris”, ancora oggi considerata uno dei testi più significativi sul tema della pace tra i popoli.

L’Esercito Italiano riconosce in lui un modello capace di coniugare amore per la patria, spirito di servizio e attenzione alla dignità di ogni persona. Per questo motivo l’11 Ottobre è divenuto il giorno della sua celebrazione liturgica quale patrono dell’Esercito, una scelta che richiama i valori di umanità, solidarietà, assistenza ai più deboli e impegno per la pace che animano l’azione dei militari anche nelle missioni internazionali e umanitarie.

Un esempio attuale di servizio e pace

La celebrazione odierna ha rappresentato non solo un momento di devozione religiosa, ma anche un’occasione per riflettere sul significato più profondo del servizio svolto dalle Forze Armate. Nel ricordo di San Giovanni XXIII, il “Papa Buono” che seppe parlare al mondo intero con il linguaggio della fraternità e della pace, la comunità ecclesiale e le istituzioni si sono ritrovate unite nel riconoscere il valore di quanti operano ogni giorno per la tutela della sicurezza e della convivenza civile.

Nel suo esempio continuano ad incontrarsi due dimensioni solo apparentemente distanti: quella della difesa e quella della pace. Un’eredità spirituale che invita a considerare il servizio alle comunità come una missione da vivere con responsabilità, umanità e attenzione verso ogni persona, soprattutto nelle situazioni più difficili e dolorose.

 

 

Carletta Di Blasio: